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lunedì 18 dicembre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di dicembre 2003, dicembre 2008, dicembre 2009, dicembre 2010,
dicembre 2011, dicembre 2012, dicembre 2013, dicembre 2014, dicembre 2015, dicembre 2016 e quelle dedicate al Cuore Immcolato di Maria

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Luglio 2013

San Benedetto ha dato dei fondamenti semplici, basilari, acquisibili da tutti
nel vivere questa chiamata che non appartiene solo ai monaci

 

 

Ave Maria!

 

1 luglio 2013
"Ancora l'Eterno ricerca in coloro che Lo amano l'intercessione
piena di misericordia, forte, coraggiosa, intrepida di Abramo"

"Mia piccola Maria, stasera la Santa Parola vi presenta la preghiera intrepida, veemente, coraggiosa verso il trono dell'altissimo di Abramo che intercede per Sodoma e Gomorra perché sia sottratta dalla sua distruzione. Abramo grida: "Signore Iddio, se trovassi in essa 50 giusti, per la loro giustizia non salverai l'intera città?". Ed il Padre Eterno rispose: " Per i meriti di questi 50 giusti la salverò!". "E se ve ne fossero 40, e poi 30, 20 e infine 10 giusti, per essi non la salverai?"… E ad ogni invocazione di intercessione Iddio rispose: "La salverò!". Ma il Padre Santissimo non trovò nemmeno 10 giusti che facessero luce con il loro bene all'oscurità del male di Sodoma. Ancora l' Eterno ricerca in coloro che Lo amano l'intercessione piena di misericordia, forte, coraggiosa, intrepida di Abramo perché interceda per la salvezza di questo mondo devastato dal male, che fermi l'avanzata del demonio che vuole distruggerlo. Ma quanti sono? Così pochi!... Anche coloro che dicono di amarmi, pregano per lo più per sé stessi: non rivivono in pienezza la mia misericordia nel cuore, nella preghiera, nell'opera. E come essere tali?

Il vangelo vi risponde: "Seguitemi! Lasciate che i morti seppelliscano i morti! Non andate dietro a coloro che vivono della morte del mondo. Seguirli è condurvi a morte. Seguite Me, che sono la Vita, e sarete portatori della mia Vita tra i morti. Non lasciatevi condizionare dagli usi e dalle tradizioni umane che si ripiegano ad un pensiero comune che vi arresta nella crescita dello spirito, del primato di Dio. Non divenite prigionieri dei compromessi della mentalità umana che portano all'esteriorità, alla vanità, al compiacimento dell''uomo per discriminare la supremazia dell'amore e della verità di Dio. Il cristiano è colui che rompe, che spezza gli schemi che incatenano alla parvenza, che non permettono che si pongano le ali per salire verso l'alto, anche se ciò gli causerà disapprovazione dal mondo. Solo con questa libertà interiore si avrà una compassione, una misericordia piena di Me nel cuore, nella preghiera, nell'opera, e diverrà, con la sua persona, intercessione a Dio per la salvezza degli uomini, sarà muraglia, difesa dall'avanzata della distruzione del nemico, e diverrà portatore egli stesso della mia Vita. Chiedete per i meriti di Cristo e per i meriti del bene dei giusti che vivono sulla terra. Ti benedico".

 


2 luglio 2013
"Distruzioni, cataclismi, maremoti, guerra… sono sempre conseguenza del peccato.
Essi avvengono poiché non è vissuta la Sapienza di Dio"

"Mia piccola Maria, stasera la Santa Parola vi presenta la fuga e la liberazione di Lot che si salva dalla distruzione da Sodoma poiché si è affidato e rifugiato nel Padre Eterno. Distruzioni, cataclismi, maremoti, guerre… sono sempre conseguenza del peccato. Essi avvengono poiché non è vissuta la Sapienza di Dio; infatti nella sua fuga la moglie di Lot si volta a guardare, nonostante il Comando divino di non farlo, perché presa nella nostalgia del passato, che è il peccato, e diviene una statua di sale. Ella ha testimoniato l'insipienza, la dissacrazione della Sapienza di Dio con i suoi doni di salvezza, che ella ha sprecato.

Nel Vangelo la barca, ove Io sono con i miei Apostoli, è preda dalle furie delle acque. Imperversa la tempesta il cui vento contrario è agitato dal nemico. Ma Io dico loro: "Non abbiate timore, uomini di poca fede, ci sono Io!". C'è la mia Persona: e ad un mio cenno ritorna la pace. Dinanzi ad ogni disastro Io vi offro la medicina, l'ancora di salvezza che è in Me: vi offro Me stesso! Vi offro un mezzo potente che in questo mese si ricorda e si celebra, e che è quello del mio Preziosissimo Sangue. Il mio Sangue versato per voi, che dalle mie vene ha travasato sulla Croce; ne ho irrorata e penetrata la terra; e ancora discende per bagnarla, purificarla e redimerla. Ah, se tutti gli uomini invocassero il mio divin Sangue! Esso darebbe pace ai moti impetuosi e contrari della natura: porterebbe salute alle menti, cura ai corpi e farmaco di guarigione, porta pace ove c'è il subbuglio e la divisione, ove si fomenta la guerra. Dinanzi al mio divin Sangue satana s'arresta, digrigna i denti, e fugge.

Ah, se i sacerdoti tutti invocassero il mio Preziosissimo Sangue sul capo dei propri penitenti e fedeli: quante guarigioni e liberazioni di ossessi! Il mio divin Sangue è mezzo potente! Uomini di poca fede, se vi credeste e lo effettuaste, quale trasformazione al bene e alla salute! Ancora il mio Santissimo Sangue si offre e travasa dalle Mense degli altari nell'Eucaristia, dai sofferenti che offrono il loro dolore, e in quelli che Lo invocano: sempre dalla mia Croce Esso discende per espandersi e fecondare l'umanità. Ma voi ponetevi sotto la mia Croce in preghiera per raccoglierlo nelle vostre mani; ponetevi a riceverlo nella Comunione; farete sì che Esso penetri e scorra nelle vostre vene sicché vi farete Sangue mio: diverrete una pur sua piccola goccia che porterete ovunque, dinanzi al quale satana fuggirà nel terrore: ci sarà liberazione e sanità. Il mio Sangue è una potenza, abbiate fede! Ti benedico".

 


5 luglio 2013
"Quanti fratelli, amandoli in Me, ne porterete a salvezza!
Li ritroverete commensali nel Banchetto Celeste!"

"Mia piccola Maria, stai abbandonata e in attesa. Non chiedere più e non cercare: sarò Io a chiamarti e ad indicarti il luogo. Cosa accadde ad Abramo? Io lo chiamai dal suo paese di origine e lo condussi verso la terra in cui doveva vivere. Così anche tu potrai dire: questo è il posto che Dio ha scelto per me e dove dovrò stare!".

Oggi nel vangelo gli uomini si scandalizzano di Me poiché mangio tra i peccatori e gli impuri. Io sono in mezzo a loro per condurli a salvezza, e dico: "Non sono i sani ad aver bisogno del medico, ma i malati. Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori". E come potrei salvarli se non attraverso la mia Misericordia? Ancor oggi gli uomini si scandalizzano della mia Misericordia che si protende su tutti, persino sui malvagi. Io vi attesto: che me ne faccio di figli che vanno perduti? La vita dell'uomo è solo un battito di ciglia dell'eternità di Dio, e per un battito di ciglia, per quanto sia stata errata tale esistenza, dovrà pagare con un' eternità di dolore? Per questo Io cercherò con tutti i mezzi per poterlo sottrarre ad essa. In ogni modo la mia Misericordia cercherà di salvare, e userò anche voi perché siate i canali della mia divina Misericordia. Ricordate che la vostra pietà, la vostra fede, i buoni sentimenti, sono sempre grazie che vi vengono date dal Cielo, pur se condivise dal merito della vostra adesione e corrispondenza. Pure voi siete i salvati dalla mia Misericordia, e nella misura in cui avete ricevuto siete chiamati a ridonare, nel vostro amore: quanti fratelli malati e infelici infettati dal diavolo salvereste! Ecco, la compassione umana è il primo gradino di una carità che però è incostante e fallace poiché dinanzi alla durezza e alla incorrispondenza s'arresta; ella deve assimilarsi e ricevere dalla mia, che è la vera Medicina che cura sino alla profondità del cuore umano le sue ferite. Essa è santa poiché si eleva nel suo purissimo amore al disopra delle miserie umane: è divina e nasce dalle mie viscere per condurvi alla Patria Celeste.

Il Vangelo vi risponde stasera: "Seguitemi!". Ed oggi, giorno dedicato al mio divin Cuore nel I° venerdì del mese Io vi invito: "Tuffatevi in Esso, immergetevi, plasmatevi al mio Cuore!". La vostra non sia una devozione blanda, superficiale, ma un'adorazione profonda che si forma e si nutre alla preghiera intensa e costante: una preghiera che non è un segno di croce a scarabocchio, né un pensiero o due parole veloci a forma di preghiera, ma un tempo scandito ogni giorno, un tempo dato che sia almeno di un'ora e, per chi può, anche maggiore. La giornata sia disposta ad azioni verso il bene: una carità offerta al mio divin Cuore e al Cuore della Madre mia. Siate sempre più presso l'altare, alla Mensa dell' Eucaristia; in questo stato vissuto Io vi assimilo ad esso: travaserò nei vostri cuori torrenti della grazia della mia divina Misericordia; sarete i suoi conduttori; e quanti fratelli, amandoli in Me, ne porterete a salvezza! Li ritroverete commensali nel Banchetto Celeste, che da malati si sono fatti sani, da peccatori si sono fatti giusti nel condividere insieme la gioia della mia divina Misericordia infinita. Ti benedico".

 


6 luglio 2013
"Chiamo la Chiesa, i sacerdoti, i laici che si mettono al suo servizio
 a diffondere la mia Parola nel cammino del mondo"

"Mia piccola Maria, stasera il vangelo vi chiama ad essere evangelizzatori. Tutti vi chiama ad esser annunciatori della lieta Novella. E molti diranno: "E come possiamo noi, Signore, che viviamo nel chiuso del chiostro del nostro Convento, o vincolati da doveri familiari nelle ristrettezze delle mura domestiche, o incapaci di parola?... Figli miei, Io vi dico che molti sono stati miei missionari e si sono fatti santi anche se il loro piede non ha varcato la soglia della loro casa o del loro ristretto ambiente. Lo hanno potuto perché si sono offerti, hanno donato la propria vita in modo che fosse ricchezza e santità di raccolto nelle missioni, perché il Signore mandasse abbondanza di operai a lavorare per la sua Messe. La prima evangelizzazione si attua mediante l'orazione per far sì che faccia luce, dia fortezza e capacità. Vi farete così i procacciatori di scorte di cibo spirituale che devono alimentare per dare vigore a quelli che sono in avanguardia nelle missioni, o simili a quelli che dietro le file ricaricano di munizioni le armi per far sì che ne siano provvisti coloro che devono combattere il nemico in prima linea. 2° - É la testimonianza di una vita santa che mi testimonia nella carità. 3° - É dare una parola con semplicità, insegnando nella verità del mio vangelo: lo attuano i genitori, educando i figli alla fede, dando e diffondendo nella mia Parola i propri cari o quelli che Iddio fa loro incontrare. Già voi in questo modo siete miei evangelizzatori.

Chiamo poi la Chiesa, i sacerdoti, i laici che si mettono al suo servizio, a diffondere la mia Parola nel cammino del mondo. É una Chiesa missionaria però solo quando, ancor prima che ponga il passo al cammino, è missionaria nel cuore, vivendo l'annuncio della Buona Novella in sé stessa: Allora Essa sarà potenza che caccia i diavoli, cambia i costumi, riconduce i fedeli a credere. Sacerdoti e figli, che vi ponete in missione, state prima di tutto uniti all'altare, alla mia Persona, vivendo l'interiorità con Me, ove Io, vostro Maestro, vi darò forza, luce e capacità per poi andare ovunque. Dall'altare rinvigoriti nell'amore, siete poi pronti e chiamati ad annunciare nelle strade, ad andare nelle case, in mezzo al popolo, per ricondurlo di nuovo al mio altare per amarmi. Ti benedico".

 


10 luglio 2013
"Cercate prima il Regno di Dio, cercate prima il Pane celeste dell''Eucaristia"

"Mia piccola Maria, stasera nella santa Parola gli egiziani chiedono pane, hanno fame, e viene detto loro: "Andate a Giuseppe!". Giuseppe ha l'autorità, ha le chiavi che aprono l'abbondanza dei granai per sfamare il popolo. A lui accorrono, per la carestia che li colpisce, gli antichi fratelli che lo avevano rifiutato e venduto per gelosia. Solo Giuseppe al loro incontro li riconosce, ma non li caccia: cerca di educarli alla verità e al bene facendo riconoscere il loro peccato; e nel suo perdono, nella sua accoglienza, essi riceveranno non solo il pane della tavola ma, riconquistati all'amore di Dio, il pane che li sfama all'autentico amore fraterno.

Nel Vangelo eleggo i miei Apostoli e li mando a sfamare le genti con il pane della Parola di Dio. Ma chiedo che prima sia sfamato il proprio popolo che è quello d'Israele. Chiedo a voi che avete famiglia: prima sfamate i vostri cari, quelli di casa nell'educazione alla Verità e al bene, illuminandoli nella fede, e quanti poi Iddio metterà nel cammino. Molti vi seguiranno e si porranno poi accanto per portare lo stesso amore di Dio per saziare la fame di cuore in terre lontane. Altri non vorranno, ma voi seguitate con la preghiera e la testimonianza e, sapendo in coscienza di aver fatto tutto ciò che è umanamente possibile nei vostri mezzi per essi, andate verso gli altri che hanno fame di questa Parola e di questo amore che Iddio vi indicherà. Io vi dico che anche tra quelli di famiglia, che non avevano accolto, giungerà il tempo in cui sentiranno la fame dell'abbraccio con il Cielo quando incontreranno la prova o il bisogno attraverso il quale il Padre Santissimo li richiama per ricondurli a Sé. Ed essi ricorderanno la luce ricevuta nell' infanzia e nella giovinezza, e torneranno a sfamarsi del pane del mio amore. Già questa fame in essi sussiste, ma non ne comprendono l'origine e vanno alla ricerca di pani avariati e contaminati; ma voi continuate nell'orazione e testimoniando nella diffusione di Me tra le genti. Il Padre Eterno vi benedirà e vi verrà in soccorso. Cercate prima il Regno di Dio, cercate prima il Pane celeste dell''Eucaristia. Tanto più siete autenticamente uniti ad Essa, tanto più sarete saziati e appagati della fame dell'amore, educandovi al bene e alla Verità, e la benedizione della Provvidenza scenderà pure sulla vostra tavola che non sarà mai mancante di ogni sua necessità. Per ogni anima che vive adorante del Pane del Cielo e Lo ama, l'Eterno per lei farà giungere il suo favore, sfamando del suo amore santo tante anime lontane e affamate, e la sua benedizione scenderà sulle mense vuote nel provvedere di dare abbondanza ed ogni sazietà pure nel pane del corpo. Ti benedico".

 


11 luglio 2013
"San Benedetto ha dato dei fondamenti semplici, basilari, acquisibili da tutti
nel vivere questa chiamata che non appartiene solo ai monaci"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa e l'Ordine Benedettino celebrano San Benedetto, un Santo forte e austero che, sulla sua austerità, sulla sua preghiera, sul suo isolamento e i suoi stenti, unito alla sua santa sorella, ha dato vita ed ha acquisito da Dio tale Ordine monastico. Molti figli Egli ha dato alla Chiesa e molti alla santità. San Benedetto ha dato dei fondamenti semplici, basilari, acquisibili da tutti nel vivere questa chiamata che non appartiene solo ai monaci, ma anche per chi vi vuole aderirvi e rimane nel modo. "Preghiera e lavoro!". Preghiera intensa perché fosse luce, fuoco che riscaldasse dell'amore di Dio la Chiesa. Lavoro, sacrificio offerto al Padre per santificarsi. In verità per secoli questi Padri hanno vissuto in austerità, temprati nell'anima da una profonda orazione, da un lavoro spesso duro, sicché vivevano di ciò che coltivavano: le loro tavole portavano il raccolto del loro frutto e della carità altrui.

In questo tempo questi dettami, che sono state le fondamenta dell'Ordine Benedettino, si sono sbiaditi nel viverlo: la preghiera si fa circoscritta a quelle prescritte in Comunità. Il lavoro è per lo più delegato ai laici per dedicarsi alla ricerca di studi e scienze più che alla ricerca della spiritualità. Le tavole sono sempre opulente di ogni abbondanza, così l'appesantimento del corpo limita la salita verso le altezze dello Spirito. La diffusione della Santa Parola scritta o annunciata non più amalgamata dello Spirito Santo, non feconda; e l'albero dell'Ordine si fa sempre più sterile, sempre più spoglio.

Nei primi secoli della sua origine, per limitare tanta austerità e severità, Iddio ha cercato, tramite San Silvestro, di amalgamare mediante questo ramo dei Silvestrini nei Benedettini una via che addolcisse, con sentimenti mariani, materni, per irradiare di nuovi fiori di santità e dare completezza al cammino di questi monaci al Cielo. Questa prerogativa nei tempi odierni ha perso il suo carisma, il timbro che dà colore e personifica il monachesimo silvestrino. Non sanno più questi figli riscoprire un'orazione che si fa intima, interiore, simile a chi è eremita, per incontrarsi solo con Dio. Non c'è più questo desiderio amoroso per aver dato posto alla ricerca della cultura e del primato di sé; e molti dei loro cuori si sono fatti duri. Cosa bisogna fare se non ritornare alle origini? Ricalcare le orme dei Padri Fondatori che con lacrime e veemenza di preghiera hanno riscattato al Signore tale nascita di un Ordine che fosse tesoro di anime per la Chiesa, e via di santità per i Cieli!

Bisogna tornare a vivere l'unione personale con il Padre. Se non si sa vivere la solitudine con Dio non si sa partecipare in verità la comunione con la comunità. Non bastano le preghiere di programma. Bisogna tornare a rimboccarsi le maniche, qualsiasi sia il servizio da svolgere, dato che il lavoro offerto a Dio con il sudore feconda e tempra l'anima. La vita sia più parca e semplice nelle sue necessità. L'intuizione che ha avuto don… viene dallo Spirito Santo ed è ottima. É cosa buona che alcuni tra i monaci tornino a fare l'esperienza dell'eremitaggio, a farsi eremiti, a vivere in disparte, in isolamento, per incontrarsi con il Signore in adorazione profonda, per conoscere quale sia la sua santa Volontà. A tale esperienza, irrorata di Spirito, si potranno aggiungere nuovi figli, giovani, nuove vocazioni improntate ad una consacrazione religiosa che ricalchi le fondamenta delle origini. Iddio benedirà e farà rinverdire la pianta poiché i monaci si fanno in questo modo suoi collaboratori, non più artefici del loro Ordine, lasciando che il Padre Santissimo ne prenda le redini e la cura. E tutto tornerà a rifiorire.

Cosa dice stasera il mio Vangelo? Pietro mi chiede: "Signore e noi che abbiamo lasciato tutto per Te cosa riceveremo?". Rispondo anche a voi oggi: "Se veramente avete lasciato tutto per Me e mi avete fatto rivivere, agire, amare in voi, avrete il centuplo e poi la vita eterna". Ti benedico".

 


13 luglio 2013
"Quando si amano male quelli della propria famiglia
come si potranno amare bene quelli fuori dalle proprie mura, quelli lontani?"

"Mia piccola Maria, e tutti Io benedico! Stasera nel vangelo mi viene chiesto: "Chi è il mio prossimo?". Il vostro prossimo sono coloro con cui vivete, che conoscete, con cui operate. Siete tutti figli della mia Carne e del mio Sangue, uniti e formati dalla stessa natura, e per questo fratelli. Il vostro prossimo più vicino sono quelli della vostra casa che siete chiamati a soccorrere e ad amare. Oggi purtroppo sono molti quelli che non sanno più riconoscere il loro prossimo nemmeno in quelli di casa, e tendono invece a dominarli e ad asservirli. Oppure si è nella situazione opposta: li si possiede, li si vincola a sé, e li si idolatra. Quando si amano male quelli della propria famiglia come si potranno amare bene quelli fuori dalle proprie mura, quelli lontani? Chiedete a Dio l'amore verso di Lui che è primario e, nel suo amore, avrete la capacità di un amore autentico, liberatorio, per cui si ama in libertà e verità; solo allora è un amore che non rimane chiuso al perimetro della propria casa, ma che si apre, si dilata al mondo intero.

Il vostro prossimo sono gli amici, i parenti, i conoscenti, i vostri vicini di cui spesso non sapete nemmeno se sono vivi o morti; sono i vostri nemici che vi chiamo a soccorrere e persino ad amare. Il vostro prossimo sono i lontani, coloro di cui sentite l'eco nelle guerre, nella fame, di un'infanzia abbandonata e usurpata, di donne usate e violate, di malati che non possono curarsi: ovunque ci sono lacrime e grida di aiuto alle quali ricorrere. E come fare? Date la vostra persona, quel che possedete nelle vostre qualità, nei beni, nel tempo, ecc…. E per quelli che sono irraggiungibili? Figli miei, Io vi dono Me stesso. Sono mie le braccia che si dilatano e possono abbracciare il mondo intero. Date con i miei mezzi santi, date la preghiera, le Sante Messe, la carità per le missioni.

Il vostro prossimo sono pure i malvagi, i cattivi, dato che siete uniti e vincolati nella comunione dei Santi, e ognuno di voi ha la responsabilità della salvezza dell'altro, di ciò che potevate almeno fare e non avete fatto. Molti dicono: "Io amo Dio!" e guardano il Cielo, ma chiudono i loro occhi e le loro orecchie alle esigenze, alle necessità dei fratelli, …e che amore è? Mentre la carità al prossimo dà visibilità al vostro amore per Me. Anime mie, voi siete le cellule del medesimo Corpo, di cui Io sono il Capo; il mio Cuore divino è l'unico che batte e dà vita a tutti, ma attende che voi offriate il vostro sangue che, unito al mio, il mio Cuore, che pulsa, lo fa circolare per far sì che nutra nell'amore l'intero organismo. Ti benedico".

 


15 luglio 2013
"Io sono la Spada che stacca di netto, che sceglie e divide
il bene dal male, la carità dall'odio, la verità dalla falsità"

"Mia piccola Maria, questo figlio è stato consacrato a me, a Me è stato dato, e se è un progetto di Dio, esso si attua. Nel Vangelo stasera vi viene detto: "Non sono venuto per portare la pace, ma per portare una spaccatura, una separazione. Io sono la Spada che stacca di netto, che sceglie e divide il bene dal male, la carità dall'odio, la verità dalla falsità: insieme non possono coesistere. Io sono Colui che stacca, che non porta la condivisione ad esse, ma che lotta. Voi stessi in Me vi fate mie spade per troncare i vincoli, i tralci, le catene, le funi che cercano di legarvi al peccato, al male, a satana. Per attuare questa separazione bisogna combattere. Io vi chiamo ad essere i miei combattenti, i miei soldati.

La battaglia vi viene posta maggiormente da quelli di casa: si fanno vostri nemici (dato che i lontani spesso non li incontrate o il rapporto con loro è limitato, invece con i vicini e familiari condividete la quotidianità della vita), e si fanno vostri oppositori quando voi vi opponete al loro peccato, al loro male, alla loro falsità, cercando di non piegarvi ad essi per il vostro affetto umano. Lo potrete se nel vostro cuore Iddio è primario. Egli allora vi dona un amore che va oltre, che supera e vuole il bene della loro anima. Per questo dovrete lottare, essere quelle spade mie che, nella misura in cui sono riarse dalla Parola divina, incarnata nella vostra persona, nei sacramenti vissuti in grazia, nell'offerta della vostra vita e del vostro essere, questi beni divini si fanno lingue di fuoco, che fanno ardere la spada del braciere di Dio. Tutto ciò che essa toccherà diverrà, se è nel bene, un piccolo falò nel quale si diviene offerta santificata dal passaggio divino che crea Alleanza con il Padre Santissima; se cattiva, verrà bruciata per essere dissolta come un carbone o povera cenere dispersa nel vento.

La lotta non è contro l'uomo, ma contro il peccato, la falsità, il male, contro satana. Per essere questi combattenti fedeli e forti, rivolgetevi alla Madonna; date a Lei, la Condottiera che guida l'esercito di Dio: vi si porrà accanto, vi camminerà avanti, dandovi la forza e l'amore per essere carità che è testimonianza che lascia edificati anche quelli che non sono credenti e, se non sono proprio dei malvagi, vi vorranno emulare. La Madre vi farà veritieri per dissolvere il fumo, le tenebre della menzogna del diavolo, che oscura la vista al popolo verso il Cielo. Ella vi darà il bene che è Energia divina che spazza, allontana le forze oscure dell'esercito di satana. Prima però, figli miei, dovete in voi accogliere questa lotta, filtrando, mettendovi in discussione, fare una battaglia con voi stessi perché il Signore vostro sia la Spada che spacca di netto e separa da voi ogni iniquità. Nella mia Giustizia, e in ogni rettitudine, voi sarete i miei soldati e le mie spade che lottano per il Regno dell'Altissimo. Ti benedico".

 


 

18 luglio 2013
"Io sono la vostra Oasi, in Me voi trovate ogni ristoro"

"Mia piccola Maria, F. sarà un mio santo servitore. Stasera il vangelo vi esorta: "Venite a Me, voi che siete stanchi e oppressi, ed Io vi ristorerò! Prendete su di voi il mio gioco che è dolce, leggero. Imparate da Me che sono umile e mite di Cuore: Io sono il vostro ristoro!". Portate a Me le vostre pene, i vostri affanni, ed Io li prendo su di Me, mi carico dei vostri pesi: sono il Padre amoroso che comprende e ha compassione; e vi attraggo a Me per darvi conforto e sollievo. Come vi darò ristoro? Se accogliete la mia Persona Io vi do la grazia di accettare il carico o di risolvere il vostro problema, se è a vostra salvezza. Amalgamatevi a Me che vi dono la mia umiltà, la mia mitezza: vi rendo pazienti e, nella pazienza, vi fate forti. Non guardate alle gioie esterne di molti che apparentemente mostrano al mondo la loro felicità, che è solo effimera. Io che vedo nei loro cuori, sapeste che tormenti…! Mentre altri che a Me hanno riposto la loro fiducia filiale e confidente, quali gioie…! E se pur portano in sé una croce gravosa, hanno un cuore lieto e serenità d'animo. A che cosa serve l'agitazione, l'affanno, l'angoscia? Forse che così ci si sgrava dal peso degli ostacoli da affrontare? Tanta esagitazione aggraverà e darà tormento alla propria croce. In Me, vostro Signore, in una fede autentica in Cristo, tutto si fa leggero e accettabile. Gli uomini corrono, corrono, sempre più affannati ed oppressi …per andare dove? La mèta è sempre la stessa per tutti. Una mèta che chiude ogni affanno qui sulla terra per ogni realtà; eppure si continua ad agitarsi, preoccuparsi e a correre; e nella corsa ad essere sempre più infelici. Venite a Me! Siate confidenti! Prostratevi alle mie ginocchia e raccontatemi le vostre pene: Io asciugo le vostre lacrime, vi faccio riposare sul mio Cuore. Vi sollevo quando il cammino è duro perché non abbiate ad affaticarvi: vi prendo in braccio in modo che la croce non vi schiacci. Se a Me accorrerete e mi amate, essa non vi farà così male. Io sono la vostra Oasi, in Me voi trovate ogni ristoro. Ti benedico".

 


21 luglio 2013
"Se prima non c'è la contemplazione chi darà forza alle membra fiaccate dall'opera?"

"Mia piccola Maria, alzo le mani e benedico le tue intenzioni e le persone per trarne il maggior bene. Stasera nel Vangelo Io vengo accolto nella casa di Lazzaro, come molte altre volte, con un'ospitalità che cerca di darmi il massimo delle cure. Delle sue sorelle: Marta, che si prodiga con un'ospitalità concreta, ed è grande affanno in lei per poter dare riparo e soccorso alla mia umanità; l'altra, Maria, invece si pone ai miei piedi, adorandomi e, occhi negli occhi, amandomi, ella ascolta e recepisce l'insegnamento mio: si dispone all'accoglienza della Santa Parola di Dio. Pur se sollecitata di andare verso quelli di casa per assistere, Maria rimane con Me, adorante. E Io dico: "Ella ha scelto la parte migliore che non le verrà tolta!". L'ospitalità è carità, ed Io non disdegno un'accoglienza concreta, fattiva, ma essa deve prima di tutto essere corroborata, unita, ad un' ospitalità primaria della Santa Parola, che deve essere accolta nel vostro cuore. Se mi si ama mi si ospita, ma è un cuore innamorato di Me, è il mio amore che, dal suo, si diparte per colmare le sue mani e offrire una carità vera, disinteressata, santificata. L'ospitalità umana decade nell'interesse, si chiude a sé, si argina ai suoi limiti.
Ugualmente deve avvenire nel servizio a Dio, nella vita di consacrazione: sia quella contemplativa come quella d'azione; sono entrambe a Me dedicate e offerte, una è concatenata all'altra, una prescinde dall'altra. Ma vi dico: se prima non c'è la contemplazione, cuore e mani elevate al Cielo, per intercedere perché discendano grazie di salvezza sulla terra, chi darà forza alle membra fiaccate dall'opera? Chi sosterrebbe la braccia, che decadono, nel soccorso dell'uomo? Lo stesso servizio poi nell'azione diretta ai fratelli concretizza e dà volto all'amore di Dio: è la risposta che visibilizza la presenza della Carità divina. L'ospitalità è carità che Iddio da sempre ricompensa: Abramo accoglie e riceve con amore l'Altissimo Signore nelle Tre Persone che vengono a visitarlo, e ne verrà ricompensato con il figlio tanto atteso. Anche a voi il Padre Santissimo dà risposta con molti beni e grazie alla vostra carità.

Molti dicono. "Ho fatto tanto bene e non ho ricevuto che ingratitudine!". Spesso i loro occhi non hanno saputo vedere nemmeno la forza e il sostegno, la grazia, che il Cielo ha trasmesso loro. Sappiate che Io raccolgo i vostri beni, le vostre opere d'amore e le racchiudo nel Cuore mio; esse verranno centuplicate per la gloria dei Cieli. Quando voi mi fate compagnia nella preghiera con trepidazione e verità, e venite dinanzi al tabernacolo, voi state donandomi ospitalità. Quando partecipate con fede alle Sante Messe e le offrite per il bene altrui, voi mi state ospitando. Quando vivete una vita santificata con integrità e calore mi state dando ospitalità. Se in questo modo mi sapete accogliere saprete dare con mani traboccanti di carità lo stesso mi state accogliendo. E, dando un tetto, un ricovero al fratello, che ne è sprovvisto, ugualmente voi mi ospiterete. Ricoprendo e dando calore alla loro nudità, voi mi ospitate; quando darete nutrimento alla loro fame, o sostegno, conforto, luce alla povertà del corpo e dello spirito, voi ospitate Me. Ricordatevi: la vostra ospitalità è carità! Non verrà dimenticata. Ti benedico".

 


23 luglio 2013
"Oggi nella Chiesa, nel trasmettere la fede, nell'insegnamento,
si cerca di finalizzarla solo nella gioia…"

"Mia piccola Maria, puoi dire a don F. che può diradare gli esorcismi ma riprenderli ogni tanto su questa creatura per poter verificare se effettivamente il demonio l'ha abbandonata e per eliminare le eventuali sue scorie e conseguenze. Può però nel frattempo, come dice il vangelo, pregare e fare offerte di tutto ciò che egli vuole e può per questi figli che hanno bisogno di liberazione. La liberazione dal nemico ha bisogno di tempo; egli perde, nel tempo in cui si viene risanati, il suo potere, non solo tramite gli esorcismi, ma con la preghiera e con la penitenza.

Oggi la Chiesa celebra la mia grande Brigida: grande perché ha vissuto in modo ottimale tutte le realtà della sua vita, nel ruolo di sposa, di madre, di donna consacrata, di fondatrice. Ella ha ricevuto forza, luce, ispirazione, desiderio per attuarle dalla contemplazione della mia Santa Croce che fin da bambina ha meditato e adorato, ricevendone il beneficio di grandi carismi. Brigida ha amato appassionatamente la mia Santissima Passione: ne ha sviscerato ogni suo passo, ogni suo settore, partecipandone, sicché le mie lacrime scendevano su di lei e si univano alle sue, il mio Sangue dalla Croce scendeva sulla terra della sua anima, congiungendosi alla sua sofferenza, e la rendeva feconda; le mie Piaghe nella mia Carne martoriata si facevano sue e i miei Sentimenti traditi erano in lei provati e rivissuti; e da lei se ne plasmava la terra, l'ambiente che la circondava, le persone che le erano intorno: si trasformavano in terra umida, fertile, opere feconde dello Spirito Santo, che partorivano un abbondante raccolto di anime. Simile a come avviene in natura: perché la terra sia feconda ha bisogno della sua umidità per dare i suoi fiori più svariati, gli orti floridi, i campi biondeggianti del suo grano. Così l'anima ha bisogno dello Spirito per far sì che sia gravida del suo raccolto nella santità. É la Croce che dà vita e salvezza: la mia Croce amata che si incontra e si abbraccia alla vostra, che dà parto di anime a Dio.

Cosa dice stasera il Vangelo? Io sono la vite e voi i tralci. Il Padre Santissimo è il vignaiolo che pota i tralci perché portino frutto. La potatura, figlia mia, fa male, è dolorosa, ma ne viene abbondanza di raccolto, il raccolto di un'uva rigogliosa, degna della tavola di un Dio! Oggi nella Chiesa, nel trasmettere la fede, nell'insegnamento, si cerca di finalizzarla solo nella gioia, ma quale gioia? Una gioia che si arresta all'umano, che si colora esteriormente delle cose di Dio, ma non entra nella sua interiorità, non sviscera il Mistero della sua Croce e del suo dolore poiché la vera gioia nasce dalla contemplazione della mia e nell'adesione con amore della vostra. La gioia della condivisione della fraternità nasce non solo dal ricevere, nella ricerca del gaudio da prendere dall'altro, ma nel condividere la necessità, il bisogno, il dolore per darne sollievo, nell'amare la croce dell'altro.

Oggi nella giornata mondiale della gioventù la Croce è innalzata a segno, a simbolo, ma rimane per lo più un segno esteriore, non partecipato nella sua interiorità. Non si entra nella dimensione del suo Mistero, non lo si contempla abbastanza, non lo si ama, ripercorrendo tutte le tappe di Cristo, che ha amato soffrendo per dare a voi vita e salvezza. Non feconderanno solo balletti, canzoni e la ripetitività dell'applauso alla persona del Papa, ma l'incontro con Me, Gesù Cristo Crocifisso e poi Risorto. Se non è vissuto questo, rimarrà solo il ricordo di un bel viaggio che non avrà però portato il frutto della sua santificazione. Meditando e amando, facendo memoria e partecipazione della mia Santissima Passione, delle Lacrime, del mio Sangue, delle mie Santissime Piaghe, che è amore sofferto e redentivo, scenderà e si amalgamerà nella terra delle anime che, da aride, si faranno umide e feconde. Solo a questo stato di grazia la luce entra nel cuore, e da un cuore ad un altro cuore si diffonde nel mondo. Nella Croce, alla fusione con essa, ci sarà la rinascita nella Chiesa, nei giovani, nei sacerdoti, nei fedeli. Al suo amore partecipato ci sarà la riscoperta di Dio. Nella Croce verrà la nuova primavera nella Chiesa e nell'umanità. Ti benedico".

 


25 luglio 2013
"Voi giudicate una disgrazia quando è breve
il tempo vissuto sulla terra, una dipartita prematura"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa celebra San Giacomo, il primo dei miei Apostoli a morire martire. Nel Vangelo di stasera la sua santa madre mi si prostra dinanzi chiedendomi posti d'eccellenza per i suoi figli in Paradiso. Io le rispondo che non tocca a Me questa decisione ma al Padre Santissimo; ed esorto piuttosto a vivere la donazione di sé, l'immolazione, il sacrificio. Giacomo e Giovanni accolgono questo mio Insegnamento, timbrandolo con il fuoco nel loro cuore. Apostoli appassionati, ardimentosi, impetuosi, particolarmente Giacomo che, dopo la mia Ascensione, si porrà con entusiasmo e passione nel ministero della predicazione; Egli desiderava divenire un falò di ardore per il suo Signore, e venire interamente riarso in questo amore: pregava, invocava il Padre Celeste che prendesse la sua vita in offerta, in martirio, in modo che fosse seme di ricchezza di raccolto, per l'estensione dell'evangelizzazione; e l'Eccelso, che detiene nelle sue mani ogni potere, acconsentì perché divenisse questo figlio storia e testimonianza d'amore e di santità.

Voi giudicate una disgrazia quando è breve il tempo vissuto sulla terra, una dipartita prematura, poiché l'uomo è legato al mondo, e considera il massimo bene la sua appartenenza e adesione ad esso, mentre Iddio giudica e misura nella sapienza dell'eternità, per cui breve o lunga che sia questa vita, Egli ne accredita il valore nell'intensità dell'amore in cui è stata vissuta, nell'opera data, compiuta: la vostra età è solo un periodo che è prova per acquisire il Regno. Ora che la gente piange per il disastro ferroviario in Spagna per questi figli che stavano recandosi proprio nel luogo ove è situato il santuario di San Giacomo, Io vi dico che molti di essi sono già nel Regno e lo hanno anche incontrato, altri continuano il loro pellegrinaggio, sono in cammino con San Giacomo, che li accompagna per far sì che il tragitto verso il paradiso sia più celere.

Figli miei, se avete amato in Dio, se avete amato bene, non temete; Iddio vi verrà a trarre via da questo luogo transitorio, da questa valle di lacrime, per farvi giungere e godere le delizie divine; pur per un accenno di vita, per pochi decenni di anni, o per un periodo più lungo, il Padre vi darà un'eternità che non ha più tempo, una giovinezza che non ha tramonto, un'unione che non verrà più spezzata. Ti benedico".

 


27 luglio 2013
"Vivete il Padre nostro!"

"Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo mi viene chiesto come pregare; ed Io in risposta vi ho fatto dono della preghiera del Pater noster, preghiera semplice e fondamentale poiché non è solo un'orazione, ma il programma della vita cristiana: un Padre noster che va vissuto nella ricerca di questo stato di vita che diviene, in questo modo, preghiera perpetua, e nell'invocarlo, nel pregarlo per chiedere al Cielo la grazia, la forza, l'attitudine per compierlo. L a prima tappa essenziale e primaria è glorificare il Padre Eterno da cui tutto proviene e al quale tutto deve ritornare santificato. Nel chiedere il pane quotidiano a Colui che è la Provvidenza, pane del corpo ma anche Pane che sfama l'anima nella Grazia, nell'adesione alla Parola di Dio e nel partecipare ai sacramenti, nel nutrimento dell'Eucaristia.

Seconda tappa: nel vivere il perdono. Nel perdono dato voi riceverete il vostro dal Padre Celeste. Terza tappa: nel richiedere la vittoria nella lotta contro il demonio che cercherà sempre di colpire e perseguitare l'uomo. Se tutti gli uomini pregassero il Padre nostro, se ci si ponesse nell'atteggiamento, nello stato di esistenza nel quale propone e ricerca in voi li Signore Dio vostro, non potrà Egli che arricchirvi dell'abbondanza dello Spirito Santo da cui proviene ogni bene. Nel ricevere e nel possedere lo Spirito Santo voi avete già tutto, possederete ciò che da Lui nasce ed ha origine: l'amore, la pace, la sussistenza.

Nel Vangelo affermo che, pur cattivi, voi sapete dare cose buone ai vostri figli; quanto più quindi il Padre vostro, che è buono, che è la totalità della bontà, non vorrà ogni salvezza per voi? Adorando l'Amatissimo Sovrano dei Cieli che detiene la Paternità e la Maternità creatrice di ciò che esiste e che avete, glorificando Lui con la vostra vita santa, santificando con l'adesione alla sua santa Volontà, ogni cosa vi verrà data di conseguenza. Allora la vostra carità sarà condivisa; non mancherà pane sulle tavole, ogni fame del cuore e dell'anima verrà sfamata nella Mensa della sua Grazia. Voi stessi vi farete pane che sfama i vostri fratelli nel corpo e nello spirito. La Misericordia estesa e partecipata risanerà e riparerà ad ogni ingiustizia, e il demonio, in questo stato di preghiera vissuta dagli uomini, perderà ogni potere, e non potrà più attaccarvi perché precipiterà negli inferi. Vivete il Padre nostro! Ti benedico".

 


31 luglio 2013
"Dono dell'Altissimo è questo Papa gesuita
che vuole riportare equilibrio, con il suo esempio"

"Mia piccola Maria, tutto passa!... Ti ho portato qui per farti godere della bellezza del creato (tra le montagne… ndr). Dio ha intessuto con le sue mani questa tela perché gli uomini, salendo in alto, comprendessero che, andando verso ciò che sale e ci si avvicina al cielo, vi prepara le sue meraviglie. Oggi la Chiesa celebra Sant'Ignazio di Lojola, servo forte, austero, severo, un combattente per la Parola di Dio. Egli approfondiva lo studio delle Sacre Scritture non come fine a sé stesso, ma per conoscere in profondità la natura di Dio e per poterla così assimilare nella meditazione; pronto poi a partire nelle missioni per diffonderla.. E quanti figli di Sant'Ignazio si sono in questo modo santificati divenendo combattenti e soldati di Cristo, pronti a dare la vita, ad andare in prima linea in luoghi sconosciuti e impervi per adempiere l'invito del Maestro: "Andate!".

Nei tempi moderni i Gesuiti, profondi conoscitori negli studi, si sono però arenati ad essi e si sono lasciati prendere dal carrierismo e dall'ambizione. Dono dell'Altissimo è questo Papa gesuita che vuole riportare equilibrio, con il suo esempio, a tale Ordine, e nel condurre la Chiesa alla semplicità ed alla umiltà di stato e, nella semplicità e nell'umiltà, ritornare alle origini della verità della natura del Signore. Come poter aver e questa unione nella verità con il Signore Iddio se non andando all'essenziale di ciò che Egli è, e cioè amare il suo Amore: amare l'Amore che Egli è. Nell'umiltà voi lo potrete, così come vi sottolinea il vangelo. Sarete miei discepoli se amate l'essenza del bene che sono, superando voi stessi, il possesso delle cose, le affettività umane che non devono prevaricare questo amore divino.
Nell'amore acquisito voi saprete portare La Croce che vi santifica. Anche se non sarete missionari in terre lontane, né grandi studiosi di Sacre Scritture, voi diverrete missionari e combattenti nel vostro piccolo ambiente poiché nell'amore di Dio avrete globlalizzato tutti gli amori umani, santificandoli. Ti benedico".