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giovedì 17 agosto 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di agosto 1996, agosto 1998, agosto 2009, agosto 2010, agosto 2011, agosto 2012, agosto 2013, agosto 2014, agosto 2015 e agosto 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Ottobre 2012

 "Giungerà, giungerà lo Spirito Santo con il suo Fuoco, che è luce per illuminare l'intera terra:
il suo vento di Fuoco dissolverà ogni tenebra, darà giorno ad ogni oscurità"

 

 

Ave Maria!

 

3 ottobre 2012,  nella basilica di San Giovanni a Roma
"Essi (i frati) di nuovo si faranno simili a Francesco:
araldi che sostengono le mura della Chiesa"

"Mia piccola Maria, fai divenire la tua sofferenza questo vaso d'oro da offrirmi. Rimani in silenzio: nelle molte parole e nella continua recriminazione entra il demonio. Stasera la Chiesa celebra il mio grande Francesco. Perché è così grande nella sua santità? Perché egli si è totalmente annullato per far sì che Iddio lo possedesse e fosse, nel suo completo abbandono, completamente suo in modo che potesse ardere nella sua adorazione.

San Francesco è stato una candela accesa il cui fuoco lo ha consumato tutto, lasciando a terra solo cera che si dilegua. Egli è passato nella storia come un segno di Dio per la Chiesa, per l'umanità e per i suoi frati: il segno dell'adorazione da vivere che passa attraverso la via dell'umiltà.

Cosa fa ancora Francesco nel Regno dei Cieli? Egli continua la sua adorazione e il suo sguardo d'amore è sempre proteso verso il trono dell'Altissimo. Gioisce con i Beati, con i suoi frati santi; ma guardando la terra piange, piange per i suoi figli, per i suoi frati sparsi sulla terra, poiché non vivono più la radicalità del suo insegnamento, e sono così pochi quelli rimasti fedeli! Al posto della povertà c'è l'opulenza, al posto dell'umiltà c'è la boria e il protagonismo, invece della castità c'è tanta impurità. Non in tutti sono entrati i molti tradimenti nella carne, ma di certo molto è il tradimento nello spirito.

San Francesco cerca di guardare oltre, oltre il tempo presente, quando esso verrà superato e torneranno ad esserci i suoi fraticelli umili, poveri e casti, il cui cuore semplice e buono rivive nell'abbandono in Dio per essere sua adorazione. Essi di nuovo si faranno simili a Francesco: araldi che sostengono le mura della Chiesa. Ti benedico".

 


 

5 ottobre 2012
 "Figli, senza un Cuore che batte non c'è vita,
senza un cuore che ama non c'è Vita nello Spirito"

"Mia piccola Maria, oggi giorno dedicato al mio divin Cuore, di un Cuore che soffre e langue dissanguato, il cui stesso Sangue lo immerge… tanto è traforato dai pungoli del peccato e del disamore umano! Il mio Cuore è poco amato, bistrattato, rifiutato, rinnegato… si presenta dinanzi al trono dell'Altissimo ricoperto del suo Sangue: un Cuore che langue ed offre il suo dolore, si fa offerta di riparazione al Padre Santissimo per l'indifferenza degli uomini. Soffre per i cristiani perseguitati, non solo per quelli martirizzati nei Paesi lontani, ma per quelli rimastigli fedeli che vengono tormentati, accusati, incompresi, e vengono tese loro reti d'intralcio nei medesimi Paesi dichiarati cristiani e nella stessa Chiesa; vengono perseguitati anche da sacerdoti il cui cuore spesso si è fatto duro e incapace di amare. E perché questo? Perché si sono fatti lontani dal mio divin Cuore che sol può dare l'amore, la dolcezza, l'amabilità, la pazienza, la pietà, compassione e partecipazione alla sofferenza altrui… Solo questo mio divin Cuore offre e dona la capacità del dono, l'acquisizione dei miei sentimenti, il desiderio delle virtù.

Quante sono le chiese che fanno l'adorazione in offerta al mio Cuore ferito? E quanti offrono Sante Messe e Comunioni riparatrici, inni, litanie e Consacrazione al mio Sacratissimo Cuore, sacrifici offerti ad Esso per unirvi alla medesima Offerta al Padre Onnipotente per la salvezza del mondo? Figli, senza un Cuore che batte non c'è vita, senza un cuore che ama non c'è Vita nello Spirito. Ti benedico".

 


 

6 ottobre 2012
"Mai come in questo tempo il Sacramento del matrimonio
è violato, dissacrato, tradito, abbandonato…
e questo accade perché non vi è più vissuto, non c'è più in esso Dio.
Dio è il collante dell'amore che lo fonda ad unità"

"Mia piccola Maria, il tuo matrimonio è nelle mie mani e si compie ciò che ti ho detto, ma si dovrà vivere la sua purificazione. "L'uomo non divida ciò che Dio ha unito!", vi dico nel Vangelo, ma mai come in questo tempo il Sacramento del matrimonio è violato, dissacrato, tradito, abbandonato… e questo accade perché non vi è più vissuto, non c'è più in esso Dio. Dio è il collante dell'amore che lo fonda ad unità. Senza l'amore di Dio il sacramento del matrimonio non può vivere: il cuore si fa duro, entrano le passioni umane, il predominio, e miserie di ogni tipo.

Iddio ha creato il matrimonio perché fosse comunione d'amore: non ha creato la donna perché fosse asservita all'uomo, sottoposta e dominata per le sue esigenze ed egoismi; né ha creato l'uomo perché fosse asservito e sottoposto alle richieste e agli egoismi della donna. Se ciò è accaduto non è per volere del Signore, ma è l'essere umano che forma le sue tradizioni perché sovvengano ai propri comodi, piegando il più debole.

Il Padre Santissimo vuole il dono l'uno nell'altro, lo scambio reciproco nel servizio; e se l'uno ha bisogno o si ammala, se è nella debolezza… ognuno aiuti e sostenga, sia per l'uomo che per la donna, nel sopperire al lavoro, alle mansioni domestiche o alle cure dei figli poiché il servizio non è vergogna o umiliazione: è amore; mentre caricare o lasciare il maggior peso e carico delle responsabilità su di uno è solo opportunismo e sopraffazione. Quando una coppia è unita nel Signore le intemperie, le prove di ogni genere non la scardineranno e il Sacramento rimane saldo. Se per il singolo cristiano è già difficile essere fedele ai propri impegni di fede, dovendoli sottostare solo a sé stesso, alla propria coscienza e a Dio, quanto più è duro, è sacrificio, condividere a due un impegno cristiano quando non si è uniti nello Spirito, poiché sottoposto alle scelte e alla volontà dell'altro.

E voi mi direte: "E quando, Signore, uno è credente e l'altro no?... Quando uno sposo perseguita chi crede?". Figli miei, si fa martirio, ma voi offritemi la situazione, state a Me uniti. Chi mi è fedele e mi ama terrà saldo il Sacramento. Infervorate la vostra preghiera, siate più che mai nutriti dell'Eucaristia. Fate i vostri doveri, assolvete agli obblighi e alle cure da dare sicché in coscienza possiate dire: "ho svolto l'intero mio compito", e poi venite a Me!

Non date credito a chi vi dice: "se lo sposo non vuole che andiate in chiesa o vuole che si viva una fede blanda e annacquata, di obbedirlo per non dispiacerlo". Dato che se non combattete con Me, che sono il vostro Salvatore e Medico, come si potrà risanare il male o la cecità dell'altro? Nella passività accettata per quieto vivere vi farete simili all'altro, assimilerete il suo male, o si disgregherà il matrimonio.

"Signore, e se uno dei due è violento, se diviene pericolo per la famiglia, per la prole?". Figli miei, la Chiesa accoglie che ci sia un allontanamento nell'attesa che uno sposo si sani e non sia dato modo che ci sia un male maggiore, particolarmente per la difesa della prole. Nell'attesa rimanete uniti nella preghiera, fedeli a Me: Io sono Colui che cambia gli eventi, che trasforma i cuori: abbiate fede! Vi esorto però ad essere ferventi nell'orazione e nei Sacramenti. Io vi sarò doppiamente vicino.

"E quando, Maestro, l'altro abbandona e si rimane soli?". Figli, Io sono lo Sposo che non abbandona e non tradisce mai: affidatevi a Me che vi amo da Sposo; Io supplisco alla parte mancante; Io vi sarò accanto e vi aiuterò nelle incombenza; sarò Padre per i vostri figli, Medico alle vostre ferite: con Me voi vivrete nuove nozze! La Chiesa è alquanto mancante in questo perché spesso abbandona anch'essa queste creature rimaste sole, dovendo invece aiutarle e soccorrerle nei loro problemi, istruendo e diffondendo con la sua testimonianza concreta quell'amore che Io ho insegnato: l'amore tra fratelli, l'amore di un' amicizia pura, di affetti veri che Dio vuole e concede che siano vissuti e che colmano il cuore a tante solitudini e danno forza e sostegno, creando un amore nuovo che và vissuto come Io vi ho trasmesso.

Molti matrimoni non hanno ricevuto nessun tipo di vera preparazione, e la Chiesa ne è molto responsabile: vengono officiati e dati consensi alla celebrazione del matrimonio senza appurare la reale e completa coscienza del sacramento: tanti non comprendono ciò che stanno stipulando dinanzi a Dio, il senso della serietà e profondità dell'unione sacramentale. Ancora molti sono sottoposti alla volontà dei genitori a sigillare nozze per convenienze sociali, interessi economici, o altro; alcuni anche obbligati con pressioni di violenza o plagiati.

Verranno tempi in cui la Chiesa farà un profondo discernimento con periodi di preparazione agli sposi, di profonda formazione per essi e l'ausilio dei lumi dello Spirito Santo che si riceveranno nei sacramenti per far sì che chi si accosta alle nozze comprenda pienamente l'atto. Essa verrà incontro a casi particolari di abbandono o soprusi gravi, soprattutto in giovane età, per liberare dal vincolo e soccorrere in una misericordia materna, dando la possibilità di concedere nuova vita nel matrimonio per queste creature.

Amate Me, anime mie! In Me solo potrete imparare ad amare e vivere nell'amore le vostre nozze poiché Io sono l'Amore. Ti benedico".

 


 

8 ottobre 2012
 "Solo in Dio amate santamente dato che l'amore di Dio è santo"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo un dottore della Legge mi chiede: "Cosa devo fare per ereditare la vita eterna?" Voi vivete proprio per giungere a questo traguardo. Ed Io dico: " Cos'è scritto nella Legge?". Alla sua giusta risposta: "Amerai il Signore Dio con tutto te stesso e amerai il prossimo", Io dissi a lui e dico a voi: "Chi è il vostro prossimo?". Sono coloro che Dio vi pone nel cammino della vostra vita; tutte le creature che fanno parte della vostra storia, iniziando dalla famiglia, come con chi operate nella parrocchia o con i colleghi di lavoro, ovunque. Iddio non vi farà certo mancare il modo di esercitare la carità. Avrete sempre i poveri che vi apriranno le mani per ricolmarle del loro bisogno, coloro a cui dare conforto e sostegno per asciugare le loro lacrime, a chi dare cura per alleviare il dolore come nei malati, o la possibilità di dare luce alla cecità o al dubbio di chi vi chiede di conoscere per mezzo della Sapienza celeste che il Padre Santissimo vi offre.

Per far sì che questo amore sia continuo e gratuito dovete prima amare il Signore Dio poiché l'amore umano si stanca, è incoerente ed egoistico: richiede la sua ricompensa. Solo in Dio amate santamente dato che l'amore di Dio è santo. In questo amore la vostra carità s'irradia dello Spirito Santo che santifica e cura non solo le membra ma anche la psiche e l'anima, e aiuterà i fratelli a salvarsi per la vita eterna. L'amore, per essere completo, deve vivere nella sua integrità della sua dimensione divina e umana perché come si può dire di amare i fratelli se non si ama il Padre Santissimo? O dire di amare Dio se non si amano i fratelli? Uno irrora ed è conseguenza dell'altro: uno dà significato e testimonia l'altro. In Me, amando Me, voi amerete realmente e formerete quella chiave d'oro e fuoco che solo potrà disciogliere tutti gli ostacoli che si frappongono al traguardo ed apre la porta della salvezza eterna. Ti benedico" ,

 


 

10 ottobre 2012
 "Siate autentici, figli miei! Le vostre orazioni nascano da un cuore
buono, veritiero e umile"

"Mia piccola Maria, non senti che ti sto abbracciando forte? Nel Vangelo mi chiedono: "Signore, insegnaci a pregare!" Ed Io dico: sono il Maestro, sono qui per insegnare, ma già nel Pater noster vi indico come pregare. La preghiera sia abbandonata nella Volontà di Dio, vivendo un'esistenza che si dispone al suo santo Volere, alla sua Legge: sia aperta alle necessità di tutti, e non chiusa a sé. Sia improntata in uno spirito di Misericordia. Essa chiede e combatte operando contro il peccato e le insidie del maligno.

Innumerevoli volte mi viene detto: "Signore, non mi ascolti, non ascolti la mia preghiera!". Io dico: Io ascolto sempre, sono Colui che ha creato l'udito e vi detto di pregare. Ma voi seguite le disposizioni suddette? Chiedete cose giuste? Iddio sa valutare e dona nella sua Sapienza, ciò che occorre di buono alla vostra salvezza. Credete questo? Vivete secondo la mia Parola? Perché spesso volete che il Padre accolga le vostre parole, le vostre richieste, se non accogliete prima le sue? Siete aperti ai bisogni dei fratelli, dato che la preghiera per gli altri si fa carità? Pregate senza rancori, odi, risentimenti, con un cuore misericordioso, improntato al perdono? Combattete con l'orazione e con l'opera contro le opere del maligno, contro il nemico di Dio? O pregate il Signore che vi faccia la grazia e poi fate alleanza con le sue leggi inique?

Siate autentici, figli miei! Le vostre orazioni nascano da un cuore buono, veritiero e umile. Non si può pretendere con tracotanza: Iddio resiste ai superbi e si volta altrove dinanzi all'ipocrisia. Voi mi direte: "Signore, tutte queste cose noi le viviamo. Come mai allora la nostra preghiera non è esaudita?" Anime mie, se ciò che chiedete è buono sappiate che il Padre ve l'ha già concesso, ma per lo più lo matura nel tempo. Può dare tutto e subito ma Egli vuole che la creatura operi con Lui, che vi unisca il suo sacrificio perché evolva nello spirito e ci sia una crescita che fa comprendere il frutto di tale grazia. Una mela può essere creata istantaneamente, così una raccolta di grano, o la nascita di un figlio, ma il Padre Creatore lascia il tempo alla sua maturazione poiché vuole la vostra collaborazione, la vostra fatica che, unita a Lui, si fa salvezza. Altra motivazione dinanzi a storie anche dolorose è per farne una storia di santità, dato che, tramite le vostra preghiera e la vostra partecipazione, molti altri figli giungano a salvezza. Siate certi però, figli miei, che mentre voi pregate, Io gia vi assisto, vi do forza, opero, sano e do redenzione. Ti benedico".

 


 

13 ottobre 2012
 "Chiedo ai miei cristiani: "Andate, vendete quello che possedete e datelo ai poveri!"

"Mia piccola Maria, stasera il giovane ricco mi si accosta chiedendomi come fare per avere la vita eterna. Ed Io rispondo: "nell'adempimento dei Comandamenti!" Al suo consenso gli dico: "Ti manca una cosa: vendi quello che hai e dallo ai poveri!". A questa richiesta il suo volto si rabbuia, il suo cuore si fa triste poiché possiede molti beni, e perderli per lui è come perdere la vita. …Ah, come difficilmente i ricchi si distaccano dai loro possedimenti! Il loro dio è la loro ricchezza. Non sanno che la stessa ricchezza trattenuta a sé diverrà lo sterco che li ricoprirà in eterno. Chiedo ai miei cristiani: "Andate, vendete quello che possedete e datelo ai poveri!".

Sapeste quanti cristiani benestanti, agiati che, venendo pure in chiesa, avendo anche una certa devozione, seguendo pure i Comandamenti, sono poi così attaccati ai loro beni! Il loro cuore rimane chiuso alle esigenze altrui. Ce ne sono più di quel che credete: vedo guardaroba ricolmi di biancheria e abiti accatastati senza essere usati, vedo dispense sovrabbondanti che finiscono poi, in molta parte di essa, nei rifiuti; vedo terreni abbandonati e case che rimangono chiuse, ori e argenti, denari nascosti che sovrabbondano… e potrebbero asciugare molte lacrime e saziare tante indigenze! Vedo però anche cristiani che, pur poveri, non sono nell'indigenza, ma non sanno condividere con chi ha meno di loro: si rammaricano e si lamentano, desiderando di avere di più, ma non hanno pietà per il vicino che ha più di essi bisogno.

Le mani non si aprono al dono, che non è solo denaro, ma è dare amore e il proprio tempo, il servizio e la cura dell'altro, mentre invece ci si chiude in casa, colmandosi gli occhi dinanzi alla televisione per desiderare altri beni e si distoglie lo sguardo dalla pietà e dalla condivisione alle esigenze primarie dei fratelli vicini. Quale amore è verso Dio se non si partecipa, se non si condivide, dato che l'amore di Dio apre al dono e porta frutto?

Figli miei, sappiate dare: l'impoverimento dei propri beni è arricchimento nello spirito. La generosità viene sempre premiata dalla Provvidenza divina e i tesori dati verranno restituiti centuplicati all'infinito per il Regno dei Cieli. La condivisione dà ricchezza a tutti, rende migliore e agevole il mondo, solleva e sostiene la croce altrui e quella propria; dona la felicità. Ti benedico".

 


 

16 ottobre 2012
 "Figli, la libertà umana, tanto sbandierata, che non ha regole,
è solo caos, e diventa dispersione nel vuoto"

"Mia piccola Maria, benedico tutti coloro che mi presenti e porti nel cuore. Stasera la santa Parola vi parla della libertà. Ho creato l'uomo per essere libero, come vi dice San Paolo, e vi ho riscattati per la libertà, la libertà di innalzarvi nell'Amore che libera, un Amore che dilata e si abbandona nelle braccia del Padre Santissimo e si fa amoroso verso le braccia del fratello: si apre, non si chiude a sé. E come avere questo amore che libera? Una fervente preghiera e una partecipazione profonda alla Eucaristia v'innalza in questo amore che dà sapienza ed istruisce, fa comprendere come i dettami divini non siano restrizione, non siano limiti della libertà dell'uomo, ma sono la via, le indicazioni che permettono che le creature non cadano nelle trappole e poi divengano prigionieri di satana, incastrati nelle manipolazioni umane, ma si facciano e mantengono la vera libertà mediante l'Insegnamento divino.

Poiché, figli, la libertà umana, tanto sbandierata, che non ha regole, è solo caos, e diventa dispersione nel vuoto che non dà senso e non porta significato alla stessa vita. Non c'è libertà senza regole. La prigionia viene creata attraverso il peccato dal quale la Legge vi vuole difendere poiché voi credete di poter essere liberi fuori di essa, di saper dominare le passioni che vi entrano dentro, e che invece schiavizzano, rendendovi prigionieri e dipendenti ad esse.

Come esser liberi? Un cuore puro che ama in Me è un uomo libero. Io sono stato sempre un Uomo libero: non mi sono mai piegato alle convinzioni e agli usi umani contrari a Dio, e mai l'amore vero, che Io sono, si è piegato alla volontà dell'uomo; è stato sempre fedele alla Verità sino all'immolazione di Croce per dare a voi la mia libertà. Nella mia Verità e nel servizio umile voi siete le creature libere di questo mondo, invece i molti lontani da Me, che vagano nella menzogna, credono di poter dominare o limitare il tempo, lo spazio e l'opera perché ricchi, potenti o senza coscienza, ma portano in sé catenacci pesanti, guinzagli legati alla catena di satana che li tira e li manovra continuamente. In Me solo, vostro Signore e Maestro, avrete l'amore che v'innalza al disopra di ogni limite ed uso del mondo, perché lo motiva e lo irradia verso il bene superiore che è Dio.

Sono un Prigioniero d'amore nei tabernacoli della terra, ma la mia prigionia non è data dalla chiusura dei suoi angusti spazi; è una prigionia che vive e s'innalza nell'amore per voi, un amore che è liberante e che vi nutre ed è sostenuto dall'ardore che inebria, circonda e sale continuamente verso l'alto del Padre e dello Spirito: liberante nell'amore che voglio darvi e che attendo da voi che, se tornate a Me in piena coscienza, vi farete liberi nel cuore e nella mente, liberi di donarvi a Me. É la prigione dell'Amore che simile nei Santi fa nascere a libertà. Ti benedico".

 


 

18 ottobre 2012
 "La scienza non è contraria alla fede,
dato che la sua ricerca e il suo studio nasce dalle cose create da Dio"

"Mia piccola Maria, cosa temi, mia piccola figlia, tanto timorosa, se Io sono con te? Io vinco sulle tue paure. Stasera voi celebrate San Luca, uomo di fine ingegno, artista, dotato di lumi particolari…oggi egli sarebbe un grande ricercatore nella scienza, uno scienziato dotato di grande inventiva, che egli però sottopose al pensiero e alla Legge del Creatore, a sua gloria e per il bene del servizio comune per farne opera di carità. La scienza non è contraria alla fede, dato che la sua ricerca e il suo studio nasce dalle cose create da Dio; e tanto più l'uomo si immerge nella sua Sapienza divina, tanto più ne viene arricchito per fare scoperte al servizio del bene umano e per fare frutto di santità.

Voi mi direte: "…e allora, Signore, quando grandi studiosi hanno fatto scoperte, studi, invenzioni… pur essendo miscredenti, atei o contrari alla fede?". Figli miei, Iddio dona beni di intelligenza, di fantasia, di creatività, ogni suo dono, nella sua provvida Provvidenza a grandi mani sulle creature; li offre a uomini e donne, a ricchi e poveri, a neri o bianchi o altro… poiché l'anima davanti a Lui non ha sesso, né posizione sociale, né colore o razza… Egli dona perché l'anima possa in esse nobilitarsene, farne uso per la santità.

Siete voi che le racchiudete nelle vostre anguste vedute umane, le limitate o non ne date possibilità di poterle attuare, oppure ne fate un cattivo uso. Iddio ispira ad ogni creatura a cui ha dato ingegni particolari per farne un'utilità sociale, ispira ove vede pur uno spiraglio di bene che siano proiettati per farne opera di carità, di miglioramento per l'umanità e per la salvezza della propria anima. Ma all'uomo la scelta… si è liberi: se la sua scienza è a servizio della vita, della salute, se ne viene il bene, quest'opera non può che nascere da Dio, dalla sua Sapienza, ma se ha frutti di male: se attaccano la vita, se vuole la sua distruzione, se fomenta guerre… nasce da satana da cui ha origine la sua ispirazione.

Guardate San Luca: medico, artista, studioso, che guardava verso l'alto e indirizzava le intere sue capacità alla gloria del Padre e per la carità dei fratelli per cui dispensava tutti i suoi averi per dare cure, salute e la sua stessa esistenza. Figli miei, offrite ciò che avete ricevuto, sia nella scienza che nell'arte, nella medicina, come in ogni campo, perché sia secondo l'Insegnamento divino e glorifichi il Padre Celeste che lo benedice e ne fa opera meritoria, un'opera a santità. Ti benedico".

 


 

19 ottobre 2012
 "La vostra stessa anima timbra i vostri atti:
essa registra, filma, simile ad un film, la vostra esistenza
e gli atti compiuti nel bene come nel male"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo dico: "State attenti al lievito dei farisei, al lievito dell'ipocrisia che si camuffa, che si occulta nel pur poco bene o nelle belle sembianze e modi, il molto male da compiere: è lievito guasto, avariato che corrompe e inquina. Ma tutto il falso, l'intero male, verrà smascherato: sarà reso palese e manifesto. Già da questa terra sono decaduti molti troni di potere di tiranni; ma se anche potessero sfuggire al giudizio umano non potranno sfuggire a quello divino, dato che davanti all'Onnipotente tutto si rivela da sé senza più la possibilità di camuffarsi. La Verità dell'Altissimo, a cui nulla può resistere, scioglie ogni coltre e vede ogni nudità.

La vostra stessa anima timbra i vostri atti: essa registra, filma, simile ad un film, la vostra esistenza e gli atti compiuti nel bene come nel male; ne prende le sembianze, e si forma nel lievito vissuto che dà volto e somiglianza a colui al quale appartiene: se radiosa nel bene l'anima porterà stampata, nel suo abito celeste, i meriti e le opere di carità compiuti e ne avrà in Paradiso gloria e merito; tutti le vedranno e ne parteciperanno con lodi e gioia. Se invece, oscurata nella melma delle tenebre, essa porterà stampata e visibile a tutti i dannati il male compiuto a sua condanna, riprovazione e pena.

Siate anime veritiere, un lievito sano, buono, integro che nutre al buono, alla bontà, alle virtù; non temete perché se anche ne aveste sofferenza e potreste patire su questa terra, la vostra anima va oltre: è inaccessibile a chiunque, è immortale e vive per l'immortalità della gloria celeste. Temete piuttosto chi corrompe tale lievito che sono i sentimenti del vostro cuore; temete colui che è infingardo dall'inizio e vi fa barattare, per poca terra, l'eternità del Cielo.

L'uomo è superficiale, baldanzoso e spavaldo; crede di tenere testa anche al demonio, di poterlo vincere, ma non sa che, dinanzi alla sua povera umanità, egli è una potenza spirituale… e finisce di essere suo schiavo e perire nei suoi orridi: l'inferno ne è pieno! Siate, figli miei, autentici! Sarete miei prodi combattenti che, uniti a Me, sempre sconfiggerete il demonio; sarete i mie eroi che hanno chiuso con le loro opere buone le porte degli inferi e spalancato maggiormente l'entrata a molti nel Regno celeste. Ti benedico".

 


 

20 ottobre 2012
 "Egli, da Padre, chiama, vuole che tutti gli uomini si emendino e si salvino"

"Mia piccola Maria, stasera la Santa Parola vi dice: "Il giusto mio servo giustificherà molti. Egli si addosserà le loro iniquità". Cosa significa? Quanti giudizi, quante domande si elevano verso il Cielo: "… Signore, ma perché tanti innocenti devono morire? Come mai tanti buoni devono soffrire e patire? Perché i giusti devono essere perseguitati mentre i malvagi non vengono puniti e continuano a vivere nei diletti?".

Figli miei, il ragionamento umano è corretto, ma Iddio non pensa così: il suo pensiero si eleva nella Sapienza dell'economia della Salvezza eterna. Egli, da Padre, chiama, vuole che tutti gli uomini si emendino e si salvino. Per questo usa gli innocenti, i buoni, i giusti, coloro che gli si offrono, che si fanno simili a Me, al Salvatore: redentori, per condurre i fratelli alla salvezza. Se voi vedeste come solo il Padre sa gli orridi degli inferi…, quanto terribili nella loro eternità! E come il malvagio, per ravvedersi, debba lavarsi in un pentimento severo di lacrime e che si riscatti in una carità di riparazione e, se non bastasse, l'attesa di un Purgatorio lungo e di tormenti, per cui la sofferenza di un giusto è in confronto poca cosa. Invece di questi miei giusti, nella loro temporanea pena, che così a Me si sono dati, ne faccio i ricchi, i nobili, la mia Corte celeste intorno al trono dell'Altissimo.

Con che voi lavate lo sporco? Con l'acqua pulita, dato che lo sporco nello sporco rimane tale. Voi direte: "Signore è però un discorso duro dinanzi all'innocente che soffre". Figli miei, Io sono l'Innocente, l'Agnello Immolato che per primo ha pagato di persona: non sono rimasto a guardare, passivo e distaccato, il vostro dolore: ne partecipo, vi aiuto e non faccio che richiamare e gridare: "Non peccate! Non peccate!", poiché è il peccato che ferisce l'amore che è Dio, che offende con il suo male, che richiede il suo riscatto e la sua riparazione. Questa Sapienza può essere compresa e accolta solo nell'amore divino, e solo in quest'amore, vissuto e partecipato, voi ne avete il senso.

Questi miei piccoli agnelli che si sono addossati le iniquità dei fratelli, giustificandoli in sé, saranno rivestititi da Dio del manto regale della sua Gloria: dei suoi tesori e della sua bellezza poiché essi hanno vissuto il servizio più grande: "dare la vita per l'altro". Ti benedico".

 


 

22 ottobre 2012
 "Arricchitevi dei beni spirituali che sono:
la preghiera, le opere buone e i sacramenti ben vissuti, l'amore da dare "

"Mia piccola Maria, stasera il Vangelo vi dice: "La ricchezza dell'uomo non deriva dal possesso dei beni accumulati sulla terra"; tutto si perde, l'uomo lo sa: quanti vede morire intorno a sé…, ma è insidiato dal nemico che innesta in lui la credenza di una specie di eternità terrena, per cui più acquisisce beni e si arricchisce, tanto più crede di acquistare potenza di cui crede che ne godrà per sempre. Non è così! Tutto è provvisorio, fugace, relativo: tutto passa, e i ricchi e i potenti di ieri che oggi più non sono ove sono i loro averi? Chi li detiene? Forse che le loro ricchezze e la loro potenza ha fermato la loro decomposizione? Anzi la loro ricchezza diviene solo condanna per la responsabilità del bene che potevano effettuare e non è stato condiviso.

Iddio non vuole che l'uomo sia indigente, che viva nella miseria, che non abbia un tetto, o che muoia di fame, o che sia ignudo, ma che viva di ciò che è necessario nella dignità. Gli averi del mondo servono per la sussistenza alla propria esistenza, ma senza porci il cuore, senza farne motivo primario che diviene idolatria. E tanto più ci si fa ricchi e tanto più la brama cresce, ed entra una perenne cupidigia. La vostra vera ricchezza, il tesoro più grande che possedete è l'anima; persa quella nella morte eterna, cosa vi rimane? Per questo satana la insidia e tenta: fa riluccicare ogni lucro, lo maggiora nel desiderio per fomentare la disonestà, lo baratta al vostro bene massimo, ma chi lo segue ne rimane un'anima impantanata nel suo sterco.

Arricchitevi dei beni spirituali che sono: la preghiera, le opere buone e i sacramenti ben vissuti, l'amore da dare. Vi sono dati questi pochi anni perché abbiate modo di adornarvi di tali tesori l'anima vostra, di darne bellezza con monili e gioielli di luce divina che brilleranno sempre e che nessuno potrà mai togliervi. É l'anima che, fattasi così adorna e radiosa di ricchezza celestiale, vi darà l'immortalità, la potenza, la magnificenza della Gloria. Ti benedico".

 


 

23 ottobre 2012
 "Non sonnecchiate tra i vapori velenosi che vi inala il demonio.
Non dormite tra i piaceri del mondo!"

"Mia piccola Maria, oggi nel vangelo esorto fortemente: "Siate desti, siate vigilanti!". Non sonnecchiate tra i vapori velenosi che vi inala il demonio. Non dormite tra i piaceri del mondo poiché non sapete quando giungerà il Signore Dio che vuole trovarvi pronti. Rimanete con la fiamma della carità desta nel cuore: con la cintura della preghiera e del servizio pronta sui fianchi, con lo scudo tenuto alto della fede, dato che se rimanete svegli in questo stato, ciò indica che mi siete stati fedeli servitori, operosi nelle opere buone, contemplativi desiderosi della mia venuta; mi avrete amato.

Se invece avete sonnecchiato, se avrete dormito, ciò indica che avete pensato solo al vostro benestare; chiusi in voi stessi, non avrete servito, e di certo sarete stati infedeli e mi avrete tradito. Così dormienti non potrete rendervi conto quando la porta del Regno si aprirà ove è imbandito il banchetto nuziale anche per voi, e rimarrete fuori alla sua chiusura, digiuni a affamati in eterno. Quelli rimasti desti e vigilanti saranno coloro che saranno pronti ed accorti all'apertura della porta, che Io apro, ed essi entreranno festanti: Io stesso mi farò umile Servitore: mi porrò il grembiule ai fianchi per servirli nel banchetto nuziale che non avrà mai fine. Ti benedico".

 


 

24 ottobre 2012
 "La Chiesa poco parla del demonio che vive:
è persona reale, presente, attiva che opera in modo instancabile
e cerca il minimo spiraglio per corrompere e poi distruggere"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo vi viene detto: "Se il padrone di casa sapesse quando il ladro venisse a scardinare e derubare la sua casa, di certo rimarrebbe in sua difesa, combattendo per proteggere i suoi beni". Quale è la casa vostra nello spirito? É la vostra anima. E chi il ladro se non il demonio? E qual è il vostro compito se non quello di non abbandonarla ma di difenderla, curarla, proteggerla dai suoi assalti?

La Chiesa poco parla del demonio che vive: è persona reale, presente, attiva che opera in modo instancabile e cerca il minimo spiraglio per corrompere e poi distruggere. Come verità di fede non lo esclude, non lo nega in quanto lo stesso vangelo lo attesta, ma cerca di parlarne poco o niente per non essere tacciata di essere retrograda, superata, medievale: si ammanta di razionalità e cultura per la buona facciata, e si arricchisce di omissioni; e in questo modo il nemico penetra nella medesima Casa di Dio per defraudarla dei suoi beni nel suo spirito, per corromperla e ottenebrarla nel suo male. Essa poco insegna e mette in guardia i suoi figli dalla sua minaccia e gli uomini poco ne danno peso: si fanno noncuranti, superficiali e omettono anch'essi, abbandonando al nemico, sì bene prezioso, qual è la propria anima, che egli oscura nella sua tenebra, rubando la sua nobiltà e farne suo regno. Chiederò conto a coloro che così hanno omesso, negligenti e indifferenti, insensibili e incuranti, che l'hanno lasciata devastare: grave sarà la pena! Chiederò fortemente responsabilità agli uomini di chiesa che in questo modo passivo hanno operato non combattendo e lasciando che il nemico varcasse e oscurasse la mia Chiesa. Grandemente e maggiore sarà la loro pena poiché a chi molto è stato dato molto sarà richiesto. Ti benedico".

 


 

28 ottobre 2012
 "Giungerà, giungerà lo Spirito Santo con il suo Fuoco,
che è luce per illuminare l'intera terra:
il suo vento di Fuoco dissolverà ogni tenebra, darà giorno ad ogni oscurità"

"Mia piccola Maria, non solo benedico quelli che mi porti ma, per la tua preghiera e per le Comunioni offerte per loro, Io protendo su di essi la mia luce. Stasera nel vangelo il cieco Bartimeo mi grida con veemenza: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me! Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!"… e avrebbe continuato a lungo a gridarmi dietro se non lo avessi ascoltato. Ed Io, per la compassione e per ricompensare la sua fede, lo risano dandogli luce agli occhi e rendendo più radiosa l'anima sua.

In questo periodo storico la terra è totalmente avvolta e pervasa di tenebre, l'umanità è quasi completamente oscurata, l'uomo vive nella cecità dello spirito poiché ha perso la via che conduce alla Verità. Il mondo si è perso in un tunnel ma non cerca Luce, non vuole guarigione: crede, nel suo buio, di stare bene e intanto va verso la morte. Non mi cerca, non grida a Me il suo grido di aiuto perché Io possa salvarlo. Cosa posso fare quindi per questa povera umanità così cieca, dato che solo chi desidera e cerca la Luce può trovarla? Io uso i miei piccoli, gli innocenti, i malati, coloro che mi si offrono, i sacerdoti rimastimi fedeli, quelli che pregano e autenticamente ancora mi amano: "il piccolo resto".

Io uso i loro occhi per far sì che, attraverso il loro sguardo, ancora la mia Luce possa irradiarsi, possa spandersi per fare in modo che molti, guardandoli, ritrovino la via al mio Ritorno. Essi si fanno simili a dei fari che, pur nel buio della notte, danno chiarore al mare e permettono che molte navi e barche non vadano ad infrangersi sugli scogli e giungano salve in porto.

Giungerà, giungerà lo Spirito Santo con il suo Fuoco, che è luce per illuminare l'intera terra: il suo vento di Fuoco dissolverà ogni tenebra, darà giorno ad ogni oscurità, toglierà persino le ombre in modo che il mondo, l'umanità, e la Chiesa riveda la luce del suo Santissimo Spirito. Nell'attesa di questo evento Io uso voi, figli miei: voglio guardare mediante i vostri occhi per far sì che molti, al vostro passaggio, nella luce data, si riscoprano, riconoscano la propria notte, la loro cecità spirituale e mi cerchino, e gridino come Bartimeo: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di Me!" e molti Io abbia a sanare. Ti benedico".

 


 

29 ottobre 2012
 "Persino i cristiani, pur devoti, si sono adattati al linguaggio del mondo,
e in questo modo, alla preghiera si unisce ogni forma
di battute volgari e doppi sensi…"

"Mia piccola Maria, stasera la santa Parola vi ammaestra e vi esorta ad avere un linguaggio puro, a rimanere lontani da insulsaggini, trivialità, da ogni forma di volgarità. La terra è satura di imprecazioni, di parole indecenti e cattive: è la parola del demonio che schizza per mezzo di essa il suo veleno, spargendo ogni forma di immoralità e ciò che è contrario a Dio. Ovunque il vostro sguardo vada: ai mezzi di comunicazione, alla stampa, alla pubblicità … si incita all'indecenza, e il linguaggio vi si adegua. Persino i cristiani, pur devoti, si sono adattati al linguaggio del mondo, e in questo modo, alla preghiera si unisce ogni forma di battute volgari e doppi sensi, parole sconvenienti e allusioni pesanti… ma può la benedizione unirsi alla maledizione, la purezza all'impurità, la lode all'Altissimo con il veleno di satana?

I cristiani considerano spesso tutto ciò poca cosa, un peccato magari solo veniale, ma, figli miei, è dal poco che si fa strada il grande, è dalle ombre che nascono poi le tenebre. Quante volte i miei cristiani dicono: "E cosa dobbiamo confessare?...non commettiamo colpe gravi!". Ma anche vivere il proprio stato di cristiano non in peccati eclatanti ma nel lassismo, nella mediocrità che non ha crescita, ha bisogno della sua Confessione, che oltre al perdono dei peccati non gravi dà forza a superarli, e forma alla perfezione dello spirito.

E quando mi dite: "Signore ci hanno provocato, e abbiamo dovuto gridare a siamo caduti nei sproloqui e nella volgarità". Figli miei, la mia Misericordia supplisce alla miseria umana e la Confessione vi attende, ma sappiate che non è il gridare o le malsane parole che danno testimonianza ed educano l'altro che erra; ciò è solo una liberazione al vostro sfogo. Accade spesso che persino sacerdoti, religiosi, catechisti, durante le omelie, nelle catechesi o altro, dinanzi ai fratelli, usano parole forti, pesanti, che decadono anche nell'impurità e nella indecenza. Ma non è in questo modo che lo Spirito si è rivelato e si annuncia, né si trasmette; né mai Io, vostro Maestro, ho predicato nel mio Insegnamento con parole che abbiano sfiorato la mancanza di purezza e della decenza. Lo Spirito e il Mio Insegnamento che lo trasmette è nella verità del suo candore.

Quando ho ripreso, pur duramente, certi atteggiamenti umani che gravemente erano nell'errore era per scollarli dal loro torpore e dal loro peccato, per il fine educativo alla salvezza, ma mai decadendo in ciò che esprime immoralità. Già dai modi, dal parlare voi comprendete le persone, così come dice il vangelo: "Esce dalla bocca ciò che c'è nel cuore".

Abbiate una parola pura, uno sguardo casto, un pensiero luminoso per essere autentici figli del vostro Padre celeste, emulatori che prendono somiglianza del vostro Maestro e Signore, che non cerca e non forma cristiani mediocri, ma il meglio che potete essere: farne santi, dato che Dio è Santo. Ti benedico".