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venerdì 20 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Maggio 2011

Avete bisogno di una Madre: la mia!

 

 

 Ave Maria!

 

2 maggio 2011
lunedì della II Settimana di Pasqua
"Avete bisogno di una Madre: la mia!"

"Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo Nicodemo mi viene a chiedere: "come poter rinascere?". Ed Io rispondo: "si rinasce dall'alto!" rivivendo le mie tappe, fondendovi in Dio, che è Spirito. Voi nascete alla terra perché attraverso le vostre membra fisiche vi assimiliate allo spirito per nascere al Cielo, per essere assimilati e atti a vivere nel Regno spirituale. La vostra carne, nutrendosi, e vivendo nelle opere della carne, muore con esse. Solo nello Spirito avrete la Vita eterna!

Io entro nel grembo della Madre mia, nelle Acque benedette dal Padre Creatore, nelle acque dell'Immacolata Concezione, alle quali unisco e infondo lo Spirito che Io sono, per far sì che, da queste Acque, nascano le lacrime del dolore della Redenzione che vi ha riscattato, le Acque dei Sacramenti nei quali lavare il peccato originale e il vostro peccato. Iddio vi offre la sua Parola perché vi uniformiate alla sua Volontà, vi offre l'Eucaristia e tutti i suoi doni celesti. Ma nonostante ciò non crediate che l'uomo sia capace di farli vivere, di farli fruttare, di esserne fedeli. Ed è per questo che vi ha dato una Madre nella quale porvi, affidarvi; e Lei prende le vostre membra fisiche: le unisce, le lavora, le forma alla mia Acqua e al mio Spirito per farvi rinascere, assimilati ad Essa, alla mia nuova Vita.

Io l'ho percorso questo passaggio. Quanto più voi ne necessitate! Iddio è bastante a Se stesso, ma ha voluto la Madonna, la Maternità sua, per amore, per umiltà, per maggiore ricchezza a voi nel dono, e a sua maggior gloria, perché così è piaciuto a Dio.

In queste Acque immacolate e santificate, divinizzate dalla mia Presenza, voi venite lavati, riformati, rigenerati... e beati quelli che ne hanno compreso il Mistero, che ne hanno recepito la Grazia! Sono i Santi che sono già rinati nello Spirito dalla terra da cui provenivano. É via che anticipa, abbrevia, conduce alla santità.

Per coloro che non vi si sono addentrati, la percorreranno nel tempo del Purgatorio: acqua e spirito della purificazione. É la Madre che dà la vita. Avete bisogno di una Madre: la mia! Ti benedico".

 


 

4 maggio 2011
mercoledì della II Settimana di Pasqua
"Io vengo per liberarvi dalle vostre prigionie"

"Ecco, nella Parola di stasera Pietro viene liberato miracolosamente dalla prigione. Egli ne varca le sbarre, senza toccarle; le oltrepassa per effetto e dono specialissimo di Dio: Pietro vive la smaterializzazione, che è il perdere, lo svanire delle membra fisiche, per un certo tempo, per rimanere solo lo spirito e nello spirito. Tutto è possibile! Egli varca la prigionia della materia, e si fa libero per riprendere la sua completa interezza; simile al Cristo, come Me; per cui posso attraversare le pareti senza varcare porte, così come sono passato attraverso il Grembo di mia Madre senza recare offesa.

É un dono che i Santi, alcuni di loro, hanno vissuto già nell'effetto della bilocazione, per cui la creatura, pur restando fissa al suo luogo nel corpo, può vagare altrove nello spirito; o, in altri casi simili a Pietro, a Santi e Profeti, il Signore ne ha fatto dono per i suoi fini e per i suoi piani, per cui hanno vissuto la smaterializzazione. Nella smaterializzazione, nell'essere solo lo spirito, voi varcate le montagne, siete a pochi istanti-luce dall'altra parte del pianeta e in ogni luogo, potendo discendere e salire dal cielo alla terra o viceversa, dato che tutto l'Onnipotente può donare, e niente gli è impossibile.

Io vengo per liberarvi dalle vostre prigionie. Sono il grande Liberatore. Ho le chiavi per liberare da ogni prigionia, da ogni cancello, grata o catena, che vi tiene legati alla prigionia del peccato e di voi stessi: di quella offerta dal mondo e dagli uomini, dalle carceri, dai ceppi dei legami del demonio.

Io ho le chiavi e vi libero, ma ho bisogno del vostro grido di aiuto, del vostro desiderio di essere da Me liberati dai desideri carnali per far rinascere e ricevere il mio Spirito, sì da trasformarvi nell'essere a creature spirituali; voi così uscite dalle prigioni, le oltrepassate, e vi rendete liberi da esse. Nello Spirito tutto è possibile! Io vi libero.

Pietro pregava ardentemente, ed una Comunità pregava per lui; e c'è bisogno che in voi si attui, se non l'effetto prodigioso e raro della smaterializzazione, un processo di impoverimento, di morire alle opere della carne e di una vita di concupiscenza, alla vostra fisicità, ai vostri istinti, per rinascere in Me.

 


6 maggio 2011
 venerdì della II Settimana di Pasqua
"Sono ricolmo di sentimenti materni:
la compassione, la pietà, l'accoglienza, la tenerezza..."

"Io sono con te, nonostante le preoccupazioni e i pensieri che ti occupano nella preghiera. Con il tempo, sistemandosi queste situazioni pratiche, si allontaneranno.

Oggi, primo venerdì del mese, viene ricordato il mio divin Cuore: un Cuore che Io vi espongo tra le mani... che batte per voi e non fa che amare, non sa che amare; e tanto più ama in Cielo e ne gioisce con i Beati, tanto più invece ama gli uomini in terra e tanto più ne geme per quanto ne viene colpito e offeso. In quanto primo venerdì di maggio, che vi ricorda mia Madre, Io evidenzio nel mio Cuore che vivo e sono ricolmo di sentimenti materni: la compassione, la pietà, l'accoglienza, la tenerezza... Come mai i vostri cuori sono diventati così duri? Come mai non amate? Guardate l'altro con indifferenza, pensate solo a voi stessi, ai vostri interessi, tutto in funzione della vostra persona, e vi dimenticate, non vedete il fratello, non l'accogliete, e vi si fa straniero o nemico: i figli così opposti contro i genitori, gli sposi uno contro l'altro, e questo stato di conflitto in quasi tutti i settori sociali della vita. Figli miei, non recepite più quei miei beni che trasformano e migliorano il vostro cuore, sicché vi si fa pietoso e amorevole, e scoprite l'altro che diviene amico, fratello, parte di sé. Ecco, Io porto tra le mani il mio Cuore trafitto, e tutto sanguinante, non fa che ricevere colpi, ma continua ad amarvi e a chiedervi di accogliermi in voi.

Andate da mia Madre, rivolgetevi al suo Cuore Immacolato! La consacrazione al suo Cuore a questo serve: a conoscere e a vivere i miei Sentimenti. Chiedete come accogliermi, come amarmi, come onorare il mio divin Cuore: a vivere, a giungere al centro del suo battito per recepirne l'amore, quel che Io sono. Allora saprete amare. Voi amerete. Ti benedico".


7 maggio 2011
sabato della II Settimana di Pasqua
"Non si muore: non è vero che non c'è niente dopo la morte!"

"Mia piccola Maria, la Santa Messa offerta al Cuore di Maria, nel primo sabato, è simile ad una perla rilucente che viene posta dinanzi al suo Cuore e dà luce. Lei prende una perla dopo l'altra e le unisce per farne collane: gioie preziose da offrire all'Altissimo e per far sì che siano luce ai tanti carboni oscuri perché cambino materia e nella loro luce si facciano degni, materia degna di risurrezione.

Stasera la mia Parola tanto vi annuncia e vi richiama alla Risurrezione, senso e fine della vita. Che senso può avere la vita senza Risurrezione? Iddio è il Vivente, e vi dona esistenza perenne sia che sia per la risurrezione o per la perdizione. Voi vi chiudete a questa terra per una manciata di anni, fossero anche cento... e cosa volete che siano dinanzi ai secoli eterni? Qui in Paradiso, da tempo senza numero, dai preistorici anni della terra, anime di allora vi sono e vivono. Voi vi attaccate, vi arricchite del mondo e dei suoi beni, vi attaccate alle cose, a persone ed affetti morbosi, ad un metro di terra, e per essi quanto si defrauda! Si calpesta l'altro, si ruba e persino si uccide, per quella stessa terra che poi vi seppellisce. Mentre cosa vi ricrea se non lo spirito in un'anima che vive, e vive per tornare a Dio con le sue opere di risurrezione?

Voi siete chiamati ad essere i risorti che vivono sulla terra una Passione continua che redime, che converte e purifica, che cambia e vi rende degni: diventa vita risorta per voi e per i vostri fratelli. É la Passione che trasforma la vostra materia in Risurrezione, che vi conduce alla Vita eterna risorta, nel grembo del Cielo ove la Risurrezione sarà vissuta nella sua pienezza.

Qui, figli miei, dovete essere i risorti nella croce, e in Cielo voi vivrete la vostra croce risorta. Val la pena vivere la vostra pena, figli cari! Essa vi sarà di testimonianza; è un martirio anche dare la vita, combattendo per operare per la fedeltà alla Legge e all'Amore di Dio. In essa vi fate risorti, ritroverete i vostri cari.

Non si muore: non è vero che non c'è niente dopo la morte! Ah, se i vostri cari potessero dirvelo...! Voi nell'amore e nella risurrezione li avrete di nuovo con Dio. Se però non si sarà vissuti nell'amore, non ci sarà risurrezione, ma esistenza nella perdizione ove non ci sarà più incontro, più parentela, dato che nel luogo oscuro non c'è più affetto, non c'è più legame di sangue, non c'è più riconoscenza, poiché non c'è che odio.

Venite al mio Cuore, andate al Cuore della Madre! Lei vi aiuterà ad essere i risorti, a vivere le virtù, pur nella Passione, amando, per giungere al Regno della Risurrezione. Ti benedico".

 


7 maggio 2011
sabato della III Domenica di Pasqua (Santa Messa prefestiva)
"Il Cuore della Madre è la tenerezza, è misericordia"

"Mia piccola Maria, oggi primo sabato del mese, Io vi pongo in rilievo il Cuore di mia Madre. Lo manifesto perché tutti possano recarsi da Lei e ricevere. Il suo Cuore è simile al mio, per quanto distinto e ognuno a Sé: il Cuore di un Dio e quello di una creatura, il Cuore di un Figlio e quello di una Madre; Essi pensano, amano, servono nello stesso modo; sono complementari poiché uniti e fusi nell'amore. Non potrete adorare il mio divin Cuore se non amate il suo, poiché è presso di Me e mai distante; non potrete amare il suo Cuore senza adorare il mio. Consacrarsi al Cuore della Madre è segno di predestinazione per le creature, dato che la Madre formerà i loro cuori così come ha formato il mio, e non sa formarli se non ad immagine di suo Figlio.

É per me grande gioia questa consacrazione, è un grande sollievo da tanta pena per la perdita delle anime, poiché chi si tuffa nel suo Cuore, chi si abbandona a Lei e le offre sé stesso Io so che la Madonna lo condurrà non solo alla salvezza ma per la via della santità, della intimità della mia conoscenza; Lei prenderà cura di voi così come si è preso cura di Me. E difficilmente si potrà andare perduti.

Il Cuore della Madre è la tenerezza, è la misericordia che perdona sempre, ma anche Cuore audace di una Combattente, che più di una leonessa combatte per la difesa dei suoi cuccioli. Ella affronterà tutte le vostre battaglie contro il male: si schiererà innanzi a voi contro il nemico per richiederne il diritto della sua figliolanza. Andate da Maria e attingetene!
I discepoli di Emmaus nel Vangelo di stasera sono pieni di dubbi e delusioni: Essi, nonostante l'insegnamento ricevuto non hanno compreso il piano di salvezza e il riscatto con il pegno della mia vita. Attendevano un Dio temporale che li avesse riscattati dall'oppressione della dittatura di Roma. Sono dovuto giungere Io stesso, il Maestro, per dare luce alla loro mente, al senso vero delle Scritture.

E cosa hanno fatto poi i discepoli di Emmaus? Sono tornati a Gerusalemme ed hanno propagato alle genti la mia visione agli apostoli, e si sono tuffati nelle braccia della Madre mia: si sono posti alla sua sequela, all'insegnamento del suo Cuore, come molti allora, per perfezionare la Luce ricevuta. Essi diverranno "apostoli dell'Eucaristia", promovendola, adorandola, ponendosi a tutela e difesa di essa, a costo della loro vita.

Nei Cieli ancora i loro cuori ardono nella vicinanza del mio Cuore e del Cuore della Madre mia. Ti benedico".

 


9 maggio 2011
lunedì della III Settimana di Pasqua
"Signore, io mi fermo qui, ove Tu sei: il mio cuore è sazio e ama"

"Mia piccola Maria, Io prendo in Me tutte le creature che tu porti; e credi che essi si avviano verso di Me: non è vero che non c'è cambiamento in loro. É il tempo dell'attesa, della lievitazione del pane: gli ingredienti sono stati dati e impastati; poi, dopo il lievitamento, esso verrà cotto e sarà pronto. É bene che gli ingredienti siano buoni; e i tuoi lo sono perché composti della Croce e della preghiera: non potrà che uscire un pane buono.

Stasera la Parola vi presenta Santo Stefano: di lui tanti pensano ai suoi prodigi, alla sua sapienza che incantava, e il cui volto aveva le sembianze di un Angelo... tanto traspariva la bellezza della sua anima...! Eppure a tanta santità cosa ne ha ricevuto se non un tributo di sangue? Forse che i giusti ricevono applausi, e i Santi gli onori?... Il giusto viene perseguitato e il Santo condotto al martirio: martirizzato nel suo vivere, dato che essi vivono la strada della Croce, che è strada tracciata dal Maestro: la seguono, fedeli. É via che conduce alla Vita eterna, tributo di riscatto per essa, dato che senza, cosa rimane se non la via della perdizione e della vergogna degli inferi? Come potreste vivere tale via della croce, la persecuzione o il martirio?

Figli, miei, cercate il Pane che non si corrompe, ma che dura per la Vita eterna: Pane nella Parola di Dio e nell'Eucaristia, vissuta in verità; vi darà fortezza, rettitudine, giustizia, santità. E, simili a Stefano, porterete impressi i tratti della mia somiglianza.

Gli uomini vanno alla ricerca di pani che saziano lo stomaco, di spegnere l'arsura di tante seti nel mondo, di appagare il ventre; e rimangono sempre più affamati, bramosi e infelici. Venendo a Me, ogni sete è spenta, ogni fame saziata, dato che Iddio dona la grazia a tale via secondo lo stato, vi dona la letizia; vi riempie di un ardore che rallegra, che sale in alto, nutre lo spirito, e dà senso alla vostra vita, che allieta e ricolma ogni vostro desiderio, poiché l'amore di Dio innalza l'uomo, ed ha il potere di dare fortezza al vostro esistere. Sicché non andrete più cercando di qua e di là, elemosinando o rubando chissà quale pane, ma vi fermerete nella pace a Me, e direte: "Signore, io mi fermo qui, ove Tu sei: il mio cuore è sazio e ama". Ti benedico".

 


10 maggio 2011
martedì della III Settimana di Pasqua
"Ma martire non è solo chi muore nel sangue..."

"Mia piccola Maria, stasera la Parola contempla il martirio di Santo Stefano. Il martirio che non è la fine della vita, ma il suo inizio; anzi nascita di molti si fa fonte, sorgente di acqua viva di cui molti potranno abbeverarsi alla santità, senza di cui sarebbe rimasto un deserto arido che non avrebbe dato nulla, ma solo sterilità. Il martire è colui che sale come un razzo spedito sino al Cielo. Ma martire non è solo chi muore nel sangue, ma anche chi vive di donazione continua nell'esistenza, di chi s'impoverisce e dà sé stesso per arricchire l'altro.

Il martirio diventa un forziere dal quale fuoriusciranno ricchezze di tesori, di monili e gemme che nascono per impreziosire di santità le creature. È lì, e dà grazie; e tutti possono andare ad adornarsi della sua bellezza e dei suoi meriti.

Guardate a Me, il Martire dei martiri: il cui martirio ha dato la Redenzione, il perdono, rigenerazione di vita che ha fatto nascere la vostra, che vi ha donato la Carne e Sangue mio, che vi sfamano e vi abbeverano alla santità sino alla fine dei tempi. Senza la mia donazione e il mio Martirio cosa ne avreste? Quale porta del Cielo si sarebbe a voi aperta? Pure il vostro martirio non è inutile, se dato e offerto a Me, si fa così prezioso, fosse che abbia solo formato, con il suo Sacrificio, un unico monile, un'unica gemma: essa nasce e si forma per voi, per arricchire di grazia un altro fratello.

Venite a Me, venite a nutrirvi di Me! Non temerete più la via della donazione e del martirio, ma l'amereste. Ti benedico".

 


11 maggio 2011
mercoledì della III Settimana di Pasqua
"Roma non sarà sconquassata con il terremoto, ma..."

"Roma non sarà sconquassata con il terremoto, verrà perseguitata e sconvolta dalla persecuzione ai cristiani in un martirio di sangue per riparare ai tanti errori commessi e per essersi allontanata da Dio. Ma non verrà sconvolta nel terremoto della terra.

Ecco, Io sono Colui che porta la salvezza che è per tutti; nessuno ne è precluso, purché lo voglia. Le mie braccia sono aperte a tutti. Il demonio attacca, cerca di fermare, di ostacolare il mio piano di salvezza, di imbavagliare, di perseguitare e rendere prigionieri i figli che credono in Me in verità, di uccidere coloro che mi amano. Da sempre è così. Egli sembra che tutto devasti e prevarichi, che vinca, ma poi Io sono sempre il Vittorioso che lo sconfigge.

In ogni evento storico, in tutti i tempi, si vive questa battaglia, anche nel tempo della morte di Stefano, di cui parla stasera la Parola: una furiosa persecuzione si scaglia contro i cristiani, e Paolo fa guerra feroce contro di essi; ma quelli che riescono a fuggire per le campagne ancora predicano la mia Parola. Filippo e gli altri Apostoli compiono miracoli, ma poi vengono uccisi. Ma alla loro morte altri il Signore ne fa sorgere di profeti e testimoni, dato che l'Onnipotente è il Creatore che fa sempre rinascere e compie nuove tutte le cose.

Anche in questi tempi che pare che domini il diavolo su tutto sino a quando giungerà all'apice: sarà segno dell'ora della sua più grande sconfitta, poiché Dio non può esser vinto: è il Vittorioso; e della sua opera sui figli che Lo amano ne fa purificazione e salvezza. Questa battaglia prosegue perenne tra periodi di pace e di altre lotte veementi e furiose, sino a quando il mio ultimo nemico verrà totalmente sconfitto per sempre agli inferi; sarà giunto così il Regno eterno di Dio con il suo popolo salvato. Non temete, Io vi dono i mezzi per sconfiggere il nemico: se siete con Me chi può essere contro di voi? Io, il Signore, lo vinco per voi sempre! Ti benedico".

 


12 maggio 2011
giovedì della III Settimana di Pasqua
"Se mangiate di Me, vi fate Me!"

"Mia piccola Maria, Io sono il Pane disceso dal Cielo. Chi mangia di Me vivrà in eterno. Io sono il Pane mangiato, sono l'Uomo mangiato: ogni gesto, ogni sguardo, ogni palpito vissuto è stato per donare; è oblativo, non fermo a Me stesso. Io sono Carne presa a morsi dall'uomo, lacerata nella mia Persona, mangiato perché gli uomini si trasformino da carnali in spirituali, da esseri naturali a divini; e dal male andassero al bene. Questa mia Carne offerta a voi nel corso dei secoli per far sì che l'uomo, mangiandone, evolvesse nella fede, nella grazia, nella santità, e così come vi nutrite nel corpo e ne ricevete crescita, sostegno, mantenimento, ugualmente nel Pane spirituale venite formati a vivere la Vita eterna. Voi siete composti di ciò di cui vi nutrite nel corpo, e così siete formati nello Spirito con ciò di cui lo nutrite; e se mangiate di Me, vi fate Me!

Pure voi, figli miei, dovete divenire Pane mangiato; tanto più ci si nutre di Me in modo autentico, tanto più voi mi assimilate, vi fate mio Pane che và a nutrire i fratelli per migliorarli, per aiutarli nel piano della salvezza. Se non si spezza il Pane con Me, con Cristo, in verità non c'è cristianesimo. Se voi non vi fate Pane che si spezza e viene mangiato, non c'è vero cristianesimo. Nell'unione al mio Pane che si spezza per le anime sull'altare, vi fate Pane che si spezza per l'altro, voi vivete l'Eucaristia, voi fate la vera Comunione. Venite a Me, ed Io v'insegno questo amore. Ti benedico".

 


13 maggio 2011
venerdì della III Settimana di Pasqua
"Solo chi entra nel Cuore della Madre,
chi si consacra a Lei in modo veritiero,
vivrà la profondità della purificazione"

"Oggi ricordate la Madonna di Fatima, la Madre del Sole radioso che viene sulla terra per indicare agli uomini la via che conduce a Dio attraverso la purificazione e la penitenza, dato che nei pesi e nell'ostruzione del peccato non si può salire in alto verso il Cielo, al Sole radioso; e la Madonna appare ai bambini, a fanciulli, la cui terra dell'anima è pura, povera: non è ancora toccata dalle durezze, dalle spine del male, dalla melma del peccato; è pulita, casta, umile, la si può lavorare, e la Madre vi può gettare i semi del suo insegnamento che in essi germoglia e porta molto frutto sicché, per i loro meriti, molte anime andranno in Paradiso.

In Cielo Giacinta e Francesco, e da poco, unita Lucia, che è ritornata come loro, bambina, giocano dinanzi allo sguardo di Maria: sono sempre dove Lei è e La conducono portando i lembi del suo Velo o del suo Manto tra i giardini delle sue delizie. Fatima è un dono di Dio, che ha mandato la Madonna perché si fosse messo in maggior rilievo la verità di fede del suo Cuore Immacolato: aiuto e sostegno, rifugio per le anime. Poco è stato vissuta e sviscerata questa verità, praticata da qualche Congregazione religiosa o Movimento, lasciata come pia pratica, devozione personale al popolo; mentre il Signore ne dava dono perché fosse grande mezzo di salvezza, particolarmente se praticata dall'intera Chiesa.

Solo chi entra nel Cuore della Madre, chi si consacra a Lei in modo veritiero, vivrà la profondità della purificazione e la via della penitenza, che vi farà conoscere la verità dell'Amore di Dio, che vi innalza verso l'alto per divenire raggi di luce che si uniscono e fondono al Sole radioso dell'Altissimo. Se fosse stato ascoltato questo suo Messaggio, praticando la via della consacrazione al suo Cuore dall'intera Chiesa, il mondo non avrebbe conosciuto le guerre passate, il nemico non lo avrebbe così invasato.

Ora il suo Disegno non è stato tutto attinto e compiuto come è stato detto, ma solo in parte. Molte sono state le anime che si sono offerte, e anche Santi Papi, ma il peccato è grande, ed ha contaminato dovunque, e ci vorrà ancora il fuoco che scenda dal sole del Cielo per purificare e fare nuova la terra.

Le profezie, pur vere, sono però relative al comportamento umano e alla conversione, cosicché se c'è preghiera e cambiamento nel bene esse non si attuano nel castigo, ma si vive del suo messaggio che conduce a santità. Ti benedico".

 


15 maggio 2011
IV Domenica di Pasqua
"É la Madre mia "la Pastora"che oggi quanto vi chiama...!"

"Ecco, Io sono il Buon Pastore che dà la vita per le pecore. L'ho data nella mia vita mortale, ma la offro in ogni tempo e nel perdurare dell'esistenza umana tramite coloro che mi rappresentano e danno la loro vita per Me, tramite quelli che mi amano e vengono perseguitati, e tramite i Sacramenti nei quali mi dono, amo e anche gemo: soffro per le dissacrazioni, per gli oltraggi, per i sacrilegi e le cose più abominevoli con le quali nell'Eucaristia Io patisco, e di nuovo vengo ucciso...!

Io vi parlo attraverso la Santa Parola e vi nutro per mezzo della Comunione; vi indico il cammino e vi traccio il percorso: vi passo Io. Il Santo Pastore per prima, per condurvi alla vallata ove si vive il mio Bene, la Verità, la Giustizia, l'Amore. Per giungervi però bisogna fare il percorso di una salita con la sua fatica; invece i più cercano i viottoli in discesa, cercano l'erba che pare più verde o più dolce al palato; e tale è mentre se ne nutrono, e la introducono in sé, ma poi nel digerirla, immessa dentro, si rivela per quel che è: rovi e spine velenose che incancrenizzano e fanno morire le pecore.

Io chiamo: sono il Buon Pastore. La mia voce ancora vi chiama, ma chi ascolta? Io vi indico la via, ma chi mi segue? É la Madre mia "la Pastora"che oggi quanto vi chiama... perché entriate nella mia porta che vi introduce nell'Ovile Santo! Lei stessa si fa parete, casa, un rifugio nella Misericordia, la tenerezza, la pietà, la protezione, il sostegno per far sì che rimaniate fedeli al mio Ovile. É sempre Lei, che è in preghiera, in attesa dello Spirito Santo, del dolce Ospite che, come al tempo terreno con gli Apostoli, prega per la Chiesa nascente; ora prega perché Egli discenda e illumini con la sua luce il Gregge che si disperde perché riabbia udito alla sordità della mia Voce, luce alla vista dei loro occhi fattisi ciechi, per seguirmi e riconoscere la Verità di ciò che sono: il vero Buon Pastore, che conduce alle vallate eterne, all'eterno godere. Ti benedico".

 


16 maggio 2011
lunedì della IV Settimana di Pasqua
"Sono Pastore anche del popolo della mia discendenza umana e non solo..."

"Io sono il Buon Pastore, il Pastore non solo di coloro che vivono già nel Rifugio del mio Ovile santo: sono il Pastore di tante pecore che pascolano in verdi prati circostanti, che pur mi conoscono, sanno di Me, del Cristo, ma ancora non vivono pienamente la mia Persona, non comprendono le verità di fede nella loro interezza; e parlo delle tante Chiese cristiane che si sono divise, non per progetto di Dio, ma per puri fini umani.

Sono Pastore anche del popolo della mia discendenza umana e non solo: Io sono il Signore, il Pastore di tutte le pecore della terra, che ora non mi conoscono. Ma giungeranno i tempi della maturazione dell'umanità che giunge per il Sacrificio del mio Sangue e per il sacrificio e l'offerta dei miei Santi, dei tanti giusti che, da cristiani, sono stati e si fanno il lievito per portare a formare l'umanità ad esser pronta a un mondo cristiano cattolico, per i meriti della carità, del bene che essa avrà praticata, per i Sacramenti vissuti, la preghiera, l'intercessione, le opere sante, per la sofferenza, la pena e le lacrime con cui gli uomini si sono purificati, per il peccato che si è riscattato ed è diventato risurrezione e rigenerazione di vita nuova. Io, vostro Signore e Salvatore, nel tempo maturo attrarrò tutto a Me, simile alla calamita con il ferro, ed essi si uniranno alla mia Persona, mi riconosceranno per l'unico Pastore, ed entreranno per la mia porta, per formare l'unico Gregge nel mio Ovile santo, ove Io regno. Ti benedico".

 


19 maggio 2011
giovedì della IV Settimana di Pasqua
"Celestino abdica, lascia il papato, poiché così umile, mite e buono"

"Mia piccola Maria, Io vedo in te anche le creature più lontane, e su tutte raggiunge il mio sguardo.

Stasera voi ricordate San Celestino V, uomo consacrato, e Papa Santo. Sì, Papa santo, nonostante la rinuncia. In Paradiso egli vive nella dignità di questo stato, rivestito dei paramenti sacri e nobili di Pietro, e da Santo. Celestino abdica, lascia il papato, poiché così umile, mite e buono, mentre le autorità dei sacri palazzi spingevano, influenzavano e cercavano in tutti i modi di piegare le sacre Leggi, la Verità di Dio, a scopi umani, approfittando della mitezza di Celestino. Egli lascia il Soglio di Pietro perché ciò non accada, e ne fa offerta a Dio per tutti i suoi giorni, accogliendone le critiche, le persecuzioni, l'incomprensione, la solitudine interiore cocente che vivrà continuamente sino all'ultimo giorno. Celestino ne fa dono perché ne nasca una Chiesa Santa, per far sì che ci sia un cambiamento serio, una conversione che conduca a santità. Da crocifisso accoglie l'isolamento, e non omette parola, lasciando il giudizio al Cielo.

Nel Vangelo di stasera Io mi addoloro dei miei che conosco, poiché c'è fra di loro colui che mi tradisce ed è con Me a mangiare, alla mia stessa mensa. É il Giuda di allora, e i Giuda di tutti i tempi. I Giuda dei miei Apostoli che ancor oggi sono il mio più grande dolore, che come sacri Ministri mi dissacrano, mi vendono, mi oltraggiano nella Legge divina e nel mangiare il mio Pane Santissimo. Quanti sacerdoti che vivono ormai indifferenti, pigri e nel disamore! Non sono tanto gli assassini, i malfattori, che pur lacerano, scavano il mio Cuore di dolore: sopra di essi si erge la sofferenza del tradimento dei miei Consacrati. Chi viene a Me e si consacra a Dio, viene per servire, per essere mangiato, per dare la sua vita, e non per essere servito né per dominare e prevaricare sugli altri, né per godersi la vita. Cosa fare? Figli miei, perché ci sia il ritorno di essi ci vuole molta preghiera e sacrificio, dato che si è divenuti tali, perché è mancata la preghiera, e con la perdita della preghiera si perde l'umiltà, e satana entra, entra e lega; fa il suo gioco, particolarmente con i miei Ministri. É la sua più grande vittoria contro di Me.

Ecco i Santi Papi, i Santi Sacerdoti, tutta la Gerarchia Celeste, pregano e benedicono e vogliono posare il loro manto di umiltà, di fedeltà, d'amore di Dio su di essi, ma quanta preghiera, quanta offerta ci vuole perché i miei sacerdoti possano tornare ed accogliere questi doni e farsi benedetti e santi come la preziosità di Celestino V! Ti benedico".

 


21 maggio 2011
sabato della V Domenica di Pasqua (Santa Messa prefestiva)
"Quanti dicono:"Signore, non ti conosciamo, fatti vedere!"

"Mia piccola Maria, sei in cammino verso di Me e ti sto conducendo; non ti smarrire. Quel che hai ascoltato lo riconfermo pienamente. Chi crede veramente in Me? Chi mi conosce?... Perché se così fosse non ci sarebbero scandali, peccati, dolori, ma ovunque sorgerebbe la santità. Io sono venuto al mondo per dare all'uomo la salvezza e preparargli un posto in Paradiso; ma gli è possibile se passa attraverso la mia Persona. Io sono la Via che indica nei segnali del mio Insegnamento la strada da percorrere. Sono la Vita che ve ne dà il senso e l'amore che, incontrandomi, vivete da adesso all'eternità e che si può seguire se innestati e inerenti alla Verità che Io sono.

Quanti dicono:"Signore, non ti conosciamo, fatti vedere!". Ed Io a voi, come a Filippo, che mi chiede: "Signore, facci conoscere il Padre", dico: "É da tanto tempo che sono con voi e non conoscete Dio?... Io e Lui siamo la stessa cosa". Sono venuto al mondo per darvi la vita. La mia Chiesa, i Santi mi testimoniano! Tutto ciò che vi circonda e la vostra stessa esistenza vi parla di Me, vi testimonia della presenza di Dio. Cercatemi nella preghiera e Mi troverete. Se pregate, se vivete la vita sacramentale in modo partecipato e vero, se Mi cercate, in essa Io mi faccio trovare.

Nei Sacramenti mi manifesto, e infondo in voi le mie energie nel pensiero, nei battiti del cuore, nell'amore che vivrete e nel quale mi conoscerete. Amandomi voi amate, e nell'amore conoscerete Dio. Vi indico la strada nel segnalarvi come comportarvi per raggiungere il Cielo. Vi indico la mia Vita nella quale ogni cosa ha motivazione d'essere e nella quale voi ne avete senso e pace. Vi indico la Verità che è trasparenza virginea nel pensiero e nell'agire, che è luce purissima della sapienza che non si sottopone a sotterfugi e a compromessi ma adesione alla sua totalità; e in Me, il Signore Gesù, tutto ciò ne è l'essenza.

Solo se pregate vi fate uno specchio terso nel quale la mia Immagine si riflette e mi vedete. Ma se non pregate la ricopre con il suo velo e non mi vedete. Nella preghiera avrete il pianto del pentimento, e con esso lavate lo specchio dell'anima vostra dato che, se rimane oscurato, sporco, macchiato, non potrete né vedermi e né conoscermi.

Continuamente invocate il mio Nome: mi faccio trovare, nel vostro specchio terso mi riflettete, mi vedete e conoscete, e mi amate. Ti benedico".

 


23 maggio 2011
lunedì della V Settimana di Pasqua
"Vi amo di amore folle nell'anima"

"Mia piccola Maria, non lasciarti prendere dai dubbi! La Parola di Dio è verità immutabile; sono gli uomini che errano. Stasera la Parola risponde: "Chi mi ama osserva i mie Comandamenti, ne è fedele". La solitudine del cuore..., lo so, l'ho vissuta, però vi dico: " Venite a Me!", Io sono il vero Compagno della vostra esistenza, sono l'Amico fedele che non tradisce, l'unico Sposo sincero che non vi abbandona mai e vi ama così come siete: non guardo le membra fattesi vecchie e stanche, non vi vedo a secondo del numero delle rughe: vi amo di amore folle nell'anima, e se mi seguite, vi guardo e vi vedo, pur nella tarda stagione, simili a fanciulli della più fresca età.

Se siete rimasti soli, abbandonati, ripudiati, traditi, venite a Me, non cercate nel peccato, o nell'errore, la compagna che vi allieti e ricolmi la vostra solitudine; venite all'adorazione, vivete la vita sacramentale; Io vi darò di Me: v'intreccerò in vincoli d'amore, vi ricolmerò dandovi la pienezza nel cuore, v'insegnerò un nuovo modo di amare, che non è solo carnale, fisico, che non si appaga solo nell'amore umano, ma di un amore spirituale che s'innalza: vi do un po', per quel che voi potete contenere, un millesimo del mio Amore; v'infondo una carità nuova che si fa operosa verso l'altro, di un amore che è donativo, si pone al servizio del fratello, che dà sé stesso, e nel dare riceve gioia e si riempie l'anima e il cuore sì da non sentire più questa fame. La vostra solitudine diviene così compagnia per l'altro, allegrezza alla solitudine altrui, se la vostra salute fisica lo permette: andate per le case di anziani, malati, poveri e sofferenti, bisognosi, che vi attendono. Non avrete più tempo per pensare alla vostra di solitudine!

Andate poi, andate a ritemprarvi, a rallegrarvi l'anima a contatto con la natura ove l'uomo non ha contaminato, nel luoghi ove non ha raggiunto il suo inquinamento: sentirete la presenza del respiro di Dio.  State con i bambini piccoli: la loro innocenza rinvigorisce di energia lo spirito.

E ottemperate ai miei inviti d'amore; Io, il Signore, non disdegno che l'uomo viva di una creatività che si erge a gloria di Dio e per il bene dei fratelli. Se vedi creature, anime che pur di chiesa, vivono in conclamata situazione di peccato, ma vanno a ricevere la Comunione è perché fanno di testa propria, perché ingannano nella confessione, oppure hanno trovato qualche sacerdote compiacente che erra. La Parola di Dio è, e non cambia! Vi è data non per intralcio ma per il vostro bene, e pur se vi pare dura, venite a Me! Io vi aiuto, Io il Compagno della vostra vita che, se mi siete stati fedeli, Io vi servirò nella fedeltà di un amore eterno ove vi scoppierà il cuore per la gioia che proverete, e che solo l'Onnipotente vi può dare. L'amore, anime mie, non è solo sentimento, non è solo carnale, l'amore è vivere una sponsalità con il vostro Sposo Celeste, che vi dona tutto di Sé, ma richiede l'interezza del vostro cuore. Ti benedico".

 


24 maggio 2011
martedì della V Settimana di Pasqua
"Verrà l'era della pace, ma passerà attraverso la penitenza e la purificazione"

"Mia piccola Maria, non temere! Quando giungeranno quei giorni ti avrò già trovato il rifugio. Io sono il Principe della pace! Sono venuto per portare la mia pace, e sempre vorrei donarla. C'è però bisogno che il cuore voglia riceverla, che apra per accoglierla. Io ancora desidero dare pace, maggiormente la riverserei, ma i più mi rifiutano, mi si oppongono, non vogliono; e la mia pace non li raggiunge. Se la porta non si apre, non si entra.

La mia pace non è quella del mondo, non è divertimento o la stare bene, ma è pace nello Spirito, che allieta e dà pace a tutto ciò che vivete. Perché tanti odi, perché tante guerre, tanta discussione tra i giovani, tante divisioni nelle famiglie?... Non vive più in essi il Principe della Pace, ma l'altro: il principe del mondo che viene e sconquassa e, con il suo male putrido, tutto sporca e avvilisce, divide e corrompe; giunge in ogni settore, in ogni realtà, ...và e contamina con il suo peccato, toccando persino l'innocenza dei bimbi, l'unione nei focolari; porta la ribellione nei cuori, il tormento nelle persone. Non c'è pace.

Quando il nemico avrà ottenuto vittoria sul Soglio di Pietro potrà gridare il suo intero possesso: ogni cosa posta sotto il suo potere malefico; ma giunto a questo traguardo, è giunta anche la sua fine e il suo precipizio. Verrà l'era della pace, ma passerà attraverso la penitenza e la purificazione poiché non è stato ascoltato, a suo tempo, il mio richiamo, non è stata accolta la mia pace, il mio invito d'amore: mi avete scacciato e lasciato piangere fuori della porta, guardando tanta devastazione. Siete voi che avete dato spazio e aperto il cuore, la mente e le mani al nemico; gli avete dato questo potere, scacciando Me, il Signore che vi ama, e ne avete così avuto un raccolto di frutti amari e velenosi.

Io non vorrei questo dolore e questa tribolazione, ma non c'è altra via se non questa della purificazione per far sì che l'uomo torni al bene, torni alla pace. Ricevete voi, figli, la mia pace, fatevi ricettori di essa: ve ne colmo la mente, il cuore, le mani, sicché la portiate ovunque; siate, pur nel piccolo vostro ambiente, suoi operatori. Vi fate lievito di essa perché da voi rinasca un'umanità nuova, un'umanità di pace. Ti benedico".

 


26 maggio 2011
giovedì della V Settimana di Pasqua
"E... quando, Signore, la croce è gravosa,
il dolore un tormento, come provare gioia?..."

"Mia piccola Maria, tutto viene attuato. La mia parola è come un fiore che sboccia e si apre pienamente, rivelandosi. Io nel Vangelo dico: "Desidero che la vostra gioia sia piena!". E voi mi direte: "E come è possibile, Signore, avere gioia in mezzo a tanta sofferenza, dolori, a tante croci? Il cristiano è segnato dalla croce!". Figli miei, la mia gioia non è quella del mondo, fatta di divertimenti e piacere, che iniziano rallegrando, ma poi lasciano il vuoto, e ne andate affamati alla ricerca di nuovi, che lasciano sempre una maggior tristezza e inappagamento.
Io sono la Gioia, e da Me la trovate; è la gioia che nasce dall'amore, dall'unione al vero Amore: da Me vivrà in voi. Tanto più vi abbandonate ad esso, v'immergete nel mio Cuore, tanto più avrete gioia. La gioia che nasce dal sapere di non essere i dimenticati, ma i ricordati dal Padre Santissimo, la cui Vita non è inutile ma ha il massimo valore e la maggiore cura: la Grazia che in Me ogni esistenza ha senso e significato.

I miei Santi vivevano grandi sofferenze e tribolazioni, eppure hanno vissuto nella gioia di un amore che li elevava da esse, ne comprendevano la santificazione, il bene che ne proveniva e la sorgente di vita, la partecipazione e la fusione di una scoperta continua dell'Amore divino che dava pienezza alla loro anima.

L'amore di Dio dà gioia; apre anche le menti ad un pensiero di luce, dà vista allo spirito, vi fa gioire delle piccole cose quotidiane, che non sapete più riconoscere e vivere. Non riuscite più a rallegrarvi dell'azzurro del Cielo e delle bellezze del creato, dell'affetto che ricevete dai vostri cari, e di quanti doni e momenti che vi sembrano scontati, che lasciate andare senza abbeverarne il cuore.

E...quando, Signore, la croce è gravosa, il dolore un tormento, come provare gioia?... Anime mie, ...nella Fede! Nella Fede, che dà speranza al dolore, che dà senso e significato alla pena. Mentre chi non la possiede, nel dolore vede solo inutilità e oscurità ed entra spesso la disperazione. Voi avete la Fede che vi arricchisce. Chiedete a Me, ed Io vi darò la gioia a piene mani. Abbandonatevi al mio Amore e la riceverete; e tanto più siete immersi in Me, tanto più ne sarete appagati sì da esserne immersi sino a quando non sarete condotti in Cielo, ove la mia gioia invaderà in modo perfetto e completo il vostro intero essere. Ti benedico".

 


27 maggio 2011
venerdì della V Settimana di Pasqua
"A chi riversare il vostro cuore....? Io sono il vostro Amico"

"Mia piccola Maria, entrando nell'anima, Io ne vedo ogni cosa; tutto mi è aperto e rivelato; ne vedo le intenzioni e i desideri, ne vedo le creature per cui prega, ne vedo le lacrime, ma mi compiaccio anche della parola detta per amore, pregata e offerta per il bene.

Stasera nel Vangelo io vi dico: "Vi ho chiamato amici!". Desidero essere il vostro Amico, nessuno lo desidera quanto Me! Per vivere però un'amicizia c'è bisogno di un rapporto, ci vuole il dialogo, la parola, la condivisione, lo stare accanto nel tempo del dolore come della prova. Ci vuole la comunione, Se non c'è questa comunione, se non c'è condivisione, come può sussistere l'amicizia? Io cerco, ma perché l'uomo mi tiene lontano da Lui? Perché mi rifiuta e mi allontana? Da un amico ci si apre il cuore, ci si confida, si rivelano i propri dolori e i segreti, si entra nell'intimità!

Quando si ha bisogno non si va da un estraneo o da un nemico, si và da un amico. Per questo io vi dico: "Chiedete e riceverete, chiedete e vi sarà dato!". Poiché se vivete la mia amicizia il Padre Santo, che è Padre ma anche Amico, se chiedete nel bene non può che concedervelo. A volte vi precede nella richiesta, a volte ve lo concede subito, altre volte si fa attendere, e anche molto, dato che il tempo di Dio non è il vostro. Egli sa che questa attesa darà il maggior frutto nell'utilità della salvezza e della santificazione; ma ve lo concede.
 
Gli uomini quanto si lamentano di essere soli, di essere stati traditi da amici, ingannati, perché allora cacciano Me, il vero Amico? Non sanno quale ricchezza è avere l'amicizia con Dio a cui tutto è possibile, che ha il potere di ogni cosa.

Come mantenere la mia amicizia se non vivendo una vita trasparente nei Comandamenti divini, sia nel vivere la Mensa dell'Eucaristia, nella consolazione di chi non mi lascia solo e viene a farmi compagnia nel tabernacolo? In chi va in mio Nome a recare conforto e sollievo, cura ai malati, ai tanti sofferenti, alle creature che ne hanno bisogno: passi che conducono al frutto della mia amicizia?

Figli miei, il Padre Creatore dell'Eden, il Santissimo Tre volte Santo, l'Altissimo Signore, non disdegna, nella sua divinità, il dialogo con la creatura, di farne partecipe l'umanità; ma è l'uomo che rompe questa Alleanza, che si ribella e si allontana da Lui. É sempre l'uomo che spezza, nel peccato, l'unione con Dio. Ed è sempre Dio che è pronto a riallacciarla. Vuole però che la creatura ritorni nel pentimento, che pianga il suo errore, ma continuamente e pienamente pronto a riabbracciarla con il sorriso.

Tornate a Me, al vostro Gesù! Io mi pongo e mi offro come Amico e proseguo con voi nella strada della vostra esistenza. Chi vi asciuga le lacrime quando siete abbandonati...? A chi potrete gridare nel tempo del bisogno...? Chi ascolta le vostre preghiere...? A chi riversare il vostro cuore...., chi vi prende in braccio nel vostro ultimo respiro per condurvi in Cielo...? Io sono il vostro Amico. Ti benedico".

 


29 maggio 2011
VI Domenica di Pasqua
"Maria è simile a Luce trasparente, nella quale vive il Fuoco di Dio"

"Mia piccola Maria, per questo ti nutro, per far sì che tu ti ritempra e riprenda il cammino. Ecco, viene il Consolatore; viene per portare consolazione a cuori sì tanto tristi e pieni di amarezza. Viene per portare fortezza a tante braccia così stanche per le numerose battaglie; viene per portare l'amore dinanzi a tanta tiepidezza e disamore. Viene lo Spirito poiché sa che l'uomo senza di Lui nulla può: Egli è l'Energia purissima e santissima che vi dona la Grazia di vivere il vostro cristianesimo. Vi dona la coerenza, la vitalità perché proseguiate la via. Egli è Colui che vi tiene le braccia alzate al Cielo, che vi tiene gli occhi e il cuore rivolti a Dio, che vi dà la fortezza della testimonianza, che vi apre la bocca nella parola, e parla.

Il cristiano è segnato dal segno della Croce. è perseguitato simile al suo Maestro, vive la battaglia, spesso è incompreso. Se egli non vive tutto questo non vive un cristianesimo vero; tutto ciò è la firma che timbra l'autenticità del suo cristianesimo. Lo Spirito dà vita. Egli soffia su di voi il suo Alito vivificante e così, come ridona corpo alle ossa inaridite nel Giudizio, riformerà vita in esso: così soffia a ridà vita all'anima, energia allo spirito, ardore nel cuore. Lo Spirito vi allieta, lo Spirito vi fortifica. Chiedete allo Spirito Santo, invocatelo!

Andate dalla Madre, la Sposa del Santo Spirito, che non si discosta per un istante dal suo Pensiero e dalla sua Energia santificante; Ella se ne irradia simile ad un Fuoco che arde, e tutta La pervade, come un Sole cocente e radioso, che interamente La illumina, e nello stesso modo si fa fresche acque delle sorgenti divine che scorrono continuamente e si riversano su di Lei, colmandoLa dei Doni dello Spirito Santo, e ne trabocca. L'Alito Santo dello Spirito soffia in Lei perennemente, e tutta ne è infusa e vivificata. Maria è simile a Luce trasparente, nella quale vive il Fuoco di Dio.

 


31 maggio 2011
Festa della Visita di Maria a Santa Elisabetta.
"La Madonna è continuamente in cammino:
il suo passo non retrocede e chiama, richiama, intercede, soccorre"

"Mia piccola Maria, tutto si compie nella Volontà di Dio. Oggi ricordate la Visita di Maria a Santa Elisabetta. É una tappa storica fondamentale perché essa è segno di tutte le visite che la Madonna farà per ogni uomo. Maria è in cammino in ogni tempo, in ogni generazione. Nessuno è escluso dalla sua preghiera e dalla sua intercessione: tutti vuol condurre alla salvezza; ma per i cristiani battezzati ancor con più sollecitudine Ella accorre per condurre non solo alla salvezza, ma alla santità.

Maria va a visitare Elisabetta per portare Me, il Dono eccelso che possiede, ed è la Grazia Santificante che tutto trasforma in bene e nella divinità. Io sono il Bene prezioso e massimo che la Madre mia vuol fare dono ad ogni creatura poiché nel mio possesso possiede ed ha la Vita. La Madonna è continuamente in cammino: il suo passo non retrocede e chiama, richiama, intercede, soccorre: mai si stanca per ogni figlio. Ella è l'Itinerante che mai ha posa per il Piano della salvezza umano; lo era non solo nel piccolo chiuso della sua casa di Nazareth, ma la Madre mia era in cammino con l'adorazione, la preghiera e il servizio, in cammino nel circondario di Nazareth, sollecita nel soccorso alle famiglie nel bisogno, in viaggio nella mia vita pubblica per darmi sostegno, e ancora avanzerà dietro di Me nel percorso della via del dolore, bagnata e fecondata dal mio Sangue e dalle sue lacrime.
Maria và e non si ferma anche dopo per sostenere la Chiesa nascente. E sempre, pure dal Cielo, Lei guarda i figli della terra e và a visitarli. Come non vedere, non riconoscere la visita di questa Madre? Bisogna farsi simili ad Elisabetta, che accorre gioiosa verso Maria: al suo saluto l'accoglie in casa, apre la porta alla sua ospitalità: e la Grazia Santificante in Me, con la sua benedizione, scende e porta i suoi effetti. Se le porte rimangono però chiuse e non L'accolgono, se al suo richiamo non le si và incontro e si rimane muti e La si rifiuta, la Grazia Santificante con la sua benedizione non scende e non porta i suoi effetti.

Andate dalla Madre che chiama e bussa ai vostri cuori! Aprite! Ella vi porta Me, suo Signore e suo Figlio, per farvi nascere all'Amore di Dio, per rendervi degni figli di suo Figlio. Ti benedico".



E in fondo al quaderno così leggo:

"...Cosa può rimanere se non il bene concretamente fatto? Figli miei, non vergognatevi di Me, come dice stasera il Vangelo. Siate simili alla terra, nascosti e operosi nel mio Nome. Tanto più avrete operato nella santa umiltà e nel nascondimento di voi, tanto più sarete grandi in Paradiso. Io stesso vi presenterò e vi sarò "Testimone" dinanzi al Trono del Padre mio!".