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sabato 16 dicembre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di dicembre 2003, dicembre 2008, dicembre 2009, dicembre 2010,
dicembre 2011, dicembre 2012, dicembre 2013, dicembre 2014, dicembre 2015, dicembre 2016 e quelle dedicate al Cuore Immcolato di Maria

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Luglio 2011

"Dinanzi alle ombre che si addensano, Io riporto la luce, riporto la pace"

 

 

 Ave Maria!

 

1 luglio 2011
 venerdì della XIII Settimana del Tempo Ordinario
Festa del Sacro Cuore di Gesù
"Venite a Me che sono mite ed umile di Cuore,
dato che solo nell'umiltà e nella mitezza vivete bene l'amore"

"Mia piccola Maria, …ma ecco che, dinanzi alle ombre che si addensano, Io riporto la luce, riporto la pace. "Venite a Me, voi che siete stanchi ed oppressi, dice il Vangelo di stasera, ed Io vi ristorerò!". Ove trovare questo ristoro a tante pene, ai dolori, a tante croci? Nel mio Cuore troverete il ristoro. Esso è Fonte che trabocca di amore continuo e ne disseta perennemente chi vuole venirne a bere. Il mio Cuore vi dona l'amore, l'amore mio, quell'amore che è forza che vi eleva e vi dona eroismi di fronte a chissà quali difficoltà; vi offre vigore di fronte a quali grandi sacrifici: sovrasta e supera i molti problemi, le croci, i desideri. Diventa prioritario nell'esistenza: la vostra croce nell'amore si fa soave e leggera dato che Esso si fa leva che non permette che pungoli gravemente sulle spalle. Si fa Cireneo che sostiene e aiuta; è realtà che dà speranza e senso al vivere, luce della mèta da raggiungere per vivere in perfezione ciò che è l'Amore.

Perché l'uomo pecca? Perché cade nel peccato? Come mai finisce per idolatrare le cose del mondo e ne va alla ricerca continua? Perché non ama, non conosce: non ha fatto l'esperienza dell' Amore divino, quell'Amore in cui l'uomo si supera, ne è appagato e ne vive. Venite al mio Cuore divino e Lo ricevete in abbondanza, quanto ne vorreste. Venite a Me che sono mite ed umile di Cuore, dato che solo nell'umiltà e nella mitezza vivete bene l'amore. La mitezza e l'umiltà sono le acque che si riversano sugli incendi e li placano, sono la pace che scende su tante ribellioni, sono la copia che vi fa vivere ciò che Io sono: in esse voi solo amate. Ti benedico".

 


2 luglio 2011
sabato della XIII Settimana del Tempo Ordinario
 "Oggi voi celebrate il Cuore Immacolato di Maria e il mio preziosissimo Sangue…"

"Mia piccola Maria, sono con te nelle tue battaglie: il nemico cerca di intimorirti con esse, ma Io sono con te per vincerle (*).

Oggi voi celebrate il Cuore Immacolato di Maria nel 1° sabato del mese, e il mio Preziosissimo Sangue: quel Sangue divino che ha offerto a voi la salvezza, Farmaco immortale che risana da ogni male, la cui vita è infinita e perenne, fonte di grazie innumerevoli. Quel Sangue Santissimo che ha lavato la vostra sporcizia, ha purificato la sozzura del peccato per far sì che, rinnovati e puliti, poteste accedere al Regno.

…Quale è la similitudine, cosa unisce il Cuore della Madre al mio divin Sangue? É dal suo Cuore che ha preso vita: si è formato il Cuore mio. É dal suo Cuore che è stato pulsato quel Sangue di Maria da venire a formare e nutrire il mio; è dal suo Cuore che ha avuto inizio la possibilità della vostra salvezza.

Invocate, meditate, amate, diffondete l'amore al mio Preziosissimo Sangue! Invocatelo su tutto! Sui vostri cari defunti, sull'intero Purgatorio, sulla Chiesa, sul Santo Padre, sulla vostra discendenza: Esso lava, purifica, rinnova, converte, cambia, fa nuove tutte le cose; spezza le catene del maligno, il peccato, quello occulto, o non riscattato che scende sulla vostra progenie. Il demonio ha terrore del mio Sangue divino: quale fortezza, quale verità, quale valore che ha potere e spezza ogni catena, la più dura, scioglie ogni nodo, il più contorto, risana dalle situazioni più oscure, da tunnel imperscrutabili per gli uomini, goccia dopo goccia Esso aziona il suo potere, scioglie da ogni male; vi lava quel volto che si è infangato da non esser più riconosciuto nella sua deformità dell'anima e lo riforma e lo riscopre bello alla sua originaria bellezza, simile ad un bimbetto che ha appena ricevuto il Battesimo.

La preghiera che tu mediti, ogni giorno, dell'offerta del mio divin Sangue, così come ti indica il tuo padre spirituale, è già conosciuta nei vari testi di preghiera, ma và meditata nella mente, ampliata nella sua conoscenza, amata nel cuore, e diffusa ovunque, sicché viva in voi, vi ricopra, ne portiate il segno. Seppur non se ne vede esternamente, uniti poi all' Eucaristia, Esso vive e scorre nelle vostre vene, e voi portate ovunque il Farmaco di salute divino, e così ne allontanate il nemico, guarite la vostra anima, la vostra esistenza da tanti mali incomprensibili, causati del demonio; vi dona forza nelle prove.

Meditate quando e come il mio Preziosissimo Sangue è stato profuso nei suoi tempi; adoratelo già presente nella mia Persona, anche se non già versato perché Santo e già Sigillo di donazione e Offerta. Adoratelo nella mia Circoncisione quando, piccolo Bimbo di pochi giorni, nella mia tenerissima Carne, vengo lacerato e il mio Sangue si unisce alle mie lacrime e alle lacrime dei mie Genitori.

Chi viene a consolare il mio Sangue sparso?... Meditate il Sangue profuso nella notte del Getzemani quando, per il terrore, il buio di ogni tenebra è talmente terribile da farmi sudare Sangue che scorre fino a terra. Chi viene a raccoglierlo…? Meditate ed offrite il Sangue della mia Flagellazione quando l'intera mia Carne è uno squarcio e mi ricopre come mantello rosso che và a bagnare gli stessi flagellatori. …Chi viene a tamponare tanta ferita?... Offrite il Sangue della Coronazione di spine quando, per il dolore delle bastonate sul Capo, esse s'infiggono profondamente e il mio Volto è una maschera di Sangue e di Lacrime. …Chi viene a pulirmi il Volto?...

Meditate ed offrite il Sangue mio, versato nella Via Crucis, quando le mie orme bagnate di esso, rimanevano stampate nel suolo per le cadute, le percosse, e piaghe aperte, particolarmente della spalla che sanguina e si scava per il peso della Croce; per lo strappo della tunica che aderiva alle piaghe che tornano a sanguinare…

Chi viene a percorrere e seguire i miei passi, a pregare con mia Madre per la Via e sostenermi…? Meditate il Sangue travasato nella Crocifissione, agonia e morte, quando dalle piaghe dei chiodi rigoglioso questo Sangue si effonde e mi copre, si raggruma come un abito rosso: copre la Croce, si riversa sulla terra, bagna le creature sotto la Croce, la Madonna e gli stessi crocifissori. Chi rimane sotto la Croce a contemplarlo, ad adorarlo?...

Meditate il Sangue della lancia al Cuore, quando nel suo squarcio, l'ultima goccia ne viene versato, e mia Madre versa le sue Lacrime: Lacrime e Sangue che si uniscono nelle Braccia sue tra le quali vengo deposto… Chi si unisce al suo pianto?... Chi mi tiene tra le sue braccia e lascia che il Sangue lo copra…?

Meditate e offrite il pianto di mia Madre! Le sue Lacrime sono il Sangue dello Spirito, di un dolore inenarrabile che lava, purifica, rinnova. Chi Le tiene compagnia…?

Meditate e donate le lacrime di San Giuseppe, che si è unito alla mia Redenzione con i suoi dolori: offritele! Sono preziose. Egli si ricorderà di voi. Il Cuore buono e Santo di Giuseppe provvederà al vostro dolore. Chi vuole scoprire e onorare il pianto segreto e nascosto di mio Padre?...

Meditate e offrite il Sangue dei Martiri, dei Santi, degli Innocenti, le vite dei giusti, le morti benedette, la carità, il bene, l'amore vissuto da tutta l'umanità, i Sacramenti vissuti, tutta la preghiera fatta, ogni atto d'amore. Offrite le sofferenze e le lacrime di tutti gli uomini di ogni tempo e anche il peccato che si è riscattato nel mio divin Sangue ed è divenuto risurrezione e vittoria: tutto mio Sangue a rigenerazione di vita nuova.

Date, offrite il sangue e le lacrime della vostra discendenza, il bene vissuto e la sofferenza patita, il sacrificio, la fatica e il lavoro: tutto ciò che è stato buono, il peccato che è stato riscattato e convertito, e offrite il vostro peccato e quello dei vostri avi che non è stato ancora riscattato, particolarmente quello occulto fino dalle primarie origini, perché, immergendole nel calice del mio Sangue in tutte le Sante Messe celebrate, in quelle che avete la grazia di partecipare, voi risanate la discendenza per riformare a generazione nuova, spezzate antichi patti col nemico e acquistate la vittoria a nuova risurrezione. Tale peccato, che porta conseguenze, non avrà più potestà o diritto: esso viene distrutto in Me.

Offrite il Sangue e le Lacrime in tutte le Sante Messe celebrate: dall'ultima Cena a quelle sino ad oggi, a quelle che si celebreranno sino all'ultimo dì, perché discenda sull'intera umanità, su ogni situazione, sulla Chiesa e il sacerdozio, sul Purgatorio o i moribondi … Il mio Sangue, se così pregate e diffondete, laverà il male, propagherà il bene e aiuterà a ricreare una creazione umana ad immagine del vostro Salvatore e Maestro. Non lasciate il mio Sangue disperso in terra…! Dategli valore, e fatelo fruttare attraverso di voi, figli miei! Ti benedico".

(*) É da ricordarsi che, e lo ripeto, che quello che dice Gesù, parlando alla piccola Maria, lo dice anche a tutte le mamme e a tutte le anime tribolate di oggi…(don Armando Maria).

 


4 luglio 2011
lunedì della XIV Settimana del Tempo Ordinario
"Andate verso l'alto, guardate fisso a Me, al mio Sguardo"

"Stasera la Parola vi presenta la Scala di Giacobbe, la Scala luminosa che conduce al Cielo, e che ogni uomo deve salire per giungervi. É una scia di Luce, ma comporta il sacrificio con la sua salita, lo sforzo e la lotta, il combattimento contro il mondo che dissente ad essa, contro sé stessi e contro il nemico che la insidia e cerca di farvi cadere. Per quelli che avranno perseverato e osato, giunti alla sommità della scala, riceveranno la Benedizione di Dio: Egli porrà le mani su di loro e dirà:"Sei figlio mio, vivi!". Dovete guardare fissi a Me per andare in alto alla mia Meta: non retrocedere, non guardare verso il basso …precipitereste, cadreste e perireste verso gli abissi. Beati quelli che andranno avanti! I Santi sono coloro che, eroici, pur nelle grandi difficoltà e tribolazioni, non si fermano: essi giungeranno primi alla sua cima. Molti si fermano alla sua metà e proseguono poi in Purgatorio l'ultimo tratto, dato che solo quelli che l'hanno portata a termine entrano in Paradiso.

Molti figli, pur se caduti, ritemprati e fiduciosi, rinvigoriti di tale esperienza che ha loro insegnato, riprendono a salire. Altre creature rimangano a salire gli stessi primi scalini, non riuscendo oltre, ma per l'intera vita persistono, Iddio premierà la buona volontà, il sacrificio con cui hanno amato; per questa offerta il Signore li aiuterà poi a terminare il percorso nelle molteplici grazie, negli aiuti che Egli dona. Ma poveri quelli che si fermano a terra! Essi non vogliono sacrifici per elevarsi… s'affondano, s'impantanano, e rimangono sepolti nella stessa terra, nei suoi androni oscuri.

Andate verso l'alto, guardate fisso a Me, al mio Sguardo: Io vi aiuto, vi prendo le mani, vi pongo gli Angeli tutt'intorno, che con le loro ali vi sorreggano. Cosa ha dato forza e senso alla salita della Scala se non la fede? E cosa accomuna il Vangelo di stasera alla Scala da salire se non la fede? É per la fede che la fanciulla morta riacquista la vita, e ugualmente l'emoroissa la salute: premiate poiché, nonostante le delusioni, le derisioni e l'incredulità degli uomini, essi perseverano fiduciosi, pregano, lottano e combattono per la mia Parola, e salgono la Scala; sicché Io pongo le mani sopra di loro e dico: "Figlio, vivi!".

Guardate fisso ai miei occhi, e datemi le mani: Io vi pongo tutt'intorno gli angeli per sostenervi. Essi vi sorreggono e vi offrono le loro ali per non farvi cadere. Siate fiduciosi!. Ti benedico".

 


5 luglio 2011
martedì della XIV Settimana del Tempo Ordinario
"I sacerdoti e gli esorcisti si devono porre in battaglia"

" Mia piccola Maria, quando la speranza sembra che si spenga giunge l'aiuto di Dio; e il Signore viene inaspettatamente con le sue sorprese.

Stasera la Parola ripresenta la lotta di Giacobbe con Dio: Per l'intera notte egli combatte con l'Onnipotente, e cosa è, cosa significa questo combattimento? É la lotta dell'uomo con sé stesso per plasmarsi, per uniformarsi ai desideri, alla Santa Volontà del Padre Santissimo. Ognuno di voi, l'intera umanità, la Chiesa è chiamata a non rimanere passiva, inerte dinanzi agli eventi della vita, delle situazioni e delle scelte che comportano, ma porsi in combattimento con sé stessi per la propria conversione per modellarsi ai Santi Voleri di Dio, per trasformare la propria natura decaduta, istintiva, carnale, al combattimento nel Bene Sommo che vi offre il Signore. L'umanità deve lottare contro il male continuo che dilaga, le leggi errate, le tradizioni cattive e tutto ciò che è ingiusto e contrario alla Sacra Legge divina.

La Chiesa deve combattere per la difesa dell'uomo e dei beni di Dio. Io, il Maestro e Signore Gesù, nella mia natura umana, quanto ho combattuto, lottato ed agito per il bene, la verità e la giustizia. Tutta la mia vita è stata una lotta per accogliere l'amaro Calice postomi dal Padre amatissimo, ho lottato contro l'incredulità, l'incomprensione dell'uomo per dare luce alla conoscenza di Lui, alla Verità. Ho battagliato contro le forze oscure del male, contro il diavolo che si erge contro l'Altissimo e per distruggere le creature.

La Chiesa è la prima chiamata a lottare per la salvezza delle anime: con le Sante Messe, con la preghiera, con la benedizione e il soccorso; ma ancora più a lottare contro il diavolo che attacca la sua Istituzione e attacca i suoi figli. Chiedete e implorate al Signore Dio santi sacerdoti che si pongano dinanzi a difesa e, simili a Giacobbe, combattano in sé stessi per plasmarsi alla santità, e per invocare il dono di molti esorcisti, dato che oggi il mondo è invasato e le creature così vessate. Il demonio prende nel peccato così diffuso e ne acquista potere: potere sulla natura, sulla salute, sulla conduzione anche degli eventi, poiché plasma al male le menti.

I sacerdoti e gli esorcisti si devono porre in battaglia, armati con una vita santa, con una orazione profonda, con la mortificazione personale, con un'umiltà vissuta. Sacerdoti, fate esorcismi, benedizioni, diffondete i sacramentali, imponete le mani sulle creature e invocate, invocate lo Spirito Santo per i meriti del Sangue di Cristo:…quanti mali, quante malattie verrebbero sanate perché provenienti dal nemico! Il cristiano non può essere passivo e inerme, rimanere neutro…, è chiamato ad essere un combattente per la gloria di Dio! Ti benedico".

 


6 luglio 2011
mercoledì della XIV Settimana del Tempo Ordinario
"Come riconoscere i doni preziosi che Iddio offre nello Spirito?"

"Mia piccola Maria, stasera la Parola vi presenta Giuseppe dal cuore misericordioso e le mani provvide. Giuseppe anticipa, nel suo essere pietoso e caritatevole, il mio Padre Giuseppe, il cui Cuore è tutta Provvidenza. Giuseppe, cacciato dai fratelli ed esposto al rischio della sua vita, non li ripaga con la stessa moneta, ma li accoglie educandoli nel perdono e nella carità. Le sue mani li arricchiscono di beni e di pietà. Tanta carità gli sarà premiata.

Nel Vangelo Io ribadisco: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!", poiché tutto avete ricevuto dal Signore, e siete chiamati a far fruttificare i beni dati nella vostra esistenza. Nessuno nasce senza dono. La stessa vita è un bene ricevuto dal Creatore, nel respiro e nel battito del cuore, che vi fa sussistere, nella terra sulla quale poggiate il piede, il pensiero e la parola, l'energia al lavoro, le capacità, la famiglia o la vocazione religiosa. Ognuno nasce per essere ricco di Dio; pure coloro che voi vedete meno fortunati perché sofferenti:essi nascono per l'utilità di un disegno prezioso che si attua nella Volontà del Padre per il bene comune alla salvezza e alla ricchezza della santità.

Divenite perciò lavoratori grati che si attivano riconoscenti per i doni ricevuti per rioffrirli come primizie a Dio che li santifica e li trasforma in bene per i fratelli. Se li chiudete in voi, al possesso della vostra persona, tanto più ve ne appagate e vi arricchite per ammassare nei granai del mondo tanto più v'impoverite per i granai del Cielo. Tanto più date e vi fate Carità tanto più vi fate i ricchi, i grandi ricchi del Cielo. Quanto più il cuore si fa virtuoso e nobile tanto più il suo posto sarà tra i nobili dignitari intorno al Trono di Dio. Date senza timore! Benedetti coloro che non temono di perdere sé stessi a questo mondo! Più avranno le mani aperte nel dare e più il Padre le ricolma di nuovo perché possiate fare il bene.

Cosa colpisce il vostro sguardo in un orto e il vostro plauso se non la pianta più colma di frutto? Cosa compiace di lode in una aiuola se non quella più adorna e ricolma di variopinti fiori? Cosa attira la compiacenza del Signore se non un'anima che porta in sé l'immagine del tesoro della sua bontà? Come riconoscere i doni preziosi che Iddio offre nello Spirito? Quando appartengono al demonio essi vengono vissuti per sé stessi per averne profitto, per avere vantaggi umani, e a propria gloria. Mentre i carismi di Dio vanno per aiutare i fratelli, dimenticandosi di sé, vissuti per puro amore e senza altro interesse che la carità. Ti benedico".

 


9 luglio 2011
sabato della XV Domenica del Tempo Ordinario
(Santa Messa prefestiva)
"Io sono il Seminatore che spargo continuamente il seme"

"La Parola vi presenta stasera il seminatore. Io sono il Seminatore che spargo continuamente il seme perché nasca la pianta dell'anima vostra a santità. Per tutta la vita Io spargo semi, continuamente, attraverso incontri, persone, eventi, esperienze, letture, per far sì che tutto porti alla semina massima della Parola di Dio e al suo nutrimento nella Eucaristia, perché germogli. Da questa semina deve nascere la nuova pianta del vostro essere. Siete tutti diversi: ognuno ha la sua fioritura e il suo frutto, ma tutti debbono accogliere la semina per dare modo che nasca la pianta a gloria del suo Creatore. Ancor prima Iddio ha creato il solco perché possa essere in grado di accogliere il seme, ogni mezzo perché possa riceverlo. Come mai allora questo seme spesso non è accolto e non avviene il raccolto della semina?

La parabola ve lo dice: per la durezza del terreno, che è durezza dei cuori, per la superficialità, dato che dopo il primo entusiasmo, il primo impatto gioioso, alla prima difficoltà o dolore lo si rifiuta, lo si estrae da sé. Perché non si ha cura del seme e della semina, né del germoglio nato, e allora lo si lascia invadere dai vermi che lo corrodono, dai corvi che mangiano le tenere piantine e non ne permettono più la crescita. Cosa fare allora?

Figli miei, Iddio dona gli stessi mezzi perchè il seme attecchisca e cresca; bisogna che ci si volga al Sole di Dio, alla sua adorazione, al nutrimento della sua Eucaristia, che ci si faccia fecondare e ricoprire della pioggia della grazia dei sacramenti che lavano e formano, e c'è bisogno della vostra cura e del vostro lavoro su di essa per far sì che venga su bene.

Se la pianta cresce è perché formata dal suo Creatore, a Lui va presentata e offerta per avere continuamente vita. E poi, formata a pianta, voi vi fate anche frutto che porta semi, sicché vi fate semina che fa a sua volta germogliare. Ti benedico".


10 luglio 2011
XV domenica del tempo Ordinario
" Iddio sparge il suo seme con la sua benedizione,
ma perché porti frutto bisogna che il solco sia aperto"

"Mia piccola Maria, Io sono con te e tu sei con Me. Oggi la Parola vi presenta ancora la parabola del seminatore: Dio benedice i germogli della vita, i germogli della vita naturale, delle piante del Regno animale, e quella della discendenza umana. E tanto più la famiglia dalla quale si discende è unita alla sua Benedizione nella preghiera e nella carità, tanto più ne uscirà una figliolanza santa. Iddio sparge il suo seme con la sua Benedizione, ma perché porti frutto bisogna che il solco sia aperto, accogliente, generoso, per far sì che attecchisca, sia fecondo e nasca il suo germoglio. Cosa fare perché i solchi non rimangano chiusi? Come aprirli?

Figli miei, ci vuole la preghiera che diviene la rugiada, con le sue lacrime, che ammorbidisce, rende umida tanta secchezza, tanta aridità, e possa così recepirlo. Ci vuole il sacrificio che diviene, con il suo sudore, la supplica offerta che spezza il duro delle pietre che lo ostruiscono. C'è bisogno della vigilanza amorosa che scaccia gli insetti velenosi e gli animali rapaci che non permettono germoglio.

Vi fate, in questo modo, collaboratori del Grande Seminatore, del Cristo Signore: i suoi contadini, che Lo aiutano nella semina preparandogli il terreno per far sì che il seme sia accolto, entri, e ne nasca pianta sana a santa che porta in sé il tratto del suo Seminatore.

Dio benedice la famiglia dell'uomo, e tanto più essa ha ricevuto e dato in Dio, tanto più ne nascerà una figliolanza santa. Come portate i tratti fisici dei vostri predecessori così portate in voi l'eredità della Benedizione del Padre Santissimo nella discendenza dello spirito formato e arricchito dai vostri antichi padri. Ti benedico".


12 luglio 2011
martedì della XV Settimana del Tempo Ordinaria
"Guai a te, Roma, che dovevi essere Luce riflettente di Dio!"

"Oggi il Vangelo vi ammonisce e vi richiama alla conversione. "Guai a Corazim, guai a te, Sidone e Cafarnao, poiché se i miracoli fatti nelle vostre città fossero stati fatti a Sodoma e Gomorra di certo esse si sarebbero vestite di sacco e fatto penitenza e avrebbero così vissuto. Guai a voi, oggi vi dico, città cristiane, poiché per i beni ricevuti dovreste essere state testimonianza viva del mio Vangelo, invece non vi siete piegate alla Volontà Santissima del Padre e della sua Legge divina, non avete fatto di conseguenza barriere al male che ha invaso il mondo, perché se così aveste vissuto nel suo Insegnamento, sareste state investite dalle Acque Santissime del Padre che vi avrebbero santificate e lavate in esse. Sareste state tale testimonianza di Verità che il mondo si sarebbe convertito!

Guai a te, Roma, che dovevi essere Luce riflessa di Dio, e ovunque nella terra intera dovevi riflettere i raggi della sua Santità, ed essere Segno… mentre quanto male ti ha invaso e ricoperto le strade e le mura, e quanto male penetrato all'interno della stessa Chiesa! Sicché non avendo incarnato il mio Vangelo, quanta terra non si è convertita!

Guai a voi, "Terra della mia Nascita", in cui si è profusa la mia Parola e il mio Sangue, perché non avete aderito, non vi siete piegati ad una vita vissuta, aderente e unita ai divini Comandi; se così fosse stato quale testimonianza per il mondo intero!

Guai a voi, città pure di altre religioni, poiché se i cristiani e gli ebrei maggiormente sono responsabili, dato che sono tutori della Santa Parola di Dio, anche nelle vostre coscienze il Padre ha stampato la Legge del bene e del male, e voi non la seguite. Perché simili a Mosè che si è lasciato trasportare dalle acque del Creatore e si è salvato, si è fatto poi depositario, con la sua esistenza, dei divini Dettami, così tutti voi siete da Dio chiamati continuamente alla conversione.

Come la chioccia che richiama per raccogliere i pulcini, così come a Gerusalemme, così ho fatto con ognuno di voi, e non avete voluto. Sicché se non per amore, se non per gli inviti d'amore, con che vi potrò salvare se non con la sofferenza? É ancora la sofferenza il mezzo di salvezza che permetterà che le vostre città non periscano e non se ne perda traccia, simile a Sidone e Gomorra e altre, ma possano continuare a vivere in Me. Ti benedico".


14 luglio 2011
giovedì della XV Settimana del Tempo Ordinario
"Fatevi Roveti ardenti, piccoli Falò d'amore
che prendono la loro fiamma dal grande Roveto"

"Mia piccola Maria, la Misericordia dello Spirito di Dio discende e tutto ricopre, solleva e innalza sempre più verso l'alto. Divenite Roveti ardenti… fatevi Roveti ardenti, piccoli Falò d'amore che prendono la loro fiamma dal grande Roveto che non è altro che Fuoco che ama e arde nella santità che vi chiede di assimilarvi a questo Amore, che è Fuoco d'ardore; mentre tutto ciò che è freddo, è gelo, è ghiaccio che appartiene al nemico, e non ama.

Come farsi tali torce di calore se non vivendo l'amore nella santità della Legge divina? Da dove sono tratti i divini Comandi se non dalla Fiamma di Dio, che è Santissimo, e mai si estingue? E come poter poi esser fedeli a tale Legge e mantenere e infuocare maggiormente, ulteriormente, questo Fuoco? Lo dice il Vangelo stasera: "Fatevi piccoli, umili, fiduciosi", e tanto più lo sarete e tanto più il Padre stesso si prenderà cura di voi. Più sarete abbandonati e vivete nel cuore la Santa Infanzia tanto più Iddio vi prende per mano, ed Egli vive per voi la Santa Legge. Come lattanti ponetevi sulle sue ginocchia, con il capo riverso al suo Cuore, o ponetevi sulle ginocchia della Madre e riversi al suo Cuore: sguardo allo Sguardo, cuore al Cuore, alito nell'Alito: Iddio riversa, infonde in voi il Fuoco del suo Spirito, il Fuoco del suo Amore, sicché vi fate Falò, piccoli Roveti ardenti che continuamente si accendono e si alimentano nel suo Amore: Roveti che ardono e più non si spengono, la cui Fiamma emana quel calore, sì da scioglier il ghiaccio di tanti cuori, di riscaldare le freddezza di tante anime... e quanti fratelli torneranno a vivere!".


17 luglio 2011
XVI domenica del Tempo Ordinario
"Mai come in questo tempo il campo del mondo è riempito di zizzania!"

"Mia piccola Maria, stasera la Parola vi presenta la parabola del grano buono e della zizzania. Il seme buono che viene seminato dal Creatore nella pianura del mondo: seme buono, poiché dalle mani del Padre non può nascere che ciò che è buono, ma poi in mezzo al seme buono nasce e cresce non solo il grano sano, colmo di chicchi, ma anche la zizzania, le erbacce, gli steli aridi, quel grano malato vuoto, secco. Come mai avviene questo? Perché il seme si è inquinato, corroso, devastato, e da buono si trasforma in cattivo. É così dai tempi più antichi: per molta parte di sé da bene si trasforma in male, da sano a malato.

Come mai il Padre Santissimo non separa, non distrugge la zizzania? Non la distrugge per far sì che il grano buono abbia la possibilità di trasformare, di cambiare la zizzania in sé, nella bontà della sua sostanza. Perché la zizzania e il male non abbiano a giustificarsi dicendo: "Non ci hai dato mezzi e tempo per cambiarci!". Perché sia dato al grano, al bene, la possibilità della santificazione, il Signore dà il massimo valore e utilità ad ogni cosa creata.

Come mai avviene questo cambiamento del seme buono ad erbacce? Come dice la parabola: ci si addormenta, non si è vigilanti, e allora il nemico, il diavolo, trova il campo indifeso e vi porta la sua corruzione, la sua devastazione; corrompe ed inquina in modo tale che la stessa zizzania cerca persino di ricoprire il grano buono. Cosa fare? Siate vigilanti nella preghiera e nella carità, dato che se il male, il peccato, è contagioso e avanza, come avviene nel fisico, ove i batteri, i virus, attaccano e sono contagiosi e portano malattia, similmente avviene nel bene, la cui forza e valore è maggiore e, per quanto più silenzioso, opera e si diffonde, s' irradia e porta la sua salute. (*)

Mai come in questo tempo il campo del mondo è riempito di zizzania! Ma, pure se meno, il grano buono c'è, ed Io non permetterò che esso venga ricoperto di rovi e spini, sopraffacendolo. Io, il Signore, interverrò, e ne farò, da quel poco, un campo, ondeggiante di messi dorate, ricche di chicchi, dal quale nascerà un Pane buono che nutre l'umanità a santità. Ti benedico".

(*) Mt. 13, 25: "Ma mentre dormivano, venne il nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Poi quando lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania…".