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venerdì 20 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Novembre 2012

"Perché c'è la vostra fine mortale, quella dei vostri tempi malvagi, e poi la fine del mondo? "

 

 

Ave Maria!

 

1 novembre 2012
"Il Regno dei Cieli, che è il luogo e lo stato delle delizie e del diletto,
è la glorificazione della croce vissuta in terra"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa celebra la festa di tutti i Santi; e cosa Iddio ha preparato per i suoi Santi? Il Regno dei Cieli, che è il luogo e lo stato delle delizie e del diletto, è la glorificazione della croce vissuta in terra. In esso l'iride di mille colori, a voi sconosciuti, lo colora d'oro e d'argento, e di luce profusa l'irradia; le melodie sublimi lo rallegrano, al cui suono, se voi ne sentiste un accento, ne svenireste per la perfezione della sua armonia. Là sono profuse le bellezze di un creato spirituale, che porta l'impronta della creatività, della magnificenza, della meraviglia dell'Essenza di Dio: e parte dal Cuore delle Tre Santissime Persone. É l'emanazione di un Amore infinito che compenetra e colma i Beati, facendoli tripudiare di gaudio; è una felicità che si comunica nella comunione dei Santi che entrano e si fondono l'uno nell'altro per godere dei tesori che essi stessi offrono e che ne accrescono la gloria.

Le anime si ricongiungono ai propri cari, agli affetti persi nel tempo umano, che si ricompongono per vivere di un amore nella pienezza della Beatitudine. Si tuffano i Santi nel mio Cuore divino e nel Cuore della Madre, e si rallegrano con gli Angeli ritrovati amici nella loro rivelata percezione.

É il Regno che è: luogo e stato della perfezione della Grazia e della bellezza nella gioia piena. Non si può descrivere a parole umane ciò che il Signore ha preparato per voi… Cosa è il Paradiso?… Per capirlo, comprenderlo, dovrete prima divenire carne spirituale santificata per accedere, assimilarlo e viverne.

Il demonio fa di tutto per farvi attaccare a questo mondo perché non giungiate a possederlo, dato che sa, conosce, le sue meraviglie: che il Cielo è la vita vera che il Padre Santissimo vuole dare a tutti voi. Ogni bambino nasce per essere santo, anche quello che poi si farà malvagio… ma voi non trattenete il vostro cammino al loro sguardo: anelate alla santità, pregate i Santi che vi si fanno vicini, come anche le anime purganti: vengono a soccorrervi nel tempo della croce, e vi aiutano a far sì che sia per voi risurrezione e glorificazione.

Come poter accedere al Cielo? Il vangelo oggi vi risponde: vivete le Beatitudini: siate poveri in spirito, misericordiosi, miti, umili. Accogliete le sofferenze, le persecuzioni in mio Nome… Vivete in questo stato; il Padre Celeste non si scandalizza delle miserie a cui Egli supplisce, ma vuole la vostra buona volontà; vuole Il sacrificio, l'adesione a vivere il suo volere divino, e basta un poco perché lo Spirito Santo penetri con la sua Grazia e vi formi a santificazione. Siate pazienti, accogliete la vostra croce, amando: vi farete santi e aiuterete gli altri a farsi santi. Il Cielo sarà l'esultanza dell'esser venuti alla luce dell'esistenza. Ti benedico".

 


 

2 novembre 2012
"I defunti vivono: vivono nel luogo e nello stato
che si sono scelti con la loro vita terrena"

"Mia piccola Maria, tuo padre è salito molto, e si fa sempre più presso Dio… Non lo riconoscereste… vi è vicino e vi aiuta; ti ringrazia per le tue preghiere.

Oggi, giorno dei defunti: ove sono tutti i vostri cari che vi hanno preceduto, coloro che sono esistiti ed ora non sono più, quelli con i quali avete condiviso gioie e dolori, con i quali avete fatto progetti di vita, avete guardato negli occhi, li avete abbracciati, mentre ora le vostre braccia ne abbracciano il vuoto…? Ove sono? Sono tutti dinanzi a Me: miriadi di miriadi senza numero. Eppure Io li conosco uno ad uno: ognuno è presente al mio sguardo, anche fossero stati solo un istante di luce nell'esistenza. Essi sono i viventi, coloro che vivranno sempre sia nella gloria come nella condanna.

Può perire il pensiero, i sentimenti, l'amore, che sono gli ingredienti dell'anima?... può spegnersi l'alito dello spirito che Iddio vi ha immesso?... I defunti vivono: vivono nel luogo e nello stato che si sono scelti con la loro vita terrena; ma mentre i dannati sono i perduti in eterno, e per loro nulla si può più fare, i Santi e le anime purganti vi sono vicini: vi amano, vi aiutano, vi assistono.

A voi è richiesta la carità per le anime sante, che hanno bisogno della vostra preghiera che accelera il tempo della pena e il raggiungimento della gloria. Offrite per loro Sante Messe, il Sangue di Cristo, consacrateli alla Madonna: Lei è lì alle porte del Purgatorio per condurli al Cielo. Spesso Ella vi si reca per esortarli e confortarli, ma ha bisogno del vostro sostegno per far sì che sia accelerata la loro uscita.

Il Purgatorio è doloroso, figli! A secondo del proprio peccato le anime scontano la pena: chi più lieve, nell'attesa nella nostalgia del Cielo, quelle che non hanno ancora luce piena; e chi più grave, quelle immerse in un fuoco purificatorio o altro; ma tutte attendono la vostra carità che le sollevi e le aiuti. Esse poi corrisponderanno in modo generoso, riconoscente, verso di voi nella misura della loro nuova dimensione, aiutandovi nel tempo della prova, nel trapasso, e nelle vostre di prigioni poi.

I defunti fanno meditare e pensare alla morte, pure a quella vostra: passaggio necessario, dato che è il transito che permette di poter accedere all'altra vita. Si nasce per poter vivere bene, in modo che nell' esistenza vissuta nell'amore ci sia una morte nella Grazia di Dio. Io lo attraverso con voi questo pellegrinaggio; con Me voi non lo temerete: vivete in Me per essere poi i viventi della gloria; e avrete dato vita per altri viventi. Ti benedico".

 


 

4 novembre 2012
"Solo se si ama Iddio con tutto sé stessi si amerà in modo autentico e fraterno:
l'amore divino ha per frutto la carità"

"Mia piccola Maria, Stasera nel Vangelo vi viene chiesto. "Quale è il più grande dei Comandamenti?". Ed Io rispondo: "Il primo: amerete il Signore Dio con tutto voi stessi!". Il più grande… dato che da questo amore prescinde ed è concatenato al seguente: l'amore del prossimo. Solo se si ama Iddio con tutto sé stessi si amerà in modo autentico e fraterno: l'amore divino ha per frutto la carità. E come ricevere questo amore? Il Padre Santissimo profonde e vi dona il suo amore per grazia e lo offre già al Battesimo. Toccherà poi a voi… ne avete la responsabilità: saper mantenere e accrescere questo amore, tramite la preghiera, i Sacramenti, la Comunione… Più ne sarete alla ricerca, desiderando, tanto più vi abbandonerete ad esse, e più ne riceverete: ne sarete arricchiti e ne parteciperete.

Come viverlo? Vi è richiesto per questo un atteggiamento fondamentale: l'ascolto! "Ascolta, Israele, ascolta il Signore Dio tuo!", poiché nell'ascolto voi ricevete, acquistate, partecipate del Soffio che Dio alita del suo Amore, tramite l'ascolto della Parola divina, rimanendo, stando attenti in silenzio, senza distrazioni in pensieri inutili o lontani; nell'Eucaristia, vissuta non in modo superficiale, distaccata, ma che sia un tempo di silenzio sacro, profondo, sia nella Consacrazione come nella Comunione, portando e unendo voi stessi.

Nel ringraziamento ci sia il silenzio per ascoltare il Signore che parla al vostro cuore, per colloquiare con Me. Siate in intimità dinanzi al tabernacolo, confidenti amici e amanti: pregate con il cuore. Per ascoltare e ricevere l'amore dovete fare silenzio in voi e con il mondo: è deserto che aiuta nel mio incontro e per stabilire un rapporto, un dialogo, per conoscersi, e amarsi. …Cosa fanno gli innamorati? Si ascoltano l'un l'altro, si frequentano, colloquiano per potersi amare; ugualmente è con Me vostro Signore.

Acquistate questa unione! É il medesimo Spirito Santo che poi vi infonde e vi tuffa verso l'amore dei fratelli, nel servizio. I Santi che sono coloro che più hanno ricevuto, acquisito e condiviso l'amore di Dio, sono quelli che sono stati i più prodighi e proficui verso la carità fraterna con fondazioni di ogni genere verso i poveri, i malati, gli orfani, l'educazione …

Anche le anime claustrali che, pur non operano in modo per lo più concreto, offrono la propria vita al servizio del puro amore divino, che si fa riscatto, riparazione, oblazione al Padre Santissimo e dono per la salvezza degli altri. Ugualmente per i malati, che a Me si offrono: è grande opera di carità la loro che vive e si attua in risposta e corroborata dal motore che la genera: l'amore di Dio.

Figli miei, guardate le tortorelle, i colombi che tubano, che si cercano l'un l'altro… fatevi simili a loro! Cercate e desiderate tubare con Me, come Io cerco e desidero l'anima vostra per amarvi. Ti benedico".

 


 

8 novembre 2012
"Ho compassione degli uomini, così prigionieri di satana,
dai cui tentacoli essi non riescono a divincolarsi, e ne sono legati e schiavi"

"Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo i farisei dicono di Me: "Costui accoglie i peccatori e mangia con essi!". Si scandalizzano e dicono fra sé: "Come è possibile che quest'uomo sia veritiero e puro se accoglie coloro che sono nel male?". Cosa significa accogliere i peccatori e mangiare con essi? Io non partecipo e non accolgo il male del peccatore, ma ho pietà della povertà dell'umanità. Ho compassione degli uomini, così prigionieri di satana, dai cui tentacoli essi non riescono a divincolarsi, e ne sono legati e schiavi. Io vengo ad essi, cammino con loro per condurli, mediante la mia Persona, a sanità e alla salvezza. Mi pongo accanto: chiamo, apro le mie braccia per far sì che l'uomo, nel mio incontro, si veda e scopra il suo vero stato dell'anima, si riconosca prigioniero di satana, e mi dica: "Aiutami!", ed Io accorro a liberarlo; che egli veda e scopra il suo peccato e mi chieda: "perdonami!", ed Io nel mio perdono lo sani e lo riavvolga nel mio abbraccio.

Cosa è mangiare con Me e condividere il pasto con voi? É condividere il Banchetto dell'Eucaristia. Io mi spezzo per voi, mi faccio vostro Pane per nutrirvi e darvi Me stesso. Partecipando a questa Comunione, Io mi attendo che voi spezziate la vostra vita, offrendola a Me, unendola All'Eucaristia. Così facendo, vi fate una mia piccola particola che forma, unite alle altre, il mio intero Corpo mistico, santo e immolato, dato per voi. Se avrete vissuto l'abbandono nella mia accoglienza che sana, voi vivrete del mio abbraccio perenne di gaudio infinito. Se avrete condiviso la Comunione nel Banchetto dell'Eucaristia, vivrete la condivisione del Banchetto divino del Regno dei Cieli, che vi nutrirà a sazietà della felicità nella vastità di un oceano che non ha orizzonti e né confine. Ti benedico".

 


 

9 novembre 2012
"Quante Celebrazioni sono espressioni solo di esteriorità…!
Quanti riti frettolosi, battimani, grida e noncuranza
nei confronti del Santissimo che è presente!"

"Mia piccola Maria, l'Eucaristia è il Farmaco della salute. Essa risana, guarisce, converte: ha potenzialità infinite che ancora la Chiesa non conosce. Quando mi ricevete nella Comunione pregate per i vostri mali, ed Io vi vengo a curare la psiche, il cuore, lo spirito, gli organi del corpo: Io sono la Medicina che risana da ogni male. Nel tempo che mi ricevete Essa si fa cura che dà guarigione.

Stasera nel vangelo Io dico: "Non fate che la Casa di Dio si faccia un mercato!", e con energia e forza lo grido per evidenziare quanto mi stia a cuore l'onore e il rispetto del luogo che è santo perché è Casa dell'Onnipotente. A Mosè che si porta dinanzi al Roveto ardente il Padre, tre volte Santo, gli intima: "Togli i calzari poiché la terra su cui poggi è santa!". Come allora, e continuamente, Io torno a ribadire, anche attraverso questa mia figlia, l'urgenza del comportamento che sia consono alla solennità del luogo.

Se nei miei tempi terreni si veniva al tempio e mi si onorava con le labbra ma spesso si era così lontani con il cuore, oggi accade con più frequenza che mi si disonora anche con la parola. Quante Celebrazioni sono espressioni solo di esteriorità di un vestiario indecoroso, di chiacchiere e confusione! Quanti riti frettolosi, battimani, grida e noncuranza nei confronti del Santissimo che è presente! E dinanzi a Me, che vedo, ascolto, partecipo, sono l'Assente dimenticato: non si curano se mi sia di offesa tale disamore, tanta dissacrazione in un luogo che dovrebbe essere solo Casa di preghiera e di adorazione.

Fanno teatri, cori, discussioni e tavole rotonde, e mi danno anche le spalle! Io non ci sono per loro!... Sono dimentichi per Chi sono venuti in chiesa. Quanta mancanza di rispetto nell'interrompere la preghiera altrui o l'ascolto della Santa Messa, e farsi persino prossimi ad ascoltare le Confessione di altri, ponendosi dinanzi al confessionale o accanto al sacerdote che sta confessando! E quanta mancanza di silenzio…! E accade anche durante la Consacrazione, ma particolarmente durante il Ringraziamento ove i canti si fanno inopportuni per la priorità del dolce e intimo colloquio da avere con Dio.

Quanti avvisi dati dagli stessi sacerdoti che interrompono il ringraziamento alla Comunione dei fedeli quando andrebbero dati prima dell'inizio della Santa Messa o dopo la pausa del silenzio e della benedizione. I canti siano sempre per i tempi giusti, melodiosi e sacri. Varie volte poi nelle chiese entrano, ancora oggi, banchetti di vendita, pur se di oggetti religiosi, o persino segni pagani, credendo che, facendo entrare il mondo nella Chiesa, sia più facile ai fedeli ad amalgamarsi ad essa.

Figli, non è la Chiesa e Dio, che ne è l'espressione, l'essenza e il senso che ne dà vita, che deve plasmarsi al mondo. Non può Egli cambiare la sua Natura; ma è il mondo che deve incontrarsi con Dio, accogliendolo per quel che É. La responsabilità maggiore non è del popolo, ma è dei Pastori che, per il timore umano, per rispetto dell'uomo e per compiacerlo, non educano, posticipando il dolore e l'offesa arrecata al Signore, l'onore dovutogli. Non riprendono, non formano, iniziando dall'infanzia, all'onore al Culto, nel vivere una liturgia profonda e improntata alla massima sacralità. Quante Eucaristie diventano fredde e frettolose, senza amore…! Molti sacerdoti non si genuflettono più dinanzi alla mia Persona: non pregano, innamorati del loro Maestro, dinanzi al tabernacolo; non portano avanti la preghiera, ogni sera, prima della Santa Messa, assieme ai i loro fedeli.

E quanti confessionali che rimangono vuoti…! I fedeli scrutano e sanno riconoscere la santità di un sacerdote: guardano i suoi atteggiamenti e riconoscono la parola se irrorata di Spirito ed emulano nei loro segni i Pastori. Lo spirito nasce nel vivere bene la sacralità del luogo della chiesa: se non viene vissuto prima ciò, come potrete vivere bene il resto? Se non si prepara bene il terreno, come può poi accogliere la semina? Se non arde nel cuore dei Pastori lo zelo per la Casa di Dio come potranno insegnare e diffondere nelle anime l'amore divino? Ti benedico".

 


 

10 novembre 2012
"Guardatevi oggi dai ricchi, dai potenti, dai famosi, dagli intellettuali…
sono essi che defraudano il mondo, che lo impoveriscono
nei loro beni terreni e morali"

"Mia piccola Maria, nel vangelo di stasera, dinanzi alle offerte gettate nel tesoro del tempio, guardando l'obolo dato da una povera vedova, Io dico: "Davvero questa povera vedova ha dato più di tutti poiché, nel suo poco, ha donato tutto, mentre gli altri, pur nelle loro più esose e ricche offerte, hanno dato il superfluo, la loro rimanenza". Chi sono coloro che rendono migliore il mondo? Sono i generosi, coloro che si fanno dono, e sono i poveri in spirito: gli umili, i semplici, i piccoli, perché essi, non legati alle idolatrie del mondo, sono i liberi, liberi di amare e di offrirsi a Dio, liberi di amare per essere dono per i fratelli. Guardatevi dagli scribi che amano occupare i primi posti e di essere onorati!

Guardatevi oggi dai ricchi, dai potenti, dai famosi, dagli intellettuali, attaccati alle loro poltrone, ai loro nomi e al loro prestigio, alle loro ricchezze: sono essi che defraudano il mondo, che lo impoveriscono nei loro beni terreni e morali. Non fidatevi! Non poggiatevi ad essi poiché se anche vi facessero dei favori è per legarvi e per tenervi sottoposti ad avere poi il loro rendiconto; e quando avrete bisogno e sarete nelle necessità vi chiuderanno la porta. Fidatevi degli umili, dei piccoli innamorati in modo autentico di Dio! Essi saranno quelli che condivideranno il poco pane che hanno, sapranno aiutarvi e sostenervi nella necessità.

Fatevi dono, figli miei, così come potete, donando ciò che iddio vi ha dato, nei beni dello Spirito come in quelli umani, offrendo il tempo, il servizio, offrendo voi stessi quale obolo di carità al Signore vostro Dio; vi farete così testimoni anche per quelli che hanno un cuore duro e una coscienza dormiente, in modo che molto possano addolcirli per risvegliarli, per prendere esempio e convertirsi, ma se pure rimanessero tali, di certo il vostro bene non andrà perduto: avrà arricchito altri e nobilitato il mondo.

Non trattenete a voi ciò che avete ricevuto perché gli stessi tesori, se non fruttificati, si fanno sterili e muoiono con voi. É dando che si porta arricchimento e raccolto d'abbondanza che è per tutti; e voi, a vostra volta, usufruite del dono che i vostri fratelli vi offrono. Questa è la comunione che il Padre Celeste vuole che viviate. Io guardo il passaggio di tutti gli uomini della storia, e vedo l'obolo che ognuno ha offerto, ed è divenuto il dono che è stato per arricchire, il tesoro della Casa dell'Eterno ove si riceverà per quel che si è dato. Ti benedico".

 


 

14 novembre 2012
"Fanno fatica gli uomini a non comprendere come l'origine
di tutti i mali fisici, spirituali, psichici… abbiano origine dal peccato"

"Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo i dieci lebbrosi si approssimano a Me e mi chiedono a gran voce: "Gesù Maestro, abbi pietà di noi!". Ed Io dico loro: "Andate a presentarvi dai sacerdoti!", e mentre andavano furono purificati dal loro male e sanati. Ancora oggi Io dico a tutti voi: "Andate dai sacerdoti per la vostra purificazione!". Andate alla Confessione per essere giustificati e ricevere guarigione! Ancora non è compreso, vissuto e partecipato questo Sacramento. Vedo file lunghissime di fedeli verso l'altare per la Comunione, e sapeste quanti di essi hanno corrosa l'anima nel peccato!... Molti si sono confessati male e quindi non hanno ricevuto perdono e benedizione: essi aggravano il loro stato di male che contamina ed è conseguenza per l'intera umanità. Fanno fatica gli uomini a non comprendere come l'origine di tutti i mali fisici, spirituali, psichici… abbiano origine dal peccato; essi sono la conseguenza dei propri peccati vissuti, autori personali di un male compiuto, e sia come vittime innocenti poiché legati dalla vita comune e dalla comunione nello spirito; e ciò accade nel bene come nel male.

Se tutti si confessassero, se gridassero con dolore il loro peccato al Padre Santissimo. scomparirebbero tutte le malattie, i dolori, le ingiustizie, le tribolazioni alle quali siete sottoposti, dato che il peccato è il tarlo che viene ad invadere e a corrodere, portando ogni genere di malattie e sofferenze. Sappiate però che ognuna di quelle creature che tornano alla Confessione, e che si confessano bene, esse ricreano l'armonia, l'Alleanza, la comunione con il Creatore e con gli uomini, con la natura e con il mondo intero: si fanno terreno e spirito che vive unito in Dio. Ogni creatura ben confessata, che ha ricevuto il perdono divino, si fa, pur rimanendo nella sua infermità fisica, fornace di salute per la sua anima redentrice; la sua malattia non è più lebbra di condanna e contagio al male, ma portatrice di guarigione e di salvezza ovunque, bene che migliorerà il mondo.

Uno solo dei dieci lebbrosi sanati torna a ringraziarmi… quanto poco sono riconoscenti gli uomini dei benefici ricevuti! Quanto spesso, pur avendo ricevuto grazie importanti, non ne danno poi testimonianza, non sono riconoscenti, non ricambiano operando il bene! Poco sanno che la lode all'Altissimo, la gratitudine, il ringraziamento, nobilita l'anima e innalza verso l'alto: fa scaturire la tenerezza del Padre che ricambia con benedizioni e grazie.

La riconoscenza che loda si fa purificazione e guarigione perché Iddio, tramite voi, che ringraziate, fa scendere misericordia e salute, e per quanto intorno a voi sia un terreno secco, arido, sterile, la vostra lode fa discendere dal Signore piogge di benedizione, manna di misericordia che rinverdisce il terreno per il nuovo germoglio a santità. Ti benedico".

 


 

18 novembre 2012
"Perché c'è la vostra fine mortale, quella dei vostri tempi malvagi,
e poi la fine del mondo? Perché ad essi segue la rinascita"

"Mia piccola Maria, tu ti lasci sommergere dagli eventi, e dalle persone: il demonio cerca così, facendole sovrastare, che essi superino il mio amore. Sappi che Io li supero tutti e volo alto sopra di essi.

Stasera il vangelo ripresenta la fine del tempo. Ogni tempo ha la sua scadenza. C'è la fine del vostro tempo mortale e il giudizio, c'è la fine di questi tempi malvagi, e c'è la fine che chiude il ciclo di ogni esistenza. Perché c'è la vostra fine mortale, quella di questi tempi malvagi e poi la fine del mondo? Perché ad essi segue la rinascita. Sussistono per la vostra rinascita. É dalla vostra vita fisica, è dalla sua chiusura la nascita alla vita eterna. La chiusura di questi tempi malvagi è per la nascita di tempi migliori: il termine di ogni tempo per la nascita di una esistenza spirituale, di un nuovo mondo che preclude ad ogni lutto, dolori e tribolazioni, che è vita nella gloria del gaudio divino. Questa nascita, per far sì che sussista, ha bisogno che sia stata vissuta, se rimasti uniti a Me. A voi è richiesta la vigilanza. Se siete stati vigilanti, se siete rimasti a Me uniti: la vigilanza ravviva la speranza, incrementa la fede che vi innalza e vi tiene pronti, vi fa da zattera che naviga sopra le tribolazioni e le prove, sopra la purificazione e il travaglio che essi comportano con il loro cambiamento. Uniti a Me e vigilanti, non temerete: sarete fiduciosi e abbandonati. Il resto è nelle mani di Dio. Ti benedico".

 


 

20 novembre 2012
"Voi riparate ponendovi alla difesa della vita, della giustizia,
di ogni forma di prevaricazione,
accudendo al bisogno nel povero, nel malato, nel perseguitato…"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo Zaccheo si accosta e mi dice: "Signore, se ho defraudato il mio prossimo, restituirò quattro volte tanto". Chi di voi pensa che al peccato fatto e nel perdono ricevuto c'è poi bisogno poi della sua riparazione?... che dopo e oltre al perdono divino, che è un dono grande che si riceve, c'è bisogno del vostro intervento in una carità fattiva che ripari e che testimoni l'avvenuta conversione?... Il peccato è uno strappo, una lacerazione all'amore di Dio e all'amore dei fratelli; esso comporta però le sue conseguenze che hanno bisogno di un riscatto nella sua riparazione. Iddio vi offre una tunica bella, integra, pura, nella vostra anima che poi voi, con il peccato, strappate. Il perdono di Dio è una ricucitura che rinsalda la tunica strappata, ma c'è poi bisogno della vostra opera con una carità operosa, sia spirituale che in modo concreto, che vada quasi a cancellare la vostra sutura nella ricerca della perfezione dell'amore, che rinsaldi gli strappi delle tuniche altrui che avete provocato.

Come riparare? Offrendo al Signore Sante Messe e preghiere, ma poi intervenendo dando il mal tolto a colui che ingiustamente ne è stato privato e, s'intende, non solo negli averi, ma anche negli affetti, affetti altrui rubati e lacerati, e riparare alla maldicenza, alle calunnie date, all'ignominia, all'onore del nome del fratello, all'usurpazione del posto di lavoro…

Voi riparate ponendovi alla difesa della vita, della giustizia, di ogni forma di prevaricazione, accudendo al bisogno nel povero, nel malato, nel perseguitato… Dopo aver saldato il vostro conto personale, la vostra offerta si fa saldo anche per il fratello, che pur non conoscete, dato che l'amore è comunione che cura da lontano e cicatrizza tutte le ferite, dà giustizia a tante povertà, ricopre molte nudità morali e fisiche…

La Parola vi dice: "Io sto alla porta e busso". Il mio perdono fa sì che la porta si apra; ma ha bisogno della vostra riparazione e conversione per far sì che Io entri e ceni con voi. In questo stato dell'anima allora, pur non essendo piccoli di statura come Zaccheo, ma tiepidi, vi farete giganti nell'amore. Ti benedico".

 


 

22 novembre 2012
"Cercano di comprendere e vogliono una fede con la mente
e, nella loro razionalità, non capiscono…"

"Mia piccola Maria, non temere, ci sono Io… Io che agisco nello Spirito!

Oggi nel vangelo Io piango su Gerusalemme, sulla sua prossima devastazione: verrà cinta e distrutta dai suoi nemici che la circonderanno tutt'intorno, uccidendo i suoi figli, non lasciando pietra su pietra. E perché questo accade? Perché non hanno riconosciuto il tempo della pace, non hanno riconosciuto il tempo in cui è stata da Me visitata: non mi hanno accolto. Quello che dico a Gerusalemme lo dico a voi: Gerusalemme è la vostra anima… piango sulle vostre anime poiché lasciate che siano cinte dal nemico che le distrugge. Vedo lo stillicidio delle mie lacrime sparse invano a terra, e questo accade perché non mi avete riconosciuto, non avete accolto il Signore vostro Dio, Salvatore e Maestro che libera, guarisce, protegge, ed è difesa delle vostre anime. Guardate oggi a Santa Cecilia che non si è sottratta al martirio, non ha temuto, e pensato a sé; non si è piegata all'uomo, per amore di Cristo. Cosa sono oggi i cristiani così pavidi? Cosa hanno compreso del cristianesimo?

Cercano di comprendere e vogliono una fede con la mente e, nella loro razionalità, non capiscono la mia visita. Solo se avviene l'incontro nel cuore il cristiano mi accoglie, dato che Io sono l'amore; ed è solo nell'amore mio, alla sua fusione che si dà luce anche alla mente. La Sapienza divina nasce ed origina prima dal cuore. Nell'incontro del cuore Io giungerò alla vostra anima: sarò roccaforte e vostra difesa, e non potrete cadere nelle mani dei nemici. Non temerete per il corpo e per voi stessi perché Io sarò avanti a voi. Come Me vi farete, a vostra volta: maestri, liberatori e difensori anche delle anime altrui. Ti benedico".

 


 

25 novembre 2012
"Mi fa Re chi vive della Verità: la Verità che è aderente al mio Insegnamento
e che, per essa, combatte e paga di persona"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa celebra la mia Regalità: Io che sono il Re del tempo e della storia, Re di ogni realtà creata, terrena e celestiale, che pongo il punto dell'inizio di ogni cosa e ne traccio il termine… Io sono il Re di una Regalità così discussa… Pilato mi chiede se sono Re, e alla mia risposta affermativa egli va sondando che tipo possa essere una regalità che non ha potere e autorità sugli uomini secondo la mentalità umana. …"Cosa hai fatto?!", quale colpa?... e che Regalità puoi avere se viene messa in discussione e in giudizio?..". Per questo egli non comprende, e mi ritiene un visionario, un esaltato, che paga per gelosia umana; ma mi lascia al mio destino perché non contribuisco a dargli nessun compenso e beneficio terreno. Appartiene alla terra e non comprende il Cielo.

Oggi la mia Regalità è ancora discussa poiché anche molti credenti la ritengono relegata solo al Paradiso: divengo solo una pura astrazione, … per essi non vivo! In Cielo ove sono Re e vengo onorato, amato, glorificato, ove i Beati si inchinano al mio passaggio, e cercano trepidanti il mio sguardo d'amore che li fa esultare di gioia, la mia Regalità vive ed è partecipata. Essa però si estende dal Cielo alla terra e dalla terra al Cielo: è il collante che cerca di amalgamare lo spirito all'umano per far sì che il mondo divenga un Eden terrestre, spirituale e divino, ed Io suo Re.

Chi mi fa Re? Chi mi pone realmente sul trono? Mi fa Re chi vive della Verità, la Verità che è aderente al mio Insegnamento e che, per essa, combatte e paga di persona per testimoniare la fedeltà alla mia sudditanza. Mi fa Re chi mi ama, chi mi porta nel cuore come un innamorato, come la persona più cara: che mi cerca, mi desidera, e mi fa vivere in sé. Mi fa Re chi partecipa, con fervore, la sua fede con profondità, partecipando alla vita sacramentale e alla preghiera: mi fa compagnia dinanzi al tabernacolo, e adora; chi costruisce un rapporto di privilegio ed intimità. Mi fa Re chi cammina con i piedi sulla terra ma il suo sguardo è proteso ai Cieli: il cuore si ricolma del mio amore e le sue mani spandono la Carità, che da Me riceve. Questi mi fa Re, Ti benedico".

 


 

27 novembre 2012
"Dinanzi alle tribolazioni… catastrofi, terremoti, fame, guerre…
voi varcherete, con Lei sul cuore, da vincitori,
e non vi piegheranno questi eventi"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa ricorda la Medaglia miracolosa, la Medaglia che la Madonna ha fatto dono agli uomini, e che porta impressa parte di Sé. É un suo Segno perché sia un mezzo che aiuti nella via della salvezza. …Quanti doni fa la Madre ai suoi figli!... E cosa non farebbe per salvarli…! Questa Medaglia è segno della sua trasparenza, del suo candore, della sua Immacolatezza, della sua estraneità al peccato, e ricorda a voi di seguirla.

Portare la Medaglia è assimilarsi alla Madre, è emularla nella sua natura. Molti la portano, ma, se portata nella menzogna e nell'oscurità, che senso ha? Non porterà i suoi effetti, il frutto delle sue promesse. Essa è Segno di Maria che vuole essere portata sul cuore perché si stampi come impronta tangibile nell'anima, luce che irradia, che vi timbra a sua appartenenza, che dall'esterno si faccia interiore Medaglia che illumina l'intero vostro essere: Sigillo di consacrazione.

Nel vangelo, dinanzi al tempio che fa gridare di meraviglia per la sua bellezza, per i marmi pregiati, per i voti e le sue sculture, Io dico: "Esso verrà distrutto: non rimarrà pietra su pietra!". Come ciò che è puramente umano, pur nella sua grandiosità, ha il limite della caducità e di una esperienza sempre transitoria o legata al tempo. Anche voi siete templi, ma creati dal Signore Iddio, meraviglie del suo pensiero, fattura della sua opera creatrice, ricchi nei doni che vi adornano: l'anima immortale, la vita, la salvezza… Ma chi non vivrà nella trasparenza, nel candore, in una vita di stato di grazia, non nobilitata dall'esperienza di Dio, decade e si distrugge sì da non rimanerne pietre su pietre, e nemmeno nel ricordo umano.

Per questo la Madre Santissima soccorre e porta un Segno di Lei: fatelo vivere, portandolo con fede! Assimilandovi a Lei, vi farete luci che passano e attraversano le tenebre senza poter essere spenti. Dinanzi alle tribolazioni che enuncia il vangelo: catastrofi, terremoti, fame, guerre, … voi varcherete, con Lei sul cuore, da vincitori, e non vi piegheranno questi eventi.

Questa Medaglia vi sarà di difesa e protezione contro gli attacchi del maligno, degli uomini e della storia; voi vincerete poiché, portando impressa Lei, l'Immagine di Maria, vi farete suoi autentici figli, figli dell'unica Madre del grande Figlio, miei veri fratelli: non potrete che vincere! Ti benedico".

 


 

29 novembre 2012

"Alzate il capo poiché la vostra liberazione è vicina!"

"Mia piccola Maria, alzate il capo poiché la vostra liberazione è vicina! Dinanzi a Gerusalemme di cui predìco la distruzione, Io ancora invito a sperare perché verrà poi devastata, ma Gerusalemme si ricostruirà. Guardate verso l'alto, dato che la vostra liberazione viene dal Cielo. Iddio crea continuamente cose nuove: dinanzi alle città che vengono circondate dagli eserciti, e devastate, dinanzi alla natura che soffre e porta i suoi effetti dolorosi, dinanzi alla morte di uomini, donne, bambini dei quali, per paura e per violenza, ci sono sempre più violenze e uccisioni, Io dico: alzate lo sguardo in alto! Aggrappatevi a Me che sono il vostro Liberatore! E innanzi a questi tempi malvagi, posseduti dal demonio, che occupa e devasta la terra, a cui gli uomini non possono più porre riparo, voi dovete pensare e credere che solo Iddio può intervenire con la sua opera. Ed Io vengo, vengo sopra una nuvola bianca, vengo sempre, per liberare la terra da satana e cacciarlo agli inferi.

Quando questi eventi si faranno più pressanti e dolorosi non temete per il vostro corpo poiché la libertà è del suo Regno, e ciò che qui perdete in esso lo riacquisterete.

Alcuni saranno chiamati ad essere martiri in offerta a Dio e per la purificazione di tanto male, altri verranno preservati per la ricostruzione, ma il mondo non perisce, e la sua storia continua.

Quando poi la terra avrà raggiunto il termine del suo tempo, quando di nuovo regno sarà contro regno, opposizioni ad opposizioni e segni grandi nel cielo, sappiate che la liberazione sarà vicina poiché Iddio verrà con potenza per decretare la fine del tempo della materia che, nei suoi limiti corporei, tratteneva in prigione: sarete allora finalmente liberi per potervi librare pienamente alla pura vita dello spirito.

Guardate in alto! La vostra liberazione è vicina: quando decade il corpo umano e la vostra fisicità allora il boato dell'anima grida di esultanza per la sua avvenuta e piena liberazione che la guida e la fa vivere in eterno nel Regno della libertà. Ti benedico".