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giovedì 17 agosto 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di agosto 1996, agosto 1998, agosto 2009, agosto 2010, agosto 2011, agosto 2012, agosto 2013, agosto 2014, agosto 2015 e agosto 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Ottobre 2011

La Chiesa si fa santa se i sacerdoti sono santi

 

 

Ave Maria!

 

3 ottobre 2011
 "Sono nato per liberare l'uomo dalla schiavitù di satana"

"Mia piccola Maria, il Vangelo vi dice: "…Ed Io non dovevo liberare questa figlia di Abramo che il demonio teneva curva da anni?!". Sono nato per liberare l'uomo dalla schiavitù di satana. Questa povera donna a Me pregava per essere liberata, ed Io vedevo ciò che gli uomini non vedevano, e cioè: il diavolo a cavalcioni sopra la sua groppa, curvandola. Io nasco per liberare l'uomo; l'intera mia vita è liberazione nel mio Insegnamento, nei miei sacramenti: nella Confessione e l'invocazione al mio Preziosissimo Sangue, la preghiera e le opere di bene a mio Nome è opera di salvezza per ogni male, per ogni peccato. Se tutti le vivessero, se le partecipassero, chi non verrebbe liberato…!? E se molti le praticassero, amandole, quanti ne verrebbero liberati! Poiché molti sono i mali che hanno una pura derivazione demoniaca, la cui sorgente è malefica, e solo in Me c'è salvezza e sanità da essi. A volte centinaia o migliaia di anime non solo portano a cavalcioni sulla groppa il diavolo ma ne sono insidiati, investiti e occupati nella propria interiorità, nel loro essere.

Come mai non avvengono tante liberazioni? Perché non mi si invoca, non mi si cerca, non si prega, non si ha fede; anzi molti finiscono per convivere, per essere conniventi e complici, alleati del maligno. …". …"E quando - direte - Signore, pur pregando, pur avendo offerto Sante Messe e preso benedizioni, la creatura non si è liberata?!... ". Figli miei, quando avviene ciò è perché c'è un piano divino di salvezza più grande che non riguarda solo la creatura. Iddio ne fa strumento di liberazione: unita a Me la propria prigionia si fa libertà per molti.

Lo so: è dura! La vostra povera umanità ha dei limiti che non sa vedere oltre al progetto divino e si ferma al suo dolore, ma Io vi dico: pregate! Pregate con il cuore sincero e perseverante; fate pregare se la vostra fede non v'assiste per far sì che la luce dello Spirito Santo vi dia lume da comprendere la Sapienza di quest'Opera divina di liberazione, ve ne offre la capacità di accettare, la forza di viverlo. Il tempo ha i suoi limiti, ogni cosa ha il suo termine, e giunge sempre la liberazione e la beatitudine. Ti benedico".

 


5 ottobre 2011
 "Cercatemi nella preghiera come Padre, Amico, Sposo"

"Mia piccola Maria, è con gioia che Io ritorno da te. Prosegui il tuo cammino. Stasera il vangelo vi indica: "Signore, insegnaci a pregare!". Ed Io insegno a pregare. Io stesso sono segno di preghiera: la mia Persona è "la Preghiera", e nel Pater noster vi offro tutte le indicazioni, le disposizioni dell'animo per poter pregare al meglio, nel modo migliore, più buono. Prima però c'è bisogno del desiderio, della volontà, delle disposizioni, della ricerca della preghiera. In questi tempi sempre meno se ne trova sicché la preghiera del cuore, l'orazione vera, che vive di un rapporto personale intimo, profondo, "a tu per tu", va sempre più svanendo simile ad un lumicino che si va spegnendo. Eppure è proprio tramite questa orazione che voi mi conoscete.

Guardo tra i monasteri, i conventi, le anime religiose e sacerdotali dai quali più attendo, e ne trovo che così poca… Si effettua per lo più in una preghiera di prassi, di programma, di legge, comunitaria… ma chi cerca il mio rapporto personale, chi vuole parlare con Me?... Chi mi cerca in verità nel cuore dell'intimità? Chi cerca l'amore, l'amato, se non l'amata? Chi cerca il rapporto confidenziale, l'amico, se non l'amico? Chi cerca la tenerezza e il dialogo se non il padre e la madre con il figlio? Ugualmente è per Me. Cercatemi nella preghiera come Padre, Amico, Sposo. Nella figura confidenziale che sa che Io guardo, ascolto, rispondo, parlo e amo.

Dice bene il Santo Padre! …Mi è più vicino una creatura che si dice ateo poiché nella sua ricerca ancora non mi trova, che non ha ancora fede ma grida verso di Me e dice: "Dio, dove sei? Manifestati!", che un cristiano che, anche venendo in chiesa e pregando in comunità, non ha colloquio, non ha rapporto con Me, non mi parla, non mi ama, non mi conosce.

Venite al colloquio, alla meditazione di un rapporto personale, intimo: basta un po' di buona volontà che Iddio viene incontro con la sua grazia per farvi innamorare, per darvi il gusto della sua presenza. Cercatemi, ed Io mi farò trovare! …Chi rimane con Me dinanzi al tabernacolo? Chi rimane orante dinanzi al Santissimo? Chi mi fa compagnia e mi consola? Chi desidera che Io gli sia accanto? A questo desiderio, a questa partecipazione venite ricambiati con un cammino verso la santità. Da questa preghiera nasce bene tutto il resto. Ti benedico".

 


6 ottobre 2011
 "L'eremita è la piccola lucerna che rimane accesa
pur in mezzo a tanta oscurità"

"Mia piccola Maria, oggi voi ricordate il mio San Bruno, il grande Eremita. E cosa è un eremita? A cosa può servire?... Qual è il significato della sua vita? Chi lo può comprendere particolarmente in un tempo quale quello odierno, che è quello del fare e del posizionarsi nel mezzo del mondo e tra gli uomini? L'eremita è la piccola lucerna che rimane accesa pur in mezzo a tanta oscurità: sono le mani aperte che intercedono e chiedono per voi che non avete più parole per Me; sono il cuore che continua ad essere amante per voi che più non amate. L'eremita è colui che offre sé stesso in olocausto, che rinuncia anche a ciò che è giusto avere e che la vita permette, per essere offerta totale a Dio per la salvezza dei fratelli. É il figlio che lascia che l'opera sia tutta del Signore, donandosi come mezzo, e l'opera si fa grande e di valore poiché iddio stesso la costruisce; attraverso la sua donazione la grazia che se ne riceve è abbondante e scende per la salvezza di tante anime.

Per questo il demonio con veemenza perseguita e attacca l'eremita. Chi si fa tale diviene soldato che, in prima linea, combatte per i fratelli contro il nemico, prende su di sé i colpi per difendere e allontanarlo dalle creature tanto deboli a questo combattimento. Egli intercede e offre la sua privazione nell'asprezza e nella solitudine e si fa voce per chiedere per voi per far sì che possiate ricevere. Si fa tocco che bussa con impeto alla mia porta perché sia aperta e la Grazia divina esca e discenda su di voi, e vi salvi.

Siete tutti chiamati a divenire eremiti: se non come San Bruno poiché la vocazione in cui siete ad operare vi porta a vivere nel mondo e tra gli altri, ma lo potete essere nello stato dell'anima, divenendo più silenziosi, appartandovi da tante chiacchiere inutili, allontanandovi dalle molte mondanità e divertimenti che portano il vuoto e vi allontanano da Dio. Trovate del tempo durante il giorno, chiudendovi nella vostra camera al riparo di sguardi indiscreti: il Padre però vede e ricompensa nel segreto. Farete in modo così di difendere e tutelare lo spirito del vostro cuore in modo che, pur vivendo nel mondo, voi non portiate le vostre povere realtà umane ma lo spirito di cui siete stati arricchiti. Per il pensiero degli uomini la vita claustrale, o eremitica, è considerata spesso inutile, ma per me è benedetta e fusa al mio Cuore: va diritto al cuore come una freccia al suo bersaglio e ne scaturisce il tesoro della mia Grazia. Ti benedico".

 


7 ottobre 2011
 "Tornate, sacerdoti, a dire il Rosario, ogni giorno o più volte, se potete"

"Mia piccola Maria, la tua preghiera non rimane chiusa in te. Io guardo nel tuo cuore e vedo, ma poi diffondo e propago la tua orazione su molti figli, a quelli che Io voglio. Oggi voi ricordate la Beata Vergine del Santo Rosario, Regina di questa preghiera che le è così cara poiché La rende presente ai suoi figli. Essa si fa megafono che, come un'eco, La chiama e continua a chiamarla: "Mamma, Mamma, accorri! Abbiamo bisogno, vieni da noi!". E la Madre viene, si prende cura e vi aiuta. Come la madre che, nel grembo, mediante il cordone ombelicale, nutre il bimbo con il sangue e l'ossigeno: così è il Rosario, che diviene il cordone spirituale mediante il quale v'infonde la sua Persona, le sue Virtù, lo Spirito che è, l'Alito dell'ossigeno di cui il Padre L'ha ricolmata, e di quel Sangue suo che ha formato quello del Figlio sicché, unendosi questi elementi, voi possiate incarnare la Parola di Dio, enunciata nei Misteri; e si forma in voi riflessa e composta la vita e l'immagine di suo Figlio.

Amate la preghiera del Santo Rosario! Essa è preziosa e potente. Il demonio la rifugge poiché la teme e ne è terrorizzato, se pregato con il cuore; egli fa di tutto, anche nell'interno della Chiesa, per sminuirla questa preghiera santa, declassarla, porla nel dimenticatoio, farla passare per un'orazione inferiore fatta per gli ignoranti e per le povere vecchiette… Io invece dico: "Pregatelo ovunque il Rosario!". Esso dipana ogni matassa di intreccio di problemi; non c'è causa che non possa risolvere. É la preghiera semplice degli umili… I superbi possono giungere a pregarlo, ma non lo meditano: esso è lode delle creature, dei figli che si fanno infanti. E quale è la lode che Dio ama se non quella che viene dalla bocca dei lattanti? Tanto più vi fate piccoli, tanto più la preghiera riscende su di voi nella Grazia.

Tornate, sacerdoti, a dire il Rosario, ogni giorno o più volte, se potete. Se avvertite che il vostro entusiasmo al sacerdozio si è affievolito, se la fede si va spegnendo, se le tentazioni sono gravi e volete liberarvi: pregate il Rosario! La Madonna riaccenderà la fiamma di un rinnovato sacerdozio improntato alla santità.

Tornate la Rosario, anime religiose e consacrate, che sentite in voi spegnere l'amore di Dio e sentite arido l'animo e più fiacco il passo dello spirito… tornate al Rosario! Vi riporterà l'amore e il fervore alla vostra vita religiosa.

Tornate al Rosario, sposi, che vivete nella disunione in casa! Uniti in questa preghiera, la Madonna vi intreccia di nuovo nell'unione. Venite al Rosario, madri, che pregate per i figli, e affidateli alla Madre Santissima che se ne occupa, e quanti ne porterà a salvezza!

Pregate sui moribondi, al capezzale dei malati, ovunque e in ogni bisogno: esso si fa cura e medicina che cura nel tempo e risana nella luce di Dio. La Madonna a questo richiamo accorre e fa di tutto per trarre il meglio di voi alla disposizione della Volontà del Padre. Il Rosario porterebbe di nuovo sulla terra la benedizione, le virtù, i rinnovati costumi, la pace. Ti benedico".

 


8 ottobre 2011
 "Il Padre chiede solo una condizione per poter accedere:
che si abbia l'abito degno"

"Mia piccola Maria, oggi voi venite richiamati al Vangelo dalla realtà del Banchetto celeste nella festa di nozze che il Padre nei Cieli ha preparato per voi. Tutti siete invitati, nessuno è esente; e l'intera esistenza è un richiamo ad essa, tramite la Parola di Dio, l'omelia dei sacerdoti e lo stesso rintocco delle campane, il martirio di tanti martiri, il sacrificio dei miei santi in ogni tempo; eppure quanti rifiutano! Quanti si esentano dall'Eucaristia e fuggono dal suo Banchetto, presi dai propri interessi, da sé stessi; e le giustificazioni sono sempre quelle del Vangelo e di adesso; anzi oggi sono anche maggiorate.

Se l'uomo vedesse e gustasse per un istante le bellezze della Festa, con i suoi colori dell'iride della magnificenza di Dio, se sentisse la dolcezza della perfezione delle melodie o gustasse il godimento dell'amore che fa traboccare di felicità l'anima e il cuore esultante, cosa non farebbe l'uomo per potervi entrare…; nessun sacrificio gli sembrerebbe tale, e lo accoglierebbe per giungervi. Eppure le creature si fermano alla terra e spesso alla sua spazzatura; s'inebriano dell'oscurità, delle povere cose, e barattano così il Cielo.

Il Padre chiede solo una condizione per poter accedere: che si abbia l'abito degno, esente dallo sporco del peccato, profumato dall'incenso della preghiera, che sia regale perché ornato nei pregi e gli ornamenti delle virtù. Non potete accedere sporchi, maleodoranti e laceri, dato che il luogo ove entrate è santo. Venite, figli, a Me: Io sono il Santo! Io stesso vi dono e vi cucio l'abito, vi offro il mio poiché l'uomo cade e si sporca; vi ammanto e vi ricopro con il manto rosso del mio Sangue, che nella Confessione vi lava e vi ridona la purezza perduta. Dato che siete poveri, laceri e affamati, Io vi offro il nutrimento dell'Eucaristia che vi orna delle sue ricchezze. Senza questo abito non potete essere ricevuti.

Pensate forse anche che, se non potrete accedere al Banchetto dei Cieli, c'è forse il nulla o l'oblio? No, figli miei, l'anima vive in eterno, e se non entra nella Casa di Dio, maleodorante e sporca com'è, accede di conseguenza nel porcile del diavolo ove, come dice il Vangelo, è l'oscurità e "lo stridore dei denti". Se le creature sentissero e vedessero, per un istante, le grida strazianti dei dannati che perennemente gridano per lo strazio indicibile, cosa non farebbero per evitare questa realtà terribile e presente! Se non per l'amore delle delizie e i tesori del Padre, lo farebbero per il timore di esso!

Venite, creature mie, Io vi rivesto di Me sicché vi ritroverete alla porta del Regno ove, amabile e soave e nel sorriso più dolce, vi apro dicendo: "Entra, figlio, il Banchetto è pronto, ti attende!". Ti benedico".

 


10 ottobre 2011
 "Dacci dei segni straordinari, manifestati!... e noi ti crederemo"

"Mia piccola Maria, tu mi elenchi le creature, ma Io già le conosco, Io già so! Stasera nel vangelo la gente chiede un segno da Dio, ma Io rispondo che non verrà dato che il segno di Giona. Anche oggi la gente chiede un segno di Dio… segni portentosi che Lo manifestino Signore Onnipotente: "Dacci dei segni straordinari, manifestati... e noi ti crederemo!".

Figli miei, è tutto un segno!... Ma voi non sapete vedere: siete ciechi e non sapete guardare e né riconoscere la presenza di Dio. Eppure la creazione la testimonia: è rivelazione del Padre Creatore. Il mio Insegnamento, i miei Sacramenti sono segno di Me, della mia Redenzione. La vita che vi viene alimentata, l'energia e la facoltà nell'esistenza corporale, intellettiva e spirituale sono segno dello Spirito Santo, eppure voi non sapete né vedere e né riconoscere la testimonianza, il segno, poiché siete ciechi nello spirito. Ed anche quando il Padre Santissimo, per la sua bontà e misericordia, si manifesta attraverso doni celestiali e visioni dati ai suoi Santi o ai suoi amati, molto spesso non si vuole credere.

O quando l'Altissimo fa discendere fra voi la Madre Santissima perché vi sia di aiuto, e appare tra gli uomini, quanti sono quelli già predisposti a non credere, a rifiutare, a non volere, a non riconoscerlo come segno di Dio, …pure da parte di sacerdoti e di anime religiose senza, nell'onestà, essersi messi in preghiera e nel discernimento per riconoscerne l'autenticità …dato che per loro ciò è contro i propri schemi e le anguste visioni nelle quali racchiudere l'Immagine di Dio. Come poter dunque riconoscere i segni divini se non ponendosi nella stessa lunghezza d'onda? Così come quando, per poter ascoltare, voi ponete nella lunghezza d'onda della stazione alla radio… similmente è con il Signore: dovete porvi nella crescita dello spirito; allora avrete occhi per saper vedere, avere Sapienza all'intelletto e riconoscere.

Come potersi assimilare alla spiritualità se non lasciando il peccato, se non abbandonando il male, ponendosi sinceramente in conversione, staccandovi da voi stessi e abbracciandovi al vostro Signore; allora avrete luce poiché Egli diviene l'Artefice della vostra esistenza, ne riconoscete il segno della sua presenza, sia nei tempi di pace come di dolore. Iddio traccia il ricamo della vostra storia e ne fa un'opera d'arte: tanto più crescete nello spirito tanto più si affina la conoscenza di Lui, ve ne fate sempre più simili, della stessa natura; e nella medesima natura ci si riconosce. E voi vedrete non solo i segni di Dio ma anche le sue realtà celestiali, i suoi amici, i suoi Santi; e non solo il segno, ma la Presenza stessa della sua Persona. Ti benedico".

 


16 ottobre 2011
 "Pregate! Il Signore è "Provvidenza" e non farà mancare il pane"

"Mia piccola Maria, oggi la Parola vi richiama: "É lecito pagare il tributo a Cesare?". É lecito pagare il tributo alla Stato, privarsi di parte dei propri denari per sostenere le tasse? Figli miei, se esse servono per il bene, se sono finalizzati al servizio del bene comune è doveroso. É doveroso se ne usufruite voi e i vostri fratelli nei servizi che sostengono la vostra esistenza. E quando allora non è necessario pagare?!... Quando esse sono finalizzate al male e servono per incrementare leggi inique contro l'uomo e contro la stessa Legge di Dio: allora è doveroso obiettare e non pagare; ma farlo in tutto ciò che è lecito nelle possibilità date, unendovi ai fratelli che condividono il vostro pensiero e l'insegnamento cristiano; e poi rifugiatevi nella preghiera e nell'Eucaristia per dare al Signore l' incombenza di sgomitolare tante matasse imbrogliate e ingiuste.

Da sempre, sin dai tempi più antichi, i potenti hanno defraudato i poveri. I dominatori hanno assoggettato i deboli; ma questo non per volontà di Dio ma per volere degli uomini. Iddio ha cercato continuamente di formare le coscienze al bene secondo il suo Insegnamento, ha cercato di dare a tutti la possibilità di vivere, dato che è suo desiderio che a tutti sia dato il necessario, e che nessuno ne sia mancante; se questo a volte, o spesso, non accade non è per sua volontà ma per i desideri iniqui dell'uomo che usurpa. Cosa fare? Figli miei, se vi è richiesto un periodo di rinunce rimboccatevi le maniche per accogliere il sacrificio, se ciò vi toglie il superfluo che vi ha dato tanto stress e corsa nella vita, in modo di vivere con più semplicità e dare soccorso ai più indigenti.

Pregate! Il Signore è "Provvidenza" e non farà mancare il pane. Se il popolo avesse fiducia nel Padre, se pregasse e si uniformasse alla santa Legge sua, si allineasse ai desideri suoi nei vostri comportamenti, allora il Padre ha il potere di cambiare i cuori, le menti pure dei potenti e rivolgerle al bene, se ingiusti. Se pagate il tributo a Dio, che è la rinuncia di voi stessi e, per prima cosa, del peccato, per vivere della sua Legge, allora voi tutti potrete vivere la vera giustizia sociale nel tributo a Cesare che nasce però, prima di tutto, nel tributo a Dio di voi stessi. Ti benedico".

 


20 ottobre 2011
 "Non sono venuto per portare la pace ma la divisione tra voi"

"Mia piccola Maria, la sofferenza è un aiuto per voi poiché essa è liberazione da molti peccati. Stasera il Vangelo vi richiama: "Non sono venuto per portare la pace ma la divisione tra voi". E come mai, Signore, Tu che sei la Pace, che sei l'Unità, porti la divisione? Figli miei, Io sono la Pace e l'Unità, ma lo sono nell'Amore divino e nella Verità, nell'unione al mio Amore e nell'adesione al Vangelo, e questo comporta una scelta radicale nella vita, un combattimento e una lotta contro la stoltezza predicata e annunciata dal mondo. Ed Io vi dico che se, pur di vivere una falsa pace, un quieto vivere anche nell'interno della famiglia, si fa connivenza con il male, compromesso con il peccato, e si chiudono gli occhi per non vedere, sembra che si viva la pace e la quiete, ma giunge poi sempre il punto di rottura con la sua rovina e la perdizione; mentre chi, per essere fedele al mio Insegnamento, anche se ne riceve persecuzioni i limiti e le croci, Io vi dico che giunge il suo punto d'arrivo con il frutto del suo bene e la beatitudine.

…"Ma com'è possibile che Tu, Signore, Tu che sei Unità e Pace, per viverti dobbiamo essere divisi?...". Figli miei, Io voglio l'Unità, che lo sono, ma in un amore primario che dà primato all'amore divino: è nell'amore di Dio che va condito l'amore umano…"Guai a chi ama suo padre, sua madre, marito, figli… più di Me! Non è degno del Regno". Dato che l'amore primario al Signore è Bene e Verità, solo in Dio c'è salvezza; non esiste altra via. Se, per l'amore umano, voi posticipate Dio e la sua Legge, o se Lo rinnegate, l'amore umano nell' umano perisce; invece se è unito a Me, si santifica e riceve salvezza. Se una moglie, o un marito, per non avere rottura del matrimonio o problemi, accoglie il male dell'altro, si fa complice, e insieme periranno. Mentre se uno combatte con il Signore per la Verità e per la sua santa Legge, salva sé stesso e l'altro. Questo è il vero amore!

Se il genitore, pur sapendo che il figlio vive contrario al mio Santo Insegnamento dei divini Comandi, nel peccato, e aderisce al suo male per non perderlo, o fa finta di non vedere, si fa complice, e con lui perisce. Il Padre eterno ne chiederà conto! Invece se i genitori lo riprendono, lo educano, ed anelano e desiderano il suo bene spirituale, pur se non ascoltati, continuano a pregare e offrono sacrifici per il figlio: sembra che temporaneamente lo perdono su questa terra, ma lo salveranno per la gloria celeste.

Se un parroco, per non dispiacere i suoi fedeli, non riprende, pur nella carità, ma con fermezza, chi vive nell'errore, si fa responsabile, poiché non cerca di acquistare un'anima per il Signore che si va perdendo. Il vero amore combatte nel sacrificio, si fa dono di sé stesso nella rinuncia, e con esso acquista per l'eternità.

Anime mie, è così breve questo tempo sulla terra!... Oggi quanti sono ritornati a Me o si sono persi, mentre ieri erano viventi!... Siatemi alleati al di sopra di tutto e darete vita. Voi ritroverete i vostri cari in Cielo: li vedrete lieti, e si faranno vostri servitori nella gratitudine di una riconoscenza eterna. Ti benedico".

 


21 ottobre 2011
 "Non dimenticatevi dei vostri cari che hanno dato tanto per voi e sono defunti"

"Mia piccola Maria, stasera il Vangelo vi dice: "Non si esce dalla prigione se non è saldato sino all'ultimo debito!". Figli miei, Iddio è la Misericordia infinita ed è Amore, e nell'amore tutto si condona. La carità copre molti peccati. Con le opere sante, nel bene, voi riscattate le molte colpe, nel bene voi le lavate, nell'amore di Dio possono essere anche tutti estinti i peccati o di molto condonati: ma il peccato va sempre riscattato. La colpa si paga per riparare il male fatto, e se siete ancora sulla terra, il Padre Santissimo non valuta, pesandole sulla bilancia, poiché vi dona l'amore per sanare i tributi. Però se il peccato non è riscattato, passata la terra, giunti al Giudizio divino, rimane la Giustizia, e Dio pesa, pesa nella Giustizia sino alla più lieve omissione. Per questo vi invito, nel Vangelo, e vi dico: "Alleatevi, conciliatevi finché siete in cammino nella vita", pagando il vostro tributo con i mezzi che Cristo ha offerto a voi nella preghiera e nei Sacramenti, nelle opere pie. Il Purgatorio, figli, è gravoso, per quanto differenzi nella pena, a secondo delle proprie responsabilità. É comunque doloroso! Se voi vedeste le sofferenze delle anime purganti, la pietà che vi susciterebbe, per la compassione che ne provereste, non smettereste di pagarne il debito per loro, dato che solo l'intercessione degli altri può ormai saldarne il tributo.

Non dimenticatevi dei vostri cari che hanno dato tanto per voi e sono defunti, non dimenticate le anime più dimenticate e tribolate; ricordate tutte le anime purganti! Esse si fanno povere e, con le mani aperte, chiedono a voi, bussano alla vostra porta, e non ve ne rendete conto.

Molto preziosa è questa carità che lava le loro colpe nella preghiera, nelle opere di bene fatte a loro nome, nel Sacrificio della Santa Messa, in ciò che potete; voi attenuate così la pena, ne diminuite il tempo, o le mandate subito in Paradiso. Queste anime saranno i vostri amici più cari, intercedendo per voi al vostro di Giudizio: pregheranno per il vostro di Purgatorio.

Io le amo, il mio Cuore trabocca di pietà per esse… Se sapeste quale tenerezza mi suscitano, l'avreste pure voi, se sentiste i gemiti di aiuto; ma non viene annullata la sentenza personale poiché Dio è Giusto per i riguardi all'offesa della sua Divinità e le ferite verso i fratelli che vanno sanate. Per questo vi dico: "Non si esce dalla prigione se non si è pagato sino all'ultimo debito. Aiutatemi, con Me, a pagarli! Ti benedico".

 


23 ottobre 2011
 "Ti amo, mio Dio, mia Forza!"

"Mia piccola Maria, cosa dice stasera il salmo? "Ti amo, mio Dio, mia Forza!". La vostra forza viene dall'amore di Dio. Se tutti voi lo vivreste non sareste così timorosi. A colui che mi chiede: "Qual è il più grande dei Comandamenti?"… Io rispondo: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, la mente e le forze!". É nell'amore primario a Dio, è nell'adempimento del I° Comando che hanno senso e prendono valore tutti gli altri Comandamenti. É dal I° che si acquisisce la forza per vivere ed essere fedeli agli altri; e l'adesione ai divini Comandi si fa di conseguenza testimonianza e senso di prova d'autenticità del vostro amore divino. Se non c'è questo amore primario che senso ha il compiere il bene, una moralità vissuta, l'adesione al mio Insegnamento? Se non c'è la speranza della fede di un'eternità, di un'esistenza che è fine solo a sé stessa, che motivazione ha adempiere i divini Comandi? Una vita senza eternità muore e si spegne in essa. Una pianta senza radici perisce. Le radici del vostro cuore, della vostra mente, del vostro agire sono in Dio; se vengono spezzate, tutti i germi demoniaci invadono la creatura, la inquinano, la corrompono e la devastano con la loro morte.

Come mai questi giovani di oggi sono come infelici, irrequieti, duri? Non sono cresciuti nell'amore di Dio: non Lo conoscono. Perché le famiglie sono divise, devastate? Come mai questo marasma che cresce in un mondo che decade…!? Non è vissuto l'amore di Dio! É nel suo Amore che ha senso il bene nella rinuncia di sé, e il suo frutto dà ordine a pace.

Vivendo il i° Comando voi trovate la forza per vivere la Sacra Legge; allontanandosene, l'uomo decade sempre più nel peccato. E se intorno a voi notate che viene rinnegato, cosa fare? Vivetelo voi per prima, figli miei! Pregate che scenda su di voi, e intercedete per i vostri fratelli. Chi non conosce l'amore di Dio non ha vita in sé. Esso è una potenza che ha la forza di trasformare il cuore, la mente e l'agire in ogni uomo. Ti benedico".

 


25 ottobre 2011
"Il Signore Dio su ognuno dei suoi figli vuole compiere un'opera mirabile"

"Mia piccola Maria, appena puoi vai a confessarti, è bene confessarsi spesso, dato che la Confessione dà forza, e forma: l'anima si fa sempre più radiosa, dato che la polvere delle miserie continuamente si deposita.

Stasera la Parola vi dice: "Figli, le sofferenze di oggi non sono paragonabili alla gloria che vi attende". Lo so, ora vi sembrano gravose perché non sapete ciò che il Signore ha preparato in Cielo: Dio paga da Dio…! Il Signore Dio su ognuno dei suoi figli vuole compiere un'opera mirabile, e il Vangelo ve lo descrive: seppur piccoli e nascosti allo sguardo degli uomini quanto un semino di senape ma conosciuto allo sguardo del Padre, se siete abbandonati a Lui, Egli ne fa una pianta forte, grande, i cui rami protendono al Cielo per glorificarlo e farne frutto per il bene. Seppur quasi invisibile e nascosto come il lievito nella farina, se dato a Dio, Egli lo lievita, lo maggiora per farne un pane buono, un pane che nutre: ne fa un'anima santa.

E cosa fa crescere il seme a pianta, e il lievito per farne pane, se non la fede che è Grazia di Dio? E dove attecchisce, ove si posa la fede e viene accolta, se non nella piccolezza, nell'umiltà che vi fa abbandonati all'azione del Padre? La piccolezza, così discreta e nascosta, che si rivela compiaciuta a Lui che opera, poiché si rende duttile, si lascia plasmare e formare perché Egli crei un'Opera in noi mirabile, perché ne faccia meraviglie. La materia nella sua trasformazione, nella sua opera di formazione comporta cambiamenti, un cambiamento che dà sofferenza. Così come il legno, che si deve lasciare scolpire, scalfire, scavare per trarne uso per il servizio e la bellezza. Così come la creta che si lascia plasmare ripetutamente per trarne oggetti di utilità per il bene, così per ogni cosa creata, e la stessa natura umana, deve abbandonarsi fiduciosa all'opera delle mani di Dio che la cambia, la trasforma in Sé, per renderne un'opera a santità. Ti benedico".

 


29 ottobre 2011
 "La Chiesa si fa santa se i sacerdoti sono santi"

"Mia piccola Maria, non ti preoccupare: Io guido la tua storia. Oggi la Parola di Dio richiama fortemente i sacerdoti. Li invita con vigore alla santità; richiama nel Vangelo, ma anche ancor prima nei tempi più antichi tramite il profeta, ad essere vigilanti nella grande responsabilità acquisita, che è terribile dinanzi a Dio, ed è sotto il suo sguardo. Questi richiami sono anche per i giorni vostri. Forse che le cose sono cambiate? No, anzi vi dico che sono "peggiorate"! Dove sono i sacerdoti santi? Dove quelli che pregano che, oranti, rimangono dinanzi al mio tabernacolo, quelli che, per ore, sono fedeli al Confessionale, al servizio delle anime? Ne vedo sempre meno.

La Chiesa si fa santa se i sacerdoti sono santi; e oggi, pur rammaricandosene, i sacerdoti per le chiese vuote cosa fanno? …Riunioni, tavole rotonde, discussioni, che servono poco o niente. La Chiesa tornerà gremita, le anime torneranno quando si vivrà la santità del sacerdozio. Il sacerdote è chiamato ad essere portatore della pedagogia di Dio a formare i cristiani all'amore divino; ma come lo può se non lo vive egli stesso? É il tempo in cui i più di essi non lasciano che il Signore cammini dinanzi a loro e li guidi, ma usano Dio come mezzo per le loro affermazioni. Iddio diviene la coda del pavone che essi ruotano per farsi ammirare.

Spesso la medesima predicazione diviene sfoggio del proprio sapere, della propria bravura, simili ai miei tempi; si è malati di protagonismo. Si vuole essere ammirati; c'è il culto di sé e, se allora allungavano i finimenti dei loro vestiari e amavano i primi posti, oggi cosa è cambiato…? Il cambiamento nasce prima dalla propria persona, non è imponendolo, solo relegandolo agli altri, ma prima nel rigore di sé: allora si è reali testimoni.

Nei seminari non si viene preparati a vivere un sacerdozio santo: s'impronta tutto su una preparazione fortemente culturale e poco alla preghiera e allo spirito; eppure solo quando un sacerdote vive di Spirito e, più che della parola e del sapere, testimoniano e parlano le sue ginocchia piegate e il suo cuore verso il Padre, solo in questo stato lo Spirito Santo, che alberga in lui, richiamerà anime. Lo dichiarano con le parole e lo predicano, ma pochi lo fanno.

Quando un sacerdote è santo? Quando prega in verità ed è umile; quando vive di adorazione e nel servizio. Le responsabilità di un dono tanto grande, quale il sacerdozio, viene manifesta e improvvisa per i sacerdoti al momento del Giudizio; e… quanto sarà più gravoso il Purgatorio per essi! E spesso non sono per le colpe gravi, ma per la superficialità alle cose sacre: le omissioni, l'indifferenza, la smania di sé! Pregate per avere santi sacerdoti!

Quanto è vitale ciò per la Chiesa e per voi, anime mie, che siete chiamati, se non ad un sacerdozio consacrato al Ministero, siete sacerdoti per il Battesimo, ed è doveroso che preghiate per essi per sostenere le loro battaglie e le molte tentazioni in tempi così difficili che devono affrontare. La responsabilità quindi è reciproca, ma maggiore per il sacerdote, che è chiamato, formato; ha avuto grazie dal Cielo per essere ciò. Pregate per essi! Chiedete a Dio figli sacerdoti e consacrateli alla Madonna!

Tornate, sacerdoti, al tabernacolo ogni giorno! Tornate adoranti alla mia preghiera: non disperdete il tempo andando ovunque nel vuoto. Chiedete a Me l'amore e dite: "Signore, aiutami ad essere il Pastore buono che Tu vuoi che io sia, dammi la luce per essere la guida alle tue pecorelle per condurle presso di Te!"

Sacerdoti, tornate all'umiltà, affidatevi alla Madre mia: amatela e consacratevi al suo Cuore, tornate a dire il Rosario! Ella si prenderà cura di voi. Fate come ogni sacerdote santo ha fatto, ed Ella vi terrà fusi a Me. Ti benedico".