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giovedì 17 agosto 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di agosto 1996, agosto 1998, agosto 2009, agosto 2010, agosto 2011, agosto 2012, agosto 2013, agosto 2014, agosto 2015 e agosto 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Marzo 2010

Consacratevi al Cuore di Giuseppe!

 

 

Ave Maria!

 

1 marzo 2010
 "Andate a lavarvi nel Sangue di Cristo, confessatevi!"

"Mia piccola Maria, gli angeli sono già andati e gli uomini stanno operando in questo luogo, scavando nel terreno, ma i più sono già morti, sono già in purgatorio.

La mia Parola vi richiama: è quaresima, e vi richiama a vivere il perdono, il perdono che solo Dio vi può dare. La quaresima è il tempo del ritorno a Lui e non ci si può ricongiungere se non c'è il suo perdono, dato che Dio è tutta Giustizia, Verità, Bene, è "Il Santo dei Santi" le cui viscere sono d'incontenibile compassione per voi, e vi perdona sempre, ma vuole che l'uomo venga a Lui e che, pentito del suo peccato, invochi il suo perdono, dato che solo il perdono di Dio vi lava, vi ricrea a vita nuova. Vi è stato dato per questo il sacramento della Confessione, ma quanti vi fanno ricorso? É il sacramento così denigrato, allontanato, sempre meno vissuto, e spesso si vive una confessione così superficiale! Quante file per venire a ricevermi, in tempi gioiosi nelle grandi celebrazioni, nelle celebrazioni funebri, ma vengono a me senza confessarsi, sporchi: … l'odore è nauseabondo! E quali sono i sacerdoti che hanno così rispetto e amore della mia Persona da dire: "Prima andate a lavarvi, andate a confessarvi!". Andrebbero loro in un pantano di putredine, s'immergerebbero in esso, o chiederebbero prima che tutto fosse lavato e pulito? Questo non è più valido per chi è la "Santità"? Vengono a Me senza essere lavati e, senza perdono, la mia Grazia non attecchisce, non c'è crescita e non si viene nutriti di Me.

Solo immersi nella Misericordia di Dio voi siete capaci di misericordia, voi perdonate ai fratelli, non giudicate e non condannate l'altro. Solo chi ha vissuto l'esperienza del suo Amore misericordioso sa farsi misericordia. Chi non ha peccato? Pure i Santi si sono dovuti lavare dalle loro colpe nel perdono del Signore e, dalla sua Misericordia, sono divenuti Misericordia. Per questo vi chiedo, figli, miei, in questa quaresima: andate a lavarvi nel Sangue di Cristo, confessatevi! Pregate prima perché lo Spirito v'irrori e vi dia luce del vostro stato, e pregate l'angelo custode che vi sia acanto; non abbiate reticenze; Io non mi scandalizzo, ma vi accolgo. Dal mio perdono nasce la vostra vita. ti benedico!".

 


2 marzo 2010
 "Nell'umile l'Altissimo si compiace e fa meraviglie, dona Sé stesso"

"Mia piccola Maria, mi faccio sempre più intimo al tuo cuore, e stai serena per ciò che devi fare, Io ci penso. Stasera la mia Parola e questo tempo di quaresima vi richiama di nuovo all'umiltà. La radice di ogni male dell'uomo è la superbia. Tutti i mali hanno inizio in essa; nasce e vive dalla notte dei tempi. Nasce con l'uomo che vuole la sua autosufficienza, vuole essere e spesso prevaricando sugli altri. Per questo vi richiamo, mediante la preghiera e la mortificazione, a piegarvi, a farvi umili; solo nell'umiltà Dio può entrare. Nella Parola di oggi Io vi dico: "non temete, non mi scandalizzo del vostro peccato, fosse pure scarlatto, rosso per la grandezza della sua vergogna, Io vi farò divenire di color bianco come la lana, puri; esso vi verrà cancellato".

Molti ormai non vengono più alla confessione, omettendo, o in modo molto superficiale. Dicono: "perché devo dire ad un altro le mie colpe?", oppure: "quale male ho fatto?", mentre tutti peccano, tutti sono peccatori e debitori presso Dio. É volere del Signore che, proprio attraverso questo sacramento ci sia la remissione del peccato, in questo atto di umiltà di chi, pentito, piega la ginocchia per chiedere perdono, in chi, con cuore sincero, vuole essere da Lui giustificato. Chi viene in questo atteggiamento umile, mediante il sacerdote, ove Io sono, viene perdonato e la creatura và giustificata. Chi non viene in umiltà, chi rimane nella superbia, rimane nel suo peccato e in esso muore.

Perché non vengono alla confessione? Per la superbia. La superbia che vive da sempre, e in questo periodo storico è in tutti i settori, pure nella Chiesa. Quanta voglia di protagonismo, di prestigio, di far carriera per acquistare una forma di potere e di gloria, e così, come ai miei tempi, gli scribi e i farisei, usano le belle parole e Dio per sgabello per potersi innalzare. Così oggi quanti pur nella Chiesa! Il Signore è usato come trampolino di lancio per affermar se stessi, per avere il plauso della gente, per la propria autostima, per ricerca della gloria umana. E non sanno che la gloria umana con l'umano perisce, e che cercare gloria è rubare la Gloria a Dio, di cui è l'unico che ne ha il diritto e ogni giustizia?

Siate umili! Nell'umiltà c'è il gradimento di Dio, nell'umile l'Altissimo ci compiace e fa meraviglie, dona Sé stesso e la sua santità. L'umile è la terra che, timida, si nasconde, ma accoglie il seme e tutto ciò che la feconda; non trattiene per sé, ma si pone al servizio per il bene di tutti. Di questa terra il Signore ne fa Cielo, l'innalza per farne il suolo, il giardino dei mille colori, ove Egli cammina in Paradiso. Ti benedico".

 


3 marzo 2010
 "Il Cielo non pensa come la terra"

"Stasera Io mi avvio per Gerusalemme ove i sacerdoti e la folla mi processeranno e mi condanneranno a morte. Sarò messo a morte. Io insegno ai miei Apostoli che la via del Cielo si conquista attraverso a sofferenza della Croce. I miei apostoli non comprendono e tanto meno Salòme, la madre di Giovanni e Giacomo. Chiede un posto in Cielo per i suoi figli, accanto a Me! Salòme è una donna buona, temprata al sacrificio, viene a Me con trasporto, ma ancora le sue vedute, i suoi modi di pensare, sono umani, e dovrà molto peregrinare nella sua vita per affinare lo spirito. Il posto che il padre celeste ha dato ad ognuno di voi è stabilito e pronto da sempre. Così come siete nati sulla terra in quel luogo e in quella condizione, voluta da Dio, così nascerete al Cielo per abitare quel dato posto. A voi il compito e l'opera di raggiungerlo, di raggiungere il Regno dei Cieli, che si conquista con la Croce, con la sofferenza della via crucis, che qui sulla terra è però da Me addolcita, nelle pause, dalle consolazioni, irrorate del mio divino Amore.

Salòme conoscerà su di sé la sapienza della croce, vivendola sulla sua persona prima, spettatrice del mio dolore e della mia crocifissione, e poi nel suo amore materno trafitto dal dolore della morte di Giacomo e nel suo peregrinare delle strade del mondo per raggiungere Giovanni. Ella si raffinerà così tanto lo spirito da farsi Santa (*). Non sono le grandezze del mondo, non è la potenza umana, i regni o i troni della terra, che fa sì che attragga Dio, ma l'umile servizio di chi si pone in umiltà al servizio della croce. Essa vi fa da scala al Cielo. Questo vi renderà regali e vi farà degni abitanti, creature regali per il Paradiso.

Il Cielo non pensa come la terra. Il potere umano si conquista con il predominio, il Cielo si conquista, donandosi nel servizio amoroso di chi si fa piccolo servitore. Ti benedico".

(*) La tomba di Santa Maria Salòme si trova a Veroli, dove è venerata anche come Patrona della città.

 


4 marzo 2010
 "Cos'è l'inferno?…"

"Mia piccola Maria, lo Spirito durante la Santa Messa già ti rivela quel che Io vengo a confermarti nella parola. Vi dico: "Figli, miei, non confidate in voi stessi, non confidate nelle cose, non confidate negli uomini!". Non attaccatevi alla terra, poiché tutto passa. La vostra vita sembra lunga, ma è solo un soffio del mio respiro, solo un battito del mio Cuore, ed è già finita e, se vissuta nella materia, con la materia muore.

Poveri i ricchi, poiché difficilmente si salveranno; sono pochi quelli che si ravvedono. Essi bastano a sé stessi, saziano le loro fami inutili e non condividono con i fratelli. Voi dite: "Beati i ricchi!", dato che il denaro gli agevola la vita. É vero, gli viene facilitata umanamente, ma se sapeste quanti inferni portano nel cuore! Io chiamerò e chiederò responsabilità di coloro che sono ricchi di cose, ricchi di sé stessi, dei doni ricevuti; ricchi anche nello spirito, per i doni celesti, dato che Io ne chiederò conto nel Giudizio, se hanno condiviso, se li hanno fatti fruttificare per l'altro.

Voi dite beati anche quelli che hanno doni di Dio: è verro, beati perché ciò li riconduce a Me, ma se sapeste quale responsabilità questi doni, che vengono dati dal Padre per il bene di tutti e non trattenuti a sé, e in questo modo passare al demonio.

Questi doni sono sempre accompagnati, quando autentici, da una grande sofferenza e incomprensione; hanno il segno della Croce poiché sono timbrati e firmati dal Crocifisso.

Io non voglio che l'uomo viva e soffra nella miseria, ma che abbia ciò che necessita al suo sostentamento, il di più vizia l'uomo e lo allontana da Dio, mentre ciò che sovrabbonda, che avanza, va dato al fratello, condiviso con chi ne ha bisogno.

Oggi nel vangelo vi viene mostrata e rivelata questa condizione: l'Epulone è ricco, basta a sé stesso, crede di vivere in eterno, non ha compassione poiché il ricco si attacca a ciò che possiede e lo idolatra, non ha poi sentimenti di pietà per chi è nella necessità, e che gli è acanto. La situazione presto cambia: l'Epulone muore e viene posto all'inferno, di cui poco si parla, eppure c'è, sussiste! La Chiesa poco ne fa riferimento per non fare brutta figura.

Se sentiste le grida, le bestemmie dei dannati, che non hanno riposo e sono senza tempo: continuamente, in eterno è il loro tormento. Se voi vedeste non potreste più prendere sonno e il vostro pensiero sarebbe là presente. Cos'è l'inferno? É un tormento che lacera nell'anima, che corrode a morsi e devasta perennemente nel terrore, senza pace, senza posa, senza tempo. É il luogo ove vive l'oscurità; non varca in esso più nessuna fievole luce, non entra più amore; ove l'anima non è più curata da alcuno, ove nessuno più viene ricordato e non più desiderato e voluto, …più per nessuno! Ove il terrore vive, e la bestialità, le bestialità che …si trasformano e si sbranano a vicenda.

Vi offro Me, vi offro il mio braccio, perché nessun'altro abbia a condurvi, … perché molti lo rifiutano? Siate poveri, poveri di voi, delle cose, poveri per ammantarvi delle ricchezze di Dio, poveri della terra e della sua materia, per aspirare alle ricchezze senza fine del Cielo, ove il tributo è un pagamento eterno. Ti benedico".

 


5 marzo 2010
 "L'Amore cerca l'amore, e amando, si ripara all'Amore"

"Mia piccola Maria, oggi è il giorno in onore del mio divin Cuore nel primo venerdì di quaresima. Molte sono le preci che si elevano dai miei devoti, ma pochi in confronto alla moltitudine dell'umanità, che ne è dimentica, che non mi ama, che non conosce nemmeno. Il mio Cuore è offeso dai molteplici oltraggi, dal disprezzo, dalle bestemmie, dal disamore che continuamente Lo ferisce e richiede riparazione. Quanto freddo, quanto gelo, e incapacità ad unirsi a Me, anche da quelli della mia Chiesa, che dicono di seguirmi; ma sono proprio quelli che vivono nella mia Casa che più mi feriscono. Il mio Cuore vive, la mia sofferenza è presente e il mio dolore è perenne, e richiede riparazione. Come va effettuata questa riparazione? Offrendo la Santa Messa, con la preghiera, amando, dato che l'Amore offeso si ripara con l'amore.

Ci sono poi due vie particolarissime che cicatrizzano le ferite profonde scavate nel mio divin Cuore, e sono: la meditazione dei miei dolori, vissuti nella mia Santissima Umanità e nella mia Santissima Passione. Quando voi meditate, nel mio dolore, i chiodi che penetravano le carni e spezzavano le ossa, ed è verità. Ma c'è anche un altro dolore che sono i chiodi che hanno colpito conficcato il mio Cuore: i chiodi dei peccati, che si accanivano contro di Esso, i dolori morali, che lo crocifiggevano; e sono l'odio nel quale ero avversato, il disprezzo, l'irriconoscenza, l'incomprensione, il rifiuto, e per colui che è l'Amore, che chiede e si nutre dell'amore, e cerca l'amore in voi, e viene cacciato, messo a morte: muore per il disamore.

Il mio Cuore scoppia di dolore, si spacca sulla croce, e ciò, ancor prima che dalla morte fisica, viene provocato dall'odio, dall'indifferenza, e dalla sofferenza del rifiuto, che penetra la mia anima, e mi ha fato morire.

L'altra via è: amarmi con il Cuore di mia Madre, offrendo le vostra vita, vita di preghiera, che passa attraverso il Cuore Immacolato di Lei, che è l'Amore più veritiero, profondo, delicato, che ripara e ridona forma al mio divin Cuore, che era tutto lacerato. Ne cura le piaghe, dà sollievo e calore in tanto gelo: è la sua mano che mi accarezza, che ancora mi conforta; è il suo battito, che Io sento, che mi ama. L'Amore cerca l'amore, e amando, si ripara all'Amore. Ti benedico".

 


7 marzo 2010
 "Non è il Signore Iddio che fomenta le guerre,
né vuole la fame e la malvagità"

"Mia piccola Maria, lo Spirito, durante la Santa Messa già parla e, nell'ascolto della santa Parola, si apre e ti si rivela. Non è Dio l'autore del male che vi colpisce, e di cui tanti uomini Lo accusano, né delle sofferenze in cui siete oppressi. Ciò è causato dal male del peccato, e delle conseguenze che ne derivano. Non è il Signore Iddio che fomenta le guerre, né vuole la fame e la malvagità. Egli vi insegna e riconduce alla giustizia, al soccorso, alla pace. Né è Dio che fa esperimenti scientifici con i quali scatenare la natura e scuoterla dal suo ritmo naturale; e così pure il peccato che la imprigiona si fa energia negativa, che la possiede e la scuote, e ne avete gli sconvolgimenti. É il peccato che corrode, ed è seme di ogni male fisico e spirituale, proprio ed altrui, che genera dolori, malattie, persecuzioni. E dato che nella conversione vi lavate, vi purificate da esso, e date origine al bene, l'energia del bene si contrappone al male e dilaga, portando la sua forza, la sua salute, la sua vita. É una battaglia. L'una si contrappone, si sovrappone all'altra, e dalla vittoria di una ne nascono i frutti e le opere. Il Signore dà al mondo il necessario alla sua sussistenza, dà l'aiuto e offre esistenza ad ogni creatura; c'è però il libero arbitrio; ognuno vive secondo la scelta della sua coscienza; e se oggi i mali sono aumentati, si sono dilagati, nella parola di stasera Io vi dico: la terra è questa pianta malata del vangelo, malata del suo male, che la corrode e la devasta al suo interno, la fa divenire sterile di vita: i suoi frutti si fanno marci, e tende sempre più a inaridirsi. C'è però la preghiera degli eletti, dei figli fedeli, della Madonna, che intercedono e chiedono proroga alla sua esistenza, e cercano di coltivarla, di nutrirla, concimandola con le loro preghiere per far sì che riceva il bene, e sia difesa dai parassiti, dalle tenebre che l'invade.

Se la pianta accoglie, avrà l'energia del bene, che porterà linfa nuova e sarà rigogliosa di vita feconda. Se rifiuterà, il suo male la pervade, e perirà in esso: non avrà linfa e nella sua sterilità muore. Per questo ancora chiamo l'uomo a convertirsi, a fare la scelta del bene, che vive in Me, nel mio Amore accolto. Ti benedico".

 


8 marzo 2010
 "La stessa fede viene imprigionata, la rendono razionale"

"Mia piccola Maria, le intenzioni che mi porti sono già in Me. Ma ogni volta che tu me le presenti Io le benedico. Per il libro, per cui pregate, ti dico: esso avrà diffusione, senza darvi preoccupazione, ma nell'abbandono fiducioso dell'intervento di Dio si troveranno i mezzi per essere divulgato.

C'è bisogno sempre dell'abbandono fiducioso della creatura al suo Padre Celeste: che ci si fidi, che si creda totalmente e ci si abbandoni nelle sue mani. A questa fiducia Iddio rimane incantato. Egli apre la braccia, e si arrende; è indifeso e dice: " Come è possibile dire di no ad una creatura che ha così fede, e di Me così si fida e si abbandona?". Dalla fede nascono i miracoli, le grazie. E questa sera il vangelo velo conferma.

Io vado a Nazareth, ma sono respinto dai miei concittadini. Non riconoscono, né accolgono la mia Persona, anzi vogliono uccidermi. Non ci sarà che qualche miracolo a Nazareth, per i più non ce ne saranno, perché non c'è fede in Me e non c'è nemmeno fede nel Padre Celeste, in cui dicono di credere e operare; sennò al mio incontro copiose sarebbero state le grazie su di loro! La fede, l'abbandono fiducioso fa piovere la Providenza dal Cielo.

Ripresento ad essi la Parola: quando Naaman, il siro, guarisce dalla lebbra, bagnandosi nel Giordano sette volte, è la fede dei suoi servitori che lo salva; è per la loro preghiera che intercede per lui. Il Giordano già prefigura il futuro Battesimo, che vi ricrea dal peccato a nuovo essere; e le sette volte sono segno dei sette doni dello Spirito Santo. É da questa fede dei suoi servi che Naaman acquista salute e la sua fede nello Spirito. Egli era buono, trattava con bontà la sua servitù, che hanno ricambiato, con questa carità.

Ricordo ai nazareni che solo ad una povera vedova il profeta Elia operò un miracolo. Ella pregava, giorno e notte, verso il Cielo la sua povertà, il suo bisogno; e la sua fede è stata ascoltata; il Signore è venuto in soccorso.

La fede, figli miei, vi risana, fa giungere l'intervento e l'opera di Dio su di voi. Oggi, se non ci sono più miracoli, o sono così pochi, anche nella Chiesa ne avvengono meno, è perché la stessa fede viene imprigionata, la rendono razionale, la sottopongono alla psicologia e ad effetti scientifici. La fede è irrazionale, la fede nasce e vive nel cuore, è lì che Dio viene, interviene, ed opera la sue meraviglie. Ti benedico".

 


9 marzo 2010
 "Oggi quanti sono i sacerdoti che, per ore, stanno al confessionale?"

"Mia piccola Maria, Io ti sto guardando, la tua è una ferita aperta che ancora sanguina, ma ti sto sanando. I tuoi figli li hai assistiti e amati, nei compiti casalinghi e nelle cure, ma soprattutto li hai aiutati, provvedendo con la benedizione della preghiera, mediante la quale si salvano i figli. L'adempimento del compito materno non si assolve nel pensare ad ingrassare gli stomaci e la preoccupazione dei bisogni fisici, ma sia primario la cura nei bisogni spirituali, a vivere la preghiera, la Santa Messa, ad offrire i propri figli al Signore Iddio, che ve li ha donati. Ah, se le mamme, pregassero di più per essi, e meno si curassero del cibo, quanti figli si sanerebbero nello spirito e verrebbero partoriti per il Cielo!

É iniziata, in questa parrocchia, la settimana sacerdotale; pregate il Santo Curato d'Ars, che vi viene posto in rilievo, ad esempio, in questo anno dal Santo Padre per il sacerdozio. Le folle accorrevano a lui, e cosa andavano a cercare? Un uomo di grande cultura, di prestigio, di bell'aspetto? Egli era un uomo semplice, di modi modesti, di non attrattiva esteriore, ma ricco di spirito, ed andavano a lui per irrorarsi e ricevere lo Spirito, per avere il retto consiglio, il discernimento, la ricchezza dell'amore di Dio; realtà che dovrebbero vivere i sacerdoti, ma i più, la maggioranza, non dà, non è capace perché non ha lo Spirito, e non ha lo Spirito perché non prega, non vive più l'intimità con il proprio Signore.

Il Santo Curato d'Ars è l'uomo della misericordia: quante giornate e notti intere nel confessionale, per aiutare le anime a sanarsi, ad esercitare il ministero della Misericordia.

Oggi quanti sono i sacerdoti che, per ore, stanno in confessionale? Che si dedicano, con amore, a questo ministero? Sono così pochi. Non c'è più l'amore di Dio, e senza quest'amore non c'è più l'amore per la salute delle anime.

Pregate il Santo Curato d'Ars; ora egli vive in Cielo il tributo e gli onori delle folle, che ha aiutato a salvarsi. Pregate per i sacerdoti, offrite Sante Messa, preghiere, mortificazioni, digiuni, quel che potete. Un sacerdote che si salva, salva innumerevoli anime e, per lui che avete aiutato, la vostra anima è predestinata al Paradiso.

In questo periodo storico la Chiesa è decaduta, ed è così poiché il sacerdozio è decaduto. Aiutare per la salvezza e per la santità, pur un solo sacerdote, è sanare parte della Chiesa. Ti benedico".

 


10 marzo 2010
 "Oggi la Legge divina viene travisata"

"Quando un'anima mi dice: "Ti amo!", e ciò gli viene dal profondo del cuore, il mio trasale di gioia. Quando l'amore è autentico, vero, vissuto, ogni sua preghiera diviene un "Ti amo!"; ogni sguardo al Cielo, ogni opera di bene verso i fratelli è un "Ti Amo!". E, per quanto possa essere solo una fiammella, una piccola luce, e il mio Amore un incendio, Io prendo la fiammella e la assorbo nel mio ardore, sicché questo divenga un unico Fuoco, un unico incendio.

Quando l'anima mi ama vive i Comandamenti di Dio così come Io ho detto: "chi mi ama osserva i miei Comandamenti". La via del volere di Dio vi è stata data per amore, e non perché vi fosse di fardello; per far sì che rendesse l'uomo libero, gli desse luce per giungere in un percorso diritto al Cielo. Fuori di questo percorso ci sono i burroni, le trappole del nemico, che rende l'uomo schiavo. É una legge che si vive per amore.

Io sono venuto a darvi compimento, non a cambiarla, ma irradiarla della mia Persona, dell'Amore, a darvene la vita nella crocifissione, nel mio sacrificio, che testimonia l'Amore, che vi dà l'aiuto, la forza, il senso, che vi santifica questo percorso, questo viaggio dell'esistenza, di Me, della passione del bene, che sono.

Oh, so che la creatura può sbagliare e cade ma, se pentita, le mie braccia sono sempre pronte a raccogliere per ricondurre alla via diritta. Cos'è la confessione se non la ricucitura allo strappo fatto alla trasgressione di Dio e all'anima vostra? Essa ricuce e vi rende nuovo l'abito. La Legge non va cambiata nemmeno in una virgola; essa va vissuta così come vi è stata data dal Padre vostro; il suo volere è il vostro bene.

Oggi anche nella Chiesa, nel suo insegnamento, in molte parti, la Legge divina viene travisata, cambiato il senso, disposta e modificata in modo tale che sia conforme al volere dell'umanità, alle esperienze e desideri umani. Ma facendo così si allontana l'uomo da Dio e lo si corrompe.

Amate la Santa Legge, irrorandoLa di Me. Io allora vi prendo per mano, vi conduco, non vi lascio soli; ogni passo che voi farete sarà:"Signore, ti amo!". Ed Io risponderò: "figlio, Io ti amo di più!". Ti benedico".

 


11 marzo 2010
 "Questo tempo storico è schiavo del demonio muto"

"Mia piccola Maria, sì che puoi ascoltarmi! Io ti parlo nella profondità del cuore, pur se ti si sono messe accanto le tue cugine e ciò non è casuale. Vengono per la Santa Messa offerta per i genitori; ed essi desiderano da te che tu preghi per le loro figlie, che sono ancora legate, e così occupate da questo demonio muto, di cui parla questa sera il vangelo.

Questo tempo storico è schiavo del demonio muto. Esso è colui che vive nella maggioranza dell'umanità, e più del demonio che sbraita, e che grida. Egli ha reso muta la voce degli uomini per non farli lodare e pregare Dio, e ha anche tolto loro l'udito all'orecchio perché non ascoltino e non ricevano in sé la Santa Parola; ha reso ciechi gli occhi perché non riconoscano nei segni, in ciò che li circonda, la presenza del Creatore. Questo demonio rende egoisti, chiusi, inariditi; toglie l'amore, rende incapaci di amare il Signore e i fratelli.

Quanti, che sembrano creature buone, rispettosi e non compiono chissà quali gravi peccati, ma hanno lo spirito muto, non vivono più il primo Comandamento, non amano, sono chiusi in sé, al proprio io e ai bisogni della propria esistenza, dimenticandosi dei bisogni dei fratelli. Vivono l'idolatria del proprio essere.

Chiamo noi, figli miei, che siete liberi in Dio, e in Lui avete la parola per lodarlo e pregare, avete l'udito per ascoltare e ricevere la Santa Parola, avete lo sguardo per contemplare e amare il Cielo e ciò che è creato, e sapete riconoscere negli altri la stessa origine, la medesima figliolanza, il fratello. Chiamo voi, figli miei, ad offrire la vostra vita, che vive in Me, per far sì che siate guida per essi, offerta che risana il loro mutismo, la loro sordità, la loro cecità. Quanti ne aiuterete così a salvarsi! Siate perseveranti sino al tempo che Io giunga; non perdetevi d'animo: Io vengo! Io vengo a risanare l'umanità dal demonio e dalle sue schiavitù. La vostra perseverante preghiera offrirà loro luce, discernimento, per saper scegliere, in quel tempo, il Signore Dio e avere liberazione. Ti benedico".

 


12 marzo 2010
 "Qual è il più grande dei Comandamenti?"

"Voi creature mi ponete argini e confini e delimitate l'Eucaristia nelle vostre intenzioni. Essa, entrando, congloba in sé, assimila ciò che voi stessi portate nel cuore: le persone per cui volete offrire; Essa si dilata. Dio vede ciò che voi non potete vedere e contiene ciò che voi non potete contenere. Voi ponete limiti, confini a Dio, che non ne ha.

Stasera nella Santa Parola il profeta Osea richiama il popolo perché torni, pur se ha peccato gravemente, se è caduto, torni al Signore che grandemente perdona, dato che la sua Misericordia, la sua magnanimità, non ha orizzonti: è smisurata.

In questo percorso di quaresima ancora si torna ad invitarvi a venire alla Confessione. Quante anime, pur poi venendo, mantengono reticenze: non dicono le cose più profonde e nascoste; e pur avendone peccato, ritengono che non vadano dette e riferite al sacerdote, siano solo cose propie, oppure ne hanno vergogna.

Questi blocchi non permettono la purificazione, e senza di essa l'incontro con la fusione di Dio, la crescita al suo Amore. Quell'amore di cui nel vangelo uno scriba mi fa domanda nel primo Comandamento. Qual è il più grande dei Comandamenti? Ed Io attesto e confermo: "É il primo: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, la mente, con tutte le forze", poiché solo in questo Amore totale voi potete amare i fratelli come voi stessi. Senza quest'Amore divino il vostro è circoscritto ai vostri interessi, alle vostre esigenze; terminate queste c'è il rifiuto dell'altro o indifferenza.

Quando amate, e quando vive il primo Comandamento nella persona, esso è l'acqua che scorre continuamente, è l'acqua vitale che si rinnova e dà vita. I Santi sono coloro che hanno vissuto, hanno incarnato il primo Comandamento. Conoscetene la vita, imitateli! In questa fusione a Dio voi avrete purificazione e crescete nell'amore. Riuscite a vincere queste reticenze, che divengono scogli, muri, rocce, che non permettono il proseguo della strada.

Andate dalla Madonna, Lei la Madre della Misericordia, vi aiuterà. PregateLa, rifugiatevi a Lei, che vi aiuterà e confessarvi bene, a liberarvi da ogni remora; e dal perdono ricevuto, vi accompagna nella purificazione, che si fa piena. Maria poi vi introduce nella intimità del Cuore di suo Figlio, nei suoi segreti, perché Lo amiate, dato che il desiderio più grande della Madonna è che ogni cuore ami il Signore Dio, come Lei Lo ha amato, e anche di più. Ti benedico".

 


13 marzo 2010
 "Stasera ricordate la parabola del perdono, del figlio prodigo"

"Ogni volta che voi offrite l'Eucaristia per i vostri fratelli voi li aiutate a fare un passo in più nella crescita a Dio o, se lontani, perché il loro passo si volga verso la casa del Padre, che hanno lasciato. Per questo è così importante la preghiera per i fratelli, le Sante Messe offerte, non solo per i defunti, ma per tutte le intenzioni dei viventi. Stasera ricordate la parabola del perdono, del figlio prodigo, che rappresenta tanta parte dell'umanità che, per una pretesa voglia di libertà e di ricerca di felicità, abbandona la Casa del Padre con i suoi Dettami, la sua certezza, la sua protezione, la sua difesa per percorrere strade lontane che conducono al peccato, all'impoverimento di sé stessi, ed alla infelicità.

Dov'è il merito della creatura che ritorna? Di prender coscienza, con un atto di umiltà e di pentimento: riconosce che questo suo stato è per sua colpa, per suo errore, e abbraccia il desiderio di tornare al Padre, ove c'è vera vita.

Dall'umiltà e dal pentimento c'è il ritorno, il passo che conduce di nuovo a casa. E cosa vi trova questo figlio? Un Padre che lo aggredisce, che lo rimprovera aspramente? No, egli è lì, da tempo, a guardare ogni giorno all'orizzonte il suo ritorno, e quando, al suo sguardo appare, ecco: gli corre incontro, pieno di misericordia e di gioia, dato che è un figlio che rinasce, che, dalla morte, torna alla vita. E fa festa, gioisce.

Cosa fareste voi se un figlio perisse e, se morto, poi lo vedeste ritornare a casa vivo, risorto? Non gioireste? Non fareste festa? Così è per un figlio che torna a Dio, che si salva, mentre prima andava alla morte eterna.

Ma quale è il modo di comportarsi del fratello maggiore? É di gelosia, d'invidia, d'asprezza, di chiusura a sé. Non lo chiama "fratello", ma "figlio del padre". Non lo riconosce tale perché egli, pur vivendo nella Casa sua e nell'obbedienza ai suoi Comandi, non li irrora del suo amore, non li infonde della sua Misericordia; il suo cuore è chiuso.

Questo stato è rappresentato pure da tanta parte della Chiesa che, pur obbedendo alla Legge, ha il cuore duro, nell'orgoglio; non è irrorato della compassione e dell'amore di Cristo, e per questo non sa perdonare e amare, e accogliere chi sbaglia e che va aiutato a tornare. Quando si vivono i Comandamenti essi vanno uniti all'amore di Dio, dato che solo questo amore dà vera pietà, misericordia, perdono; e voi allora, simili al Padre Celeste, saprete aprire le braccia a accogliere di cuore. Ti benedico".

 


14 marzo 2010
 "Nel perdono c'è il soffio di vita che ricrea,
e nel quale la creatura risorge"

"Sì, che prendo in Me le tue intenzioni. Già le ho assimilate a Me. Oggi che vi viene presentata la parabola del figliolo prodigo, essa vi rivela la sconfinata Misericordia, la tenerezza, l'Amore del Padre Celeste, che vi perdona sempre, purché il figlio voglia tornare a rivivere il suo abbraccio. Questa Misericordia infinita stupisce e meraviglia molti, e molti ei scandalizzano, dato che questa Misericordia pare per essi arrecare offesa alla Giustizia. Eppure il perdono e la Misericordia sono la massima Giustizia, perché nel perdono c'è il soffio di vita che ricrea, e nel quale la creatura risorge, torna a vivere. Nella vita acquisita c'è poi il senso, la motivazione, il valore che ne dà la Giustizia. Mentre la morte perde ogni valore e non ha più giustificazione. La vita che rinasce dà massimo valore, e dà vita ad ogni Giustizia.

A voi è richiesto, figli miei, di assorbire questo Cuore Misericordioso del Padre, i suoi Sentimenti, e come lo potreste se non nell'Adorazione? Nel nutrirvi all'Eucaristia? In Essa Dio vi irradia di Sé, vi nutre, ed infonde il suo Cuore e i suoi Sentimenti. E come presentarvi ad Essa? Ancor prima c'è bisogno che trovi un'anima lavata, pura, che si sia fatta verità, e vittoria dal peccato, per far sì che questi Sentimenti, questa sua Pietà attecchisca e possa crescere.

Non dite che: "…ma non c'è bisogno che ci confessiamo spesso… e cosa ho da dire?… Cosa mai compio di male?…". Così come la polvere cade e sempre copre ogni cosa, che va ripulita, così la vita porta la sua ombra e va sempre reilluminata.

Nella Confessione voi vi mantenete nello stato di Grazia, e conoscete nell'Amore di Dio. Solo chi vive nel profondo la Misericordia del Padre sa vivere il suo Cuore Misericordioso, e sa perdonare continuamente. Ti benedico".

 


16 marzo 2010
 "Dovrò giungere Io a sanare questa umanità paralizzata"

"Stasera nel vangelo vi viene presentata la piscina di Betezaida, nella quale vari malati venivano guariti quando il Dito di Dio veniva a smuovere le acque e, nel suo Spirito, le faceva sante. Il primo malato immerso si sanava. Ma c'era lì un paralitico che, da anni, attendeva di immergersi, ma poiché non c'era nessuno a gettarlo in essa, era sempre in attesa, e giungo Io proprio per guarirlo. Ho sentito la sua preghiera continua e accorata, il suo ardente desiderio di tuffarsi, il cocente dolore delle ripetute delusioni.

Cosa rappresenta questa piscina, che già nel Vecchio Testamento si annuncia nelle acque che salvano e sanano? Essa annuncia il Grembo delle Acque della Madre della Chiesa, nel quale i figli, nei tempi, si sarebbero immersi per liberarsi dal peccato, ed essere così creature nuove: il Grembo del Battistero, che nel Battesimo, nelle sue Acque irrorate dallo Spirito Santo, i figli vengono liberati dal male del peccato, e da esso la nascita e la vita di tutti i Sacramenti.

Ancora questa Acque vi annunciano la Confessione, che nel mio Sangue e nella mia Acqua, scaturita e trafitta dalla lancia, nel mio Cuore, dalle lacrime del mio dolore, ove potete immergervi per lavare, e poter così rinascere alla Grazia.

Ma quanti si immergono nel Grembo delle Acque della Madre Chiesa? Vedo miriadi di ammalati, di gente che brancola nel buio, che agonizzano, ma non cercano la mia guarigione, non hanno desiderio di tuffarsi nelle mie Acque; non c'è preghiera. Non si ha dolore del proprio peccato, dato che è il peccato l'origine di tutti i mali; e se le malattie e ogni forma di male persiste, è perché non si viene lavati in Me. Il peccato continua, e così anche il male, che ne consegue.

Vi ho dato mia Madre per aiutarvi, perché ho detto: "non ci si può rifiutare di irrorarsi nelle Acque della Madre mia, Lei che è la tenerezza, la compassione, Madre di Misericordia, che soccorre ogni uomo a rincontrarsi con il Padre. Lo laverà in Sé, lo riforma, lo prepara per far sì che poi possa tuffarsi, con vivo desiderio e con profondità, nelle Acque della Madre Chiesa per vivere bene e con amore il Battesimo e i Sacramenti.

Chi si tuffa nelle profondità di queste Acque? Così pochi! Pure vivendo nella Chiesa i molti non s'immergono nel suo Grembo, vivendone la pienezza, il desiderio, l'intensità, la conversione. Per questo dovrò giungere Io a sanare questa umanità paralizzata. Verrò a liberarla, ma ciò non passerà senza sofferenza e persecuzioni, che Io avrei voluto risparmiare".

 


17 marzo 2010
 "Solo nell'Amore che Io sono, voi amate"

"Mia piccola Maria, cosa ti ha detto questo Padre? "Sei una bambina!" E cosa può fare il Signore Dio tuo con una bambina se non prenderla in braccio e prendersene cura? Ecco, Io stesso ti proteggo e ti cammino dinanzi.

Cosa dice stasera la Parola? "Seppur una madre si dimenticasse del figlio delle sue viscere, Io non vi dimenticherò mai". Quanto più ciò è per i miei piccoli, ai quali Io stesso mi chino, mi curvo, mi carico. Io sono la tua difesa, la tua protezione (*).

Nel vangelo di oggi Io rivelo ciò che sono. Vengo nel mondo per testimoniare e rivelare il Volto di mio Padre, ciò che Egli è, e che Io sono: l'Amore, la Misericordia, la tenerezza, la compassione. Dio è fedele, non tradisce mai la sua essenza, ma è sempre coerente con ciò che è. Egli opera e agisce nell'Amore, dà vita creando nell'Amore. La Santissima Trinità, composta nella diversità delle sue Persone, è unitaria, è fusa nella sua Essenza, che è l'Amore, che dà a Tutte e Tre il medesimo potere e la stessa Energia creatrice e santificatrice.

Così voi, figli miei, siete uniti dall'Amore. Solo uniti ad esso, voi così diversi, così vari nei vostri modi d'essere, vi comprendete e vi unite, divenendo unità con Dio nell'Amore. Quell'Amore che ricevete solo dalla fonte inesauribile di Dio.

Abbandonatevi a Colui che vi ama, e ne sarete saziati. Voi cercate l'Amore nel mondo, in modi diversi, che non vi sazieranno mai e ne avrete sempre così fame. Iddio Padre non viene a condannarvi, ma ad amarvi, e accogliere e riparare nel Figlio ogni giudizio. Venendo a Me, voi ne venite irrorati, e avrete vita, poiché solo fusi nell'Amore di Dio, voi sarete felici. Siete creati dall'Amore; il suo Alito Santo vi ha dato esistenza, e solo quando lo spirito vostro si unisce a Lui, voi vivete, voi godrete. Solo nell'Amore che Io sono, voi amate. Ti benedico".

(*) Ciò vale per tutti e per ognuno di noi.

 


18 marzo 2010
 "Consacratevi al Cuore di Giuseppe!"

"Quando s'invoca l'aiuto di san Giuseppe, e ci si affida a Lui, credete che voi venite protetti e difesi, che Egli si prende cura delle vostre persone e dei vostri beni. Le sue braccia vi recingono e vi chiudono di forte protezione più di ogni baluardo; siete così più difesi da ogni attacco.

Egli vi cura e vi difende così come ha difeso e ha fatto scudo a Me. É il fedele che vi segue per sempre, è l'obbediente che compie il suo aiuto, il suo soccorso su tutti quelli che Dio gli affida. Consacratevi al Cuore di Giuseppe, così come vi è chiesta la consacrazione al Cuore di Gesù e di Maria, consacratevi al suo; Egli vi fa assorbire e nutrire dei sentimenti del suo Cuore, delle virtù che ha vissuto, che sono: la verità, l'umiltà, la carità, la trasparenza, la purezza…, sono infinite le sue virtù. Anch'Io, sin da piccolo, rimanevo a rimirare mio padre Giuseppe e, incantato e stupito, lo seguivo, godendo di Giuseppe, della sua laboriosità, della sua onestà, della sua profonda preghiera, della sua bontà, della sua unione con il Padre Celeste.

Quante volte Lo chiamavo, e mio Padre Giuseppe era sempre pronto a risponderMi, ad aprire le sue braccia. Quante volte si è posto a difesa della mia Persona, a rischio della sua vita. Come è stato sollecito e premuroso, mai stanco e sempre paziente come maestro buono nell'insegnarMi il lavoro.

Pochi sanno però che San Giuseppe era un profondo conoscitore delle Scritture, un sapiente, che era visitato da sogni come l'antico Giuseppe, e godeva di visioni celesti. Venuto a conoscenza della mia Venuta divina, di ciò che sono, si pone. con Maria, nell'offerta al Tempio per donare sé stesso. Fa offerta della sua vita per essere aiuto, sostegno, ricchezza alla mia Opera. San Giuseppe offre tutto di Sé, nulla trattiene, anche la lunga malattia e l'agonia è offerta al Padre Santissimo perché fosse unita alla mia Redenzione.

Sapeste quale mezzo di salvezza è stato Giuseppe! Ha dato la sua vita e si è cancellato per far sì che Io fossi accolto, amato, vissuto. In Cielo ancora San Giuseppe è così umile, rimane confuso di tanta attenzione, di tanta rilevanza, di cui il Dio Creatore, il Dio Figlio nella sua Umanità, il Dio Spirito rivolge a Lui e lo innalza. Quando la mia bocca proclama "Giuseppe", ne gioisco dopo il Nome di "Maria"; la mia bocca si riempie e ne gode. Tutte le anime Beate, i Santi, gli Angeli nel Cielo, al nome "Giuseppe" sorridono e gioiscono, s'inchinano, ed Io ne godo.

Le virtù di Giuseppe sono come cespugli di fiori dei svariati colori, così belli e profumati che circondano il mio Trono. Amate Giuseppe! Io vado nella ricerca dei figli che mi amano e desidero trovare in loro il Cuore di mio Padre Giuseppe. Ti benedico".

 


19 marzo 2010
 "Si è padre quando ci si rispecchia nella Paternità di Dio"

"Il nome di Giuseppe si eleva dalla Chiesa al Cielo. Il nome di "Giuseppe, Giuseppe!" riecheggia in Paradiso, ed il mio Cuore se ne rallegra, dato che Egli mi ha rallegrato nella vita. San Giuseppe è segno della paternità di Dio, e come mai il Signore sceglie Lui? É il predestinato per questa missione. Nasce per quest'Opera, e Giuseppe l'abbraccia e la corrisponde pienamente.

Sin d bambino è generoso, laborioso, umile, di profonda preghiera, e la sua purezza ha incantato Dio. Sin da fanciullo si consacra al Padre Celeste, offrendo la sua purezza per l'intera vita, e Giuseppe sarà sempre Vergine, in cui il candore è trasparenza, bianco come il giglio per tutta la sua esistenza.

Oggi, in un tempo in cui la virilità dell'uomo viene ostentata e vissuta nella lussuria e nei peccati della carne, il Padre Eterno pone in rilievo e dà esaltazione alla purezza di Giuseppe, che è virile nella fortezza delle tentazioni, nelle battaglie tutte vinte, nell'ubbidienza al voto fatto.

Quante offese salgono al Cielo e attaccano la sua purezza, la sua castità! Quante chiacchiere feriscono oggi la sua unione santa con Maria o a presunte precedenti unioni. San Giuseppe non sposò Maria in età avanzata, ma nella sua pienezza giovanile, da giovane forte e anche di bell'aspetto e, pur corrispondendo al suo voto, egli si trova per le disposizioni divine e per gli eventi disposti dal Signore, mediante segni e prodigi celesti ad accogliere la Volontà di Dio nel suo matrimonio con la Madonna. Entrambi, in segreto, si sono dati a Dio, e in segreto si confidano la loro decisione,la scelta fatta e il desiderio di vivere, fino in fondo, la purezza, ed entrambi accolgono.

San Giuseppe amerà la Madonna di un amore che si eleva e vive nelle altezze dello Spirito. Egli darà la vita per il suo Signore.

Oggi dove rivive più la paternità, e quanto, anche in passato, è stata mancante questa figura nella famiglia del padre. Si è padre quando ci si rispecchia nella Paternità di Dio, nell'orazione profonda e la Santa Parola vissuta. Iddio vi dona di Sé per essere padre, e vi dice,per aiutarvi: "Guardate e imitate Giuseppe, che porta in Sé riflessa la mia Paternità. San Giuseppe è Capo famiglia,ma non per assoggettare, per avere primato, ma per accogliere in Sé la responsabilità, per porsi al servizio. Si pone alla difesa, alla protezione, si fa custode di coloro che l'Altissimo gli affida, pronto a dare la vita, e l'ha donata ogni giorno per la sua Famiglia.

Andate a Giuseppe, non rimarrete delusi. Date a Lui e non sarete tristi, sconsolati. Giuseppe rallegra il cuore, e come il Signore Dio se ne compiace e dice di Lui: "É cosa buona!" Chi si affida a Lui, da Lui riceve e ne fa parte, e sarete esauditi. Ti benedico".

 


20 marzo 2010
 "Nella preghiera non c'è bisogno di tutte queste grida"

"Mia piccola Maria, non ti rattristare se vedi che in questa Celebrazione non è tutto conforme secondo i miei voleri. Io ci sono nel Cammino Carismatico, sono presente, vivo, agisco, opero per amore del mio popolo, che ha bisogno di essere consolato, di essere sanato, e ci sono perché sia mezzo per molti, per tornare a Dio anche se non hanno percepito, in modo totale, l'intero volere dello Spirito in esso, come va vissuto.

La Croce non va solo debellata e sanata nelle forme delle malattie e nei vari dolori. Ma va insegnato che c'è una grandezza in essa: che, quando è accolta e vissuta con amore, questo stato è superiore, si fa redenzione; e la malattia, il male subito, offerto, e unito al Signore, è guarigione di molte altre malattie nelle anime altrui.

La Confessione non è, come dice il sacerdote. É bene che il fedele, pur veramente pentito, accusi i suoi peccati: li dica, dato che nel perdono dell'adultera, a cui fa riferimento il sacerdote, Io sono presente e conosco tutto. Mentre al confessore vanno rivelati, uno ad uno, per comprenderne lo stato e poter dare l'assoluzione, e anche perché ciò si fa segno di umiltà, del pentimento; è già un passo che aiuta nella sua purificazione.

Nella preghiera non c'è bisogno di tutte queste grida. Io ascolto, e ascolto nel cuore. I canti vanno bene, ma senza strepiti, e applausi. Siano melodiosi, e consoni per la Santa Messa, che è il Sacrificio di Cristo.

Non è bene, durante la Santa Messa, interrompere per parlare di seminario e giornate di fraternità; non và interrotta la Celebrazione nella sua sacralità, non và ridotta ad una cena gioiosa, ad un banchetto di fraternità, o un teatro che fa dimenticare e snatura il senso vero del dolore e della Passione di Cristo, che sta vivendo, nella sua Morte e Risurrezione, il suo Sacrificio, come Agnello Immolato.

Seguiranno i tempi in cui lo Spirito rivelerà, nella sua pienezza; e tutti i Cammini della Chiesa si formeranno in unico cuore che prega, un unico sguardo che si eleva verso Colui che si adora ed è presente, giorno e notte, in tutte le chiese. Ti benedico".

 


21 marzo 2010
 "Molti sanno di ciò che Io scrivevo per terra"

"Mia piccola Maria, la via che conduce a Dio è in ascesa, e mentre si sale, nella sua fatica, si viene purificati, potati. Quanti rovi, cespugli, erbacce, pietre, massi che intralciano e ingombrano la via diritta che, mentre si supera e sale, si fa più bella perché và più vicina al Cielo, inizia a rispecchiarsi della bellezza del Cielo. Così sarà per te, per la via che ti conduco e ti purifica, pur nelle tue miserie.

Ugualmente è stasera nel vangelo quando le mia Parola, nel parlare all'adultera, non scaglia pietre, non condanna, ma sempre indica la via dei Comandamenti che vi portano diritti al Cielo. Legge che Io confermo ma, irrorata della Misericordia del perdono. Molti sanno di ciò che Io scrivevo per terra, e cioè che elenco i peccati di coloro che condannano, ma non solo: indico pure i nomi di quelli che hanno peccato con la stessa donna, ma che si sentono giustificati da esso perché, non essendo donna, si sentono esenti, si credono superiori. Cristo viene ad insegnare che la Legge e il perdono sono equivalenti per tutti. Non è il sesso, né la condizione sociale, o qualsiasi situazione, che ha valore presso Dio, dinanzi alla Misericordia che è simile per tutti; anzi per quelli più perseguitati, su cui ci si è più scatenati e condotti al peccato, e per quelli che più hanno sofferto nella via del pentimento, sono quelli per i quali il Cuore di Dio travasa di tenerezza; è più colmo e proteso di Misericordia.

Stasera nella Celebrazione della "Legio Mariae", la Madonna vi indica il cammino del servizio, che non giudica, non condanna, ma ama, dato che tutti possono cadere nella loro debolezza; e richiamo ad essere braccio che aiuta l'altro a rialzarsi e riprendere il retto cammino.

Quando voi vedrete l'altro non come estraneo, ma fratello, madre, sorella, parte di Me, allora voi non condannerete più. Quando voi sarete entrati nell'Amore voi non avrete più giudizio. Nel perdono, nell'accogliere, voi amate e date così vita, e molti ne porterete a Me, e mi sarete simili. Ti benedico".

 


23 marzo 2010
 "La Croce è il mezzo che innalza,
trasformando la materia, per renderla spirito"

"Mia piccola Maria, ogni Comunione che tu fai è un tassello che si unisce all'altro per poter compiere un'intera opera d'arte. É un mattone che si cementa all'altro per costruire la casa. Solo quando l'opera del mosaico sarà completa potrà essere rimirata, solo quando la costruzione della casa sarà interamente formata, anche nei suoi accessori, potrà essere abitata. Quest'Opera di costruzione si attua per alcuni sulla terra, per molti in purgatorio, ove la edificazione continua sino al suo compimento.

L'importante è che ci sia la Comunione, l'Eucaristia, che dà la possibilità, dà l'energia di vita per far sì che si attui. La tua croce che si unisce alla Comunione, acquista valore e dà così preziosità a quest'Opera.

Stasera nel vangelo Io metto in evidenza l'incomprensione dei farisei. Non comprendono la mia Persona perché i loro desideri, i loro interessi, sono legati agli ambiti della terra, sono ristretti e circoscritti al mondo, mentre i miei desideri, i miei pensieri, aspirano al Cielo. Come possono unirsi queste realtà? Il Signore Iddio ha dato il modo, tramite la Croce. La Croce è il mezzo che innalza, trasformando la materia, per renderla spirito. Solo in questa fusione c'è la salvezza. Solo quando Io, il Cristo, sono stato crocifisso, sono stato inizialmente capito, per quanto segno di perdita, di sconfitta, la Croce vive i risorge nei secoli, ed è vittoria, nelle stagioni che si susseguono, nei vari tempi, sino alla fine del tempo. Cosa vi darà gloria in Cielo se non la Croce vissuta?

Senza la Croce, il mondo con le sue passioni, i suoi legami, vi avrebbe fatto morire nel peccato, la terra vi avrebbe assorbito, amalgamati ad essa, sareste nella terra scomparsi. Mentre nella Croce voi vi innalzate in Paradiso ove lo Spirito vive. Senza la Croce i serpenti dei diavoli, con il loro morso infetto, vi avrebbe avvelenato, e tutti sareste morti. La Croce vi fa da antidoto, vi risana e rende innocuo il suo veleno. La Croce vi dà vita.

Meditate, in questo tempo di quaresima, la mia Croce, il mio dolore, e voi in esso riuscirete ad accogliere la vostra e vivrete. Ti benedico".

 


24 marzo 2010
 "Non è mio discepolo che mi segue e non porta la sua croce"

"Mia piccola Maria, Io benedico, una ad una, queste creature e giungo ai più lontani, che ora non ricordi, ma vedo nel tuo cuore: li benedico perché giungano a vivere il messaggio di cui parla il vangelo stasera, che è il messaggio della Croce. La Croce che Io presento e che porta la salvezza, mezzo per eccellenza della salvezza. Tutti potete attingere alla mia Croce; ma anche voi siete chiamati ad accogliere la vostra e viverla: "Non è mio discepolo che mi segue e non porta la sua croce". Se Io vi sono stato crocifisso, se Io, vostro Maestro, il Cristo, vi ho dato vita attraverso di essa, voi che siete i miei cristiani, che iniziate la vostra preghiera con il segno della Croce, è nella Croce che voi assimilate, mi prendete somiglianza, vi fate Me.

Così, come nella famiglia, voi siete simili perché portate gli stessi tratti fisici e avete lo stesso sangue, e questo vi unisce, similmente nell'unione della Croce, della sofferenza, che è il Sangue dello Spirito, voi vi fate Me, simili e redentivi.

In un tempo in cui la Croce viene respinta, rifiutata, in cui il mondo vive finalizzato al divertimento, al godere, e si fa insipida, non ha senso, e lo stesso godere diviene spento, si fa noioso, non dà più che vuoto, Io vi chiamo e vivere la Croce, che vi viene data dal Signore Dio, quella Croce per cui siete plasmati, dato che avete tutto la stato di grazia per viverla. Essa vi fa sì soffrire ma, irrorata del mio Amore, che dà gioia vera, vi conduce alla pienezza, all'allegria, che sarà onnipresente.

Giungerà alta nei Cieli la mia Croce per richiamare la mia vittoria, e che in essa è il riscatto e la vita. La Croce, figli miei, vi dà il senso, l'energia, la vitalità di seguirmi, di ricoprire le orme dei miei passi, di ripercorrermi, mentre Io vi cammino dinanzi, e porto la Croce dell'umanità, vi conduco, mediante la Croce, alla terra promessa del Cielo; ove vivrete di che cosa se non di essa, fattasi gloriosa? Ti benedico".

 


25 marzo 2010
 "La Madonna, incarnando Dio, incarna l'umanità, si fa Madre di tutti"

"Oggi, in questo giorno benedetto e santo, in cui si ricorda l'Incarnazione, cosa avviene in Paradiso? Viene posta in visione a tutti i Beati, i Santi, gli Angeli, quel momento in cui la Madre Santissima ha dato il suo "Si". Il tempo è rimasto come sospeso e trepidante nella, pur brevissima, attesa di quel "Sì", che ha dato nuova vita al mondo. Non comprendete pienamente di quanto dovete essere riconoscenti a questo "Sì". Senza il "Sì" di Maria non sarebbe avvenuta l'Incarnazione di Cristo e nemmeno la Redenzione, perché è Lei la Madre scelta dal Padre Eterno, e nessuna altra creatura avrebbe potuto prendere il suo posto.

Maria viene creata e formata per essere tale. Ella è privilegiata nella sua perfezione: nasce e gode di visioni celesti già dal grembo materno, ma a questa perfezione di Opera che Dio ha creato in Lei, Ella vi si abbandona e si plasma completamente al disegno del Padre, e vi corrisponde nella sua totalità.

Ancora in Paradiso la Madre Santissima si accosta al trono della Santissima Trinità per dare il suo "Sì". La Madonna, incarnando Dio, incarna l'umanità, si fa Madre di tutti. Donando un corpo umano a Dio fa sì che la Divinità riunisca, e si sposi con l'umanità. Ella dà la Carne a Cristo per far sì che il corpo degli uomini si faccia spirituale e divino nel Corpo di suo Figlio.

Cosa sta facendo la Madonna nell'istante in cui ha l'annuncio? Ella sta meditando le Sacre Scritture: "La Vergine partorirà un Figlio e lo chiamerà Emmanuele". E dice fra di sé: "Chi sarà questa Vergine, questa fanciulla eletta?".

Per quanto ricolma di visioni celesti, di tanta Sapienza, di ogni virtù, Lei, la Piena di Grazia, rimane sbalordita all'Annuncio, perché Maria è l'Umiltà, non si ritiene degna. Ha anche fatto voto, sin dalla tenera età, della sua purezza al Signore, ma si abbandona completamente alla Volontà dell'Altissimo, ove Ella sa che sta ogni bene.

Come pregava Maria? Lei meditava la Sacra Parola, cantava i salmi, ma particolarmente il suo era un inno, nel cuore, di adorazione continua al Padre, al quale era unita in un'adesione perfetta al suo volere, per cui il suo canto d'amore era adorazione perenne nel suo intero essere, nel suo vivere. Ogni atto, ogni pensiero, ogni battito del cuore, ogni sguardo, il solo respiro di Maria, è adorazione, vita vissuta e fusa in Dio.

Al suo consenso, ecco lo Spirito! La ricopre, l'attraversa, La percorre tutta, simile alla corrente elettrica, ad una scossa calda e dolcissima. Questo Raggio di Energia vitale La trapassa, e La invade nel pensiero della mente, nell'amore del Cuore, nel Grembo accogliente, ove si fa fecondo, si unisce, ed è Vita. É la scintilla di Fuoco e Spirito che crea le membra di Cristo, per cui in Lui, pur formatosi, dalla carne umana della Madre, ogni pensiero sarà creazione, ogni respiro sarà Alito di Spirito Santo, ogni Parola ci compie.

Le Carni di Cristo sono impastate, irrorate, fuse al Fuoco, allo Spirito, all'Energia, all'Essenza vivificante divina e creatrice di Dio, di ciò che è.

Il Corpo di Cristo è tutto irrorato e formato nello Spirito Santo; è Fuoco divino che si unisce alle Carni Immacolate di Maria; viene fecondato senza presenza di altra fisicità, di altra materia, e la Madonna rimane nella sua Verginità. Così avverrà nella Nascita: lo Spirito apre il grembo di Maria, e Cristo vi passa, simile agli Angeli che passano attraverso le mura, e tutto rimane immutato. Così come il Corpo glorioso, risorto, passa attraverso le pareti del sepolcro o entra attraverso le pareti per l'incontro con gli Apostoli, senza varcare la porta.

É l'Energia vitale e creatrice di Dio, che passa e penetra, e può, senza intaccare la Verginità della Madre. Andate dalla Madonna, e Lei vi prenderà in Sé, nel suo Grembo, per rendervi incarnati dell'Amore di Dio. Ti benedico".

 


26 marzo 2010
 "Cercano di cambiare e uccidere il mio Insegnamento,
la mia Parola, ciò che Io sono"

"Mia piccola Maria, sì che sono loro vicino. Io sarò con loro perché si attuino i miei desideri, si adempiano i miei voleri, così come nasce la primavera, e già sono le prime gemme, così Io desidero che don… sia maestro dei novizi per far sì che nascano boccioli di figli, di monaci autentici.

Ecco, cercano di colpirmi con le pietre nel vangelo di stasera; attentano alla mia vita. Vogliono ucciderMi poiché annuncio la Verità e, come tutti i profeti, vengo perseguitato. E, dato che non possono attribuirmi colpe, poiché le buone opere compiute testimoniano di Me, del mio bene, essi mi accusano di bestemmia, dato che mi sono fatto Figlio di Dio.

Sempre la Verità verrà perseguitata, simile in Geremia di cui ricordate: egli è colui che porta di Me maggior significato nella sua persecuzione.

Ieri sera hai sofferto nel cuore nell'ascolto della catechesi di quel Padre? Era il mio dolore, il dolore del mio Cuore, che si sentiva perseguitato poiché egli non annunciava la Verità. Egli modifica e presenta ciò che è la Parola di Dio, travisandola e facendola ad immagine e somiglianza di questo Padre che fa sfoggio così del suo sapere, e di sé. Il mio Cuore è offeso di quanta mancanza di Verità; ancora si cerca di colpirmi, di uccidermi; cercano di cambiare e uccidere il mio Insegnamento, la mia Parola, ciò che Io sono.

L'uomo cerca di modificare e cambia secondo i suoi interessi e i suoi voleri; piega la Parola di Dio a sé stesso. In questo tempo, con il quale si avvicina la settimana santa, e la Chiesa vi presenta il mio dolore, la mia Passione, meditatela, pregate, statemi accanto, consolate il mio Cuore, così offeso e ferito. Siate i miei consolatori che si fanno quella fiammella, che dà ancora calore da tanto gelo che, tutt'intorno, m'invade. Che si fa argine e difesa da tanto male e baluardo della Verità. Ti benedico".

 


27 marzo 2010
 "Chi medita la mia Santissima Passione si fa mio amico sincero"

"Mia piccola Maria, si compie tutto secondo i miei desideri.

Stasera la Chiesa, nell'annuncio della mia Passione, entra nella settimana santa; ne fa una lettura più dettagliata, nei suoi eventi. Ma questo avviene, solo una volta, in modo così più approfondito, mentre Io vi dico: "Meditate la mia Santa Passione, il mio dolore!", spesso, ogni volta che potete, anche ogni giorno. Chi medita il mio dolore non solo ne conosce, nei suoi aspetti più conosciuti ma, se medita con amore, entra nei segreti del mio Cuore, negli eventi più nascosti della mia sofferenza, fa conoscenza dello scrigno che ne accoglie l'amore, che è il tesoro vissuto e acquisito nel Sangue versato, nella contemplazione delle mie piaghe aperte, ed entra nella sapienza dell'incomprensione, della solitudine, del dolore inenarrabile del Cuore mio, di un Cuore che, trafitto, non solo nelle sue membra fisiche e in tutto l'essere, ma scardinato in tutte le sue parti, da una sofferenza immensa, squarciato dal disamore, dalla durezza degli uomini, che non amano Chi è l'Amore, Colui che ama e non è riamato.

Vi farò conoscere i segreti dei miei spasimi nei quali vi ho veramente amato. Chi medita la mia Santissima Passione si fa mio amico sincero. Chi è vicino a chi geme, e viene lasciato solo, se non chi è il vero amico? Meditando, voi fate la prima carità a Dio stesso, che cerca consolatori, che vuole essere consolato, che ha bisogno delle vostre lacrime, che amano, contemplando i miei dolori; vi viene data la grazia della fortezza, nel vostro sacrificio, che voi sarete capaci di accogliere e ne darete valore, unendolo alla mia Santissima Passione. Meditandola, voi vi fate li presenti, accanto a Me, in quel tempo storico, siete lì a percorrere i miei passi, le tracce bagnate del mio Sangue e delle mie lacrime.

Mi scorgete la paura ma pure il coraggio di affrontarla. Siete lì a dirmi: "Signore, noi ci siamo, non ti abbiamo abbandonato, perché ti amiamo". Meditandola, voi andate lontano, raggiungendo e consolando i fratelli che soffrono, ove la mia Passione ancora vive; e che attendono una carezza, l'angelo consolatore che giunge loro tramite la vostra preghiera e il vostro amore. Ti benedico".

 


28 marzo 2010
"Oggi le chiese, nel giorno delle Palme sono più gremite..."

"Mia piccola Maria, non turbarti per i tuoi figli, che sono venuti alla Santa Messa. Io torno a confermarti che torneranno a Me con trepidazione.

Oggi le chiese, nel giorno delle Palme sono più gremite, simile ai miei tempi, che al passaggio della mia Persona, in Gerusalemme, alzavano al cielo le palme e ponevano tappeti al mio cammino, giubilando e inneggiando di Me, perché vedevano e riconoscevano, in quel momento, nella mia Persona, la vittoria. Finché sono potuti venire ad acquisire grazie e miracoli, finché la speranza è in loro in chi è vittorioso, e possono usufruirne per il loro bene, essi gridano di lode; ma è la stessa folla, la maggiore, che sarà tra quelli che mi condanneranno a morte, che mi grideranno contro, che mi lanceranno pietre, che si scanseranno dalle mie piaghe. Gli stessi tra i ricchi e poveri, tra sacerdoti e soldati, non c'è distinzione. Essi mi colpiscono, mi bestemmiamo, m'inveiscono contro, godono della mia morte

Così è oggi: finché si ricevono benefici e grazie molti lodano Dio (e purtroppo nemmeno più questo avviene per molti!). Ma quanti sono disposti a venire a consolare il mio dolore, a dare, ad asciugare le mie lacrime, il sudore, a sollevarmi dalle cadute? A farsi come la Veronica, il Cireneo, come Giovanni? Chi comprende la mia solitudine, il mio atroce dolore nell'abbandono e nel rifiuto, il desiderio di essere aiutato?

Voi che amate la Madonna seguitela nella via del dolore. Ella formerà i vostri cuori di consolatori, che sono i Giovanni che, con Lei, non mi lasciano solo, che amano, e mi dicono: "Siamo qui con Te, Signore!", e il mio Cuore si solleva e ne viene consolato. Ti benedico".

 


30 marzo 2010
 "Cosa ho vissuto, ho fatto, nei giorni antecedenti alla mia Passione?"

"Mia piccola Maria, e chi ti ha sostenuta? Chi ti ha dato il coraggio sino ad ora, e ti ha posto le persone che ti sostengono e aiutano, se non Io?

Stasera nel vangelo Io entro nella casa di Lazzaro, casa di amicizia e di accoglienza, nella quale amavo andare perché mi sentivo riamato e accolta la mia Persona. É lì che ricevo quest'atto di adorazione da parte di Maria, che preannunciava, ed era segno della mia prossima morte e sepoltura.

Anche voi, figli miei, potete essere questa casa di amicizia e accoglienza. E quale è la casa dove Io voglio entrare se non nel vostro cuore? É nel cuore che Io desidero sentirmi amato, accolto; dove Io stesso offro, e sono la mensa e il cibo con il quale unirmi a voi, e ove attendo atti di adorazione, perché il cuore è lo scrigno della fede, che viene esplicitato nell'amore.

Cosa ho vissuto, ho fatto nei giorni antecedenti alla mia Passione, In questo primo giorno della settimana santa? Io ho pregato ardentemente il Padre, ho meditato, nel segreto del mio Cuore, gli avvenimenti che avrei vissuto nella mia prossima Passione, vedendoli dinanzi a Me, uno ad uno. Ho pregato per averne fortezza, ma anche per voi, per far sì che vi fossero di aiuto e di merito nel tempo che ognuno vivrà nella propria, pur piccola, Passione e nel tempo della morte, che ogni uomo dovrà vivere..

Figli miei, preparatevi ad essa, perché, come dice la Parola: "Passa la scena di questa vita!", e tutti quelli che hanno varcato la porta di questo mondo l'hanno lasciato e quel che eravate ieri oggi non lo siete più. Preparatevi tutta la vita perché non vi trovi impreparati e spaventati nel varcare la nuova soglia, ma fiduciosi e pronti. Meditando e chiedendo per i meriti del mio dolore, della mia agonia e morte, voi vivrete bene la vostra e vi aprite la via alla Risurrezione. Ti benedico".

 


31 marzo 2010
 "Molti dicono che Giuda si sia comunque salvato:
figli miei, Giuda si è condannato da solo"

"Mia piccola Maria, non avere paura, ci sono Io! Ricorda: non avere paura, ci sono Io!

Stasera la mia Parola vi presenta il tradimento di Giuda. Quel tradimento che è stato sempre presente e conosciuto da Dio, mezzo perché sia adempimento alle Scritture, e attraverso di esso, possa essere vissuta la Redenzione, e il mio trionfo. Ma guai per coloro che ne sono stati la causa, che mi hanno posto nelle mani dei carnefici perché Io fossi condannato e messo a morte. Iddio ha lasciato all'uomo la libertà della coscienza e della scelta. Il dolore più grande è per questo tradimento poiché nasce da uno dei miei, da quelli di casa, e vengo pagato per esso da quella che era la Chiesa del tempo, che avrebbero dovuto riconoscermi e amare, mentre mi tradiscono per uccidermi.

Il mio Cuore ne viene lacerato e spaccato per il dolore morale; ne muore ancor prima della mia morte fisica. Molti dicono che Giuda si sia comunque salvato: figli miei, Giuda si è condannato da solo. Egli stesso ha deciso di precipitare negli inferi. Sino all'ultimo dei suoi istanti, con veemenza di amore l'ho richiamato a Me: con quale sguardo l'ho seguito, sino alla fine dei suoi respiri… quanti inviti da parte di Dio per il suo ritorno, al quale non ha acconsentito per l'orgoglio e l'odio alla mia Persona, dato che Io non mi sono sottoposto al suo volere, non mi sono piegato al suo peccato, ma ho seguito e adempiuto il Volere del Padre mio.

Per l'eternità egli soffre il suo tradimento. In tutte le generazioni, e in questo tempo, il tradimento è proseguito, e mi ha lacerato perché esso nasce dai miei, da molti di quelli di casa, che mangiano con Me, dalla mia Chiesa, da quanti miei sacerdoti, che si sottopongono ai compromessi con il mondo, che piegano la Santa Parola ai loro interessi e le loro idee, che si vendono per il denaro, per il potere, e per tutte le miserie umane, vendendo il loro Signore e Maestro.

Non sono coerenti con ciò che professano e vivono, peccando. Ancora il tradimento vive. Per questo cerco voi, figli miei, coloro che mi amano, che riparano il bacio di Giuda con il loro amore, che sono perseveranti e coerenti nella vita alla fedeltà del Signore, che sono pronti a sacrificare se stessi per l'amore di Gesù Cristo e alla Verità. Ti benedico".