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sabato 16 dicembre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di dicembre 2003, dicembre 2008, dicembre 2009, dicembre 2010,
dicembre 2011, dicembre 2012, dicembre 2013, dicembre 2014, dicembre 2015, dicembre 2016 e quelle dedicate al Cuore Immcolato di Maria

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Dicembre 2011

Il trionfo del Cuore Immacolato è prossimo, nel tempo di Dio che è già alle porte

 

 

Ave Maria!

 

1 dicembre 2011
 "Ancora breve tempo poiché Io vengo, e sono Colui che non può essere sconfitto"

"Mia piccola Maria, anch'io ti amo tanto. "Non chi mi dice: 'Signore, Signore!' entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio". Non chi mi onora solo con le parole ma chi vive concretamente lo Spirito di fede, che mette in atto con il cuore ciò che Io sono. É in questo modo che il cristiano si fa casa, forte di cui parla il Vangelo, roccia, fortezza, più di un rifugio antiatomico per cui: maremoti, carestie, guerre, malattie non potranno distruggerla; essa rimarrà salda! Vi fate simili ad una quercia solida le cui radici non possono essere divelte da nessuna bufera poiché immesse in Me.

Allora mi direte: "Com'è, Signore, che il diavolo ha così potere oggi sulla terra…?". Sono gli uomini che gli aprono le strade, che gli concedono lo spazio, ed egli vi spadroneggia. Nella misura però in cui l'uomo ritorna a Me il nemico viene allontanato e perde il suo potere. Sembra che egli sia in questo tempo vincitore, e in effetti è penetrato in ogni realtà: digrigna i denti verso il Cielo e grida: "Nazareno, ti ho vinto!". Ma il suo regno è temporaneo e fallace poiché presto è la caduta, ed è quasi terminato il tempo del suo agire perché Io ritorno: vengo per riprendermi la terra con le sue creature. Rimanete saldi e perseveranti dunque, poiché i miei cristiani, anche se devono dare la vita, sono i viventi. Ciò che rimane e muore sulla terra sono solo povere ossa che inaridiscono; ma essi vivono in Me e pensano amano, gioiscono.

Il male imperversa ed opera tramite sette, organizzazioni criminali, mafie o altro, tramite riti e inni inneggianti a satana, particolarmente africani e haitiani ed altri, per mezzo di organizzazioni mondiali che operano unite per avere potere, e lo possono, acquistando la maggior ricchezza nell'impero economico, che si nascondono in modo subdolo in opere fatte anche per fine buono e nella diplomazia, in società segrete chiamate massoneria, o altro di cui però è sempre il diavolo che ne tira le file nei suoi adepti e ne penetra anche l'interno della Chiesa sino ai suoi più alti vertici in modo molto culturale e diplomatico, ma spandendo il suo fetore. Io vedo e veglio e …niente mi sfugge! Ancora breve tempo… poiché Io vengo e sono Colui che non può essere sconfitto.

Coloro che operano nel male sembrano forti poiché possono comprare tutto ciò che appartiene alla terra, ma non possono comprarsi i beni, i tesori dello Spirito, né la vita eterna; e se non si convertiranno cosa li attende…?! Se voi li poteste vedere i forti di satana, potenti oggi ma anime tremanti poi che strideranno i denti nel terrore in eterno!... Invece chi è con Me si erge da questa pattumiera, si eleva in alto ove il suo sarà un sorriso sì luminoso e grandioso da non aver mai termine. Ti benedico".

 


 

2 dicembre 2011
 "Il trionfo del Cuore Immacolato è prossimo,
nel tempo di Dio che è già alle porte"

"Mia piccola Maria, il trionfo del Cuore Immacolato è prossimo, nel tempo di Dio che è già alle porte. Quando le battaglie si fanno più accanite e vicine è anche vicina la grande e ultima battaglia che suggella la vittoria finale del Cuore della Madre.

Stasera nel Vangelo vi dico: "Credete voi che Io possa far questo?". Lo dico ai due ciechi che mi chiedono la guarigione della vista e lo dico a voi: "Credete che Io possa fare questo?": dare guarigione, sanità, liberazione al corpo, allo spirito, alla mente?... Io sono venuto per guarire e liberare, ma lo posso nella misura della vostra fede, così come rispondo ai due ciechi; c'è bisogno della fede, di un desiderio di ricerca della fede e della Verità; e la fede è una grazia che viene concessa a chi la desidera con il cuore; ma si attesta ed è sorella con il cambiamento di vita, con la conversione che taglia con le tenebre del peccato: e questo stato è già percorso in essa della vostra guarigione; fede che dà luce che illumina l'anima vostra, lo spirito e la mente, che vi dà lume alla conoscenza della mia Persona: Chi sono, che senso ha la vita e l'eternità che vi attende. Io vengo, ma ho bisogno di un distacco dal male, della vostra buona volontà in cui la fede opera.

Vi richiamo fortemente al Sacramento della Confessione: ad esaminarvi bene in ogni vostro aspetto interiore per far sì che la Luce della grazia vi illumini. Confessatevi spesso! La confessione è farmaco di molte malattie dell'anima. Quando un figlio si fa amorevole e sincero come non posso Io non ascoltare la sua preghiera? Mi direte: "Signore, e quando allora un figlio ha fatto il suo percorso di conversione autentica, è uomo di fede e di preghiera …perché tante malattie permangono? Figli miei, se dopo aver pregato molto e richiesto la grazia della guarigione e non vi è data è perché nella Volontà del Padre Essa si è fatta un bene prezioso, una medicina che a sua volta risana e cura dal male. La sofferenza diviene farmaco di espiazione dai vostri peccati, altrui o della famiglia, riparazione a tanto male fatto e ricostruzione nella santità per l'anima e, particolarmente nell'ultimo tratto di vita, spesso è anticipazione di salvezza per l'eternità, e diminuisce di molto il debito da vivere per il Purgatorio.

Nella Sapienza divina iddio sa ciò che occorre ad ogni creatura, tanto più quanto essa gli si aggrappa nella ricerca della sua Misericordia. Lo so, la sofferenza è dura… è per le creature, per il cristiano, il nodo più difficile da sciogliere e da accogliere; ma datemi a Me che vi aiuto e sostengo: essa è simile al liquido disinfettante, lo spirito, che versato sulle ferita piagata, risana, disinfetta, ma brucia, fa male momentaneamente, ma senza di esso la ferita diverrebbe purulenta e potrebbe condurre anche alla morte.

Anime mie, Io sono Colui che tutto posso; oltrepasso e varco ogni limite che a voi pone confine e delimita la vostra azione; niente può arrestare il mio Potere! Ma perché prima gli uomini non sono accorti ad evitare tanta piaga, che s'infetta per mezzo del peccato, con una vita sana? O come mai l'umanità non si pone in preghiera e mi chiede nella conversione? Se così fosse, come rugiada, la Grazia divina discenderebbe sulla terra e tutti risanerebbe. Ho bisogno della vostra fiducia e della fedeltà. Se pochi sono oggi i miracoli Io vi dico: "…Ov' è la fede, la preghiera, la conversione?...". Ti benedico".

 


 

3 dicembre 2011
 "Io nasco perché nasca in voi:
solo allora, vissuta questa fusione, capirete il perché…"

"Mia piccola Maria, è un percorso di conversione ed Io ti sono accanto nel percorrerlo. Prosegue il cammino dell'Avvento che è la strada che tutti dovete percorrere per giungere alla capanna di Betlemme e all'incontro con il Signore. La vostra vita è simile all'Avvento; è un viaggio che inizia alla nascita, poi nel bimbetto che cresce e si tiene in piedi per iniziare a camminare fintanto che non prenderà forza per correre nella via dell'esistenza quando nella crescita sale di statura e si avvia alla conoscenza del mondo, finché giunge alla pienezza della maturità, e prosegue al declino quando la canizie s'approssima e ci si fa curvi poiché giunge il termine del tempo dato. É via nella conoscenza e nel sacrificio, nell'acquisizione della Sapienza divina e nella Grazia che deve rivestire l'anima.

La vostra deve essere un'evoluzione nella vita spirituale per far sì che ci sia la nascita con Cristo. Tutti la dovete percorrere; tutte le strade devono portare alla Capanna di Betlemme: non ce ne sono altre per la salvezza: le altre portano all'oscurità e alla morte.

Simili a Maria e Giuseppe e ai Magi camminate alla ricerca della Nascita del Signore, ancorati alla Luce della Fede, della Speranza e della Carità, che nella cometa hanno significato. Ognuno di voi deve farsi dono in esse: sia chi vive pochi anni, come per chi è più lungo il tempo. Ognuno porta in dono la sua persona, sia nell'innocenza come nella penitenza e nella carità. Come potete attuarlo se non nella conversione, nella trasformazione del cuore come vi indica stasera il Battista? Spianate i colli della superbia, dei vizi, del peccato, per ricolmare le valli delle virtù per essere più degni possibili di accedere e di incontrarvi con il Signore che viene. Solo nella purificazione di questo viaggio e nell'amore della sua attesa voi giungete a Me e, se fattivi dono di autenticità, di rettitudine, di bontà potrete essere accolti ove, giunti e adoranti a Gesù Bambino, potrà scoccare la scintilla del mio Concepimento in voi che, simile ad una fiamma si accende e si fonde nell'irradiazione dello Spirito Santo per far sì che la Natura di Dio s'incarni e ci sia una nuova nascita. Io nasco perché nasca in voi: solo allora, vissuta questa fusione, capirete il perché e darete senso alla vostra esistenza, e sarete felici. Ti benedico".

 


 

6 dicembre 2011
 "Io sono il Buon Pastore e voglio il bene delle pecore"

"Mia piccola Maria, Io sono il buon Pastore, Colui che guida le pecore per la via dell'Avvento per far sì che giungano all'ovile santo del Cielo: guido, cammino davanti a loro, dono le condizioni, le forze nel percorso, e se cadono, le rialzo e cerco di tenerle tutte accanto a Me perché non vadano perse.

Quelle che mi seguono sono le pecore mansuete, ubbidienti, fiduciose; mentre altre, le più numerose, mi si discostano perché si fanno altere, disobbedienti, ribelli e, per una pretesa libertà, vanno fuori dalla strada dell'Avvento, e fuori di essa sono vie oscure: si dipartono e si disperdono in vallate colme di pericoli e di disagi, se non morse o uccise dai lupi che incontreranno. Io non dimentico mai queste pecore: porto al sicuro le prime e mi metto alla loro ricerca e le richiamo, cammino e chiamo per valli e burroni, sulle montagne o nelle pianure, nei deserti e ovunque: nessuna ne dimentico. Le chiamo, una per una, con il loro nome. Quando poi ognuna giungerà al Giudizio nessuna potrà dire che Io non l'abbia chiamata e non mi sia messo alla sua ricerca.

Alcune, al mio richiamo, al mio gesto trotterellando tornano, altre pur con molta fatica, e anche trascinandosi vengono a Me, altre ancora ferite e sanguinolenti per i morsi dei lupi, mi belano perché Io le soccorra; ed Io mi precipito, le curo e le prendo in braccio per riportarle al gregge. Ma vi dico che ce ne sono, e molte, che continuano a discostarsi, che mi rifiutano e vanno oltre in dirupi e voragini; volontariamente si allontanano per precipitare nei baratri, ed Io non posso far nulla per loro fintanto che persistono nel rifiuto e non vogliono rispondere al mio richiamo.

Ho nel mio Gregge pecore madri che, rafforzate dalla mia Persona, poiché molto vicine al loro Pastore, le formo e le chiamo ad unirsi a Me nella mia ricerca e, con Me, chiamano le loro sorelle disperse, mentre pure il Gregge, posto al sicuro continuamente unite al desiderio del loro Pastore, si uniscono nel belato per far sì che, forte il loro richiamo, possa anche esso essere ascoltato e ne portino altre nell'ovile.

Io sono il Buon Pastore e voglio il bene delle pecore; e per far sì che esse mi seguano devono essere fiduciose, credere nel mio Bene, ascoltare la mia voce; per questo vi invito ad unirvi a Me tutti, perché sia un grido che faccia eco anche nelle vallate e nei dirupi più dimenticati, negli anfratti e nelle caverne più nascoste e disperse, per fare in modo che tutte possano ascoltare e tornare.

Nelle verdi praterie del Cielo non ci sono confini, e le acque sono fresche e le erbe verdeggianti e lussureggianti: tutti possono abitarne, tutti coloro che vogliono venirci e rispondono: "Eccomi!".

E per una sola pecorella che sembrava ormai perduta, che vi entra, il mio Cuore trabocca di esultanza e sorrido. Aiutatemi a condurla! Ti benedico".

 


 

7 dicembre 2011
 "Tuffatevi nelle acque di Maria!"

"Mia piccola Maria, celebrate l'Immacolata. E cosa fa l'Immacolata? Lei sta guardando la terra che è così immersa nel pantano del male, così oscurata nel peccato ed nella sua putredine… e piange: le sue lacrime scendono per questo mondo per il quale Ella ancora offre Sé stessa, il suo chiarore immacolato nel quale vuole avvolgerlo per donargli una rigenerazione. In questo percorso dell'Avvento Iddio vi presenta Lei "La Madre Immacolata" e vi chiede di fare una sosta per comprenderla e riceverla.

Maria è la Creatura che nasce nel pensiero del suo Creatore come Agnellina perfetta, integra, senza difetto o ombra, casta e purissima, simile alla trasparenza più velata in cui soffia il Respiro di Dio. Ma ancor di più Lei riceve dal Padre Santissimo parte della sua Immacolatezza e ne è tutta rivestita e compenetrata, alla quale ne risponde pienamente arricchendola della santità della sua vita. Riceve dal Padre le acque cristalline della sua Energia creatrice che sono virginee e perfette, esenti da ogni minima ombra o neo, dato che sono le acque che dovranno contenere Dio.

Non ci può essere Avvento senza la Madre: è Lei che concepisce, che porta la gestazione e che porta alla luce il vostro Signore. Senza la Madonna non può esservi Avvento: solo in Lei voi potete autenticamente viverlo. Maria non trattiene a Sé questo dono dell'Altissimo, la sua magnificenza, ma offre il suo Grembo e il suo Cuore Immacolato per donarlo; ed è suo compito affinché le creature che così facilmente si sporcano, vi si tuffino per purificarsi, per acquistare una rinnovata purezza, per essere forgiati e adornati della sua Grazia e rinascere a nuova vita. Solo in questo modo c'è l'incontro e si può vivere la Nascita di Cristo: vi rendete più degni possibile alla rinascita con Me vostro Signore Gesù.

Cos'è l'Immacolata Concezione? É simile ad una pioggia cristallina che scende, simile a cascata di acque terse e limpide che, come gocce s'infondono in voi, che sono la Grazia santificante di Dio, la sua Energia creatrice, il suo Fuoco d'amore, le sue Virtù. Esse vi donano lume all'intelletto, rigenerazione nell'anima; vi formano un cuore che sa amare. Tuffatevi nelle acque di Maria!

Cos'è Lourdes se non un tuffo in queste acque, se non vivere la consacrazione al suo Cuore Immacolato, se non vivere il Rosario e affidarsi con devozione ai mezzi che vi ha offerto come la Medaglia Miracolosa od altro? Sono essi le Gocce della sua Immacolata Concezione che vengono a riformare voi nella Grazia. In questo modo La onorerete e ne darete gloria a Dio. In un mondo così sporco e buio vi farete luci nelle quali molti avranno vista per dirigere i loro passi e sarete acque ove potranno essere aiutati a rigenerarsi per vivere anch'essi il loro Avvento e la mia Nascita. Ti benedico".

 


 

8 dicembre 2011
 "Maria è: "la Tutta Incarnata in Dio ed è l'Incarnante dei suoi figli"

"Mia piccola Maria, oggi celebrate l'Immacolata Concezione. Maria è: "la Tutta Incarnata in Dio ed è l'Incarnante dei suoi figli". É Colei che concepisce il Signore, il Messia, ed è Colei che concepisce le creature alla vita della Grazia. L'Immacolata è la tutta bella, mai sfiorata da ombra di peccato, è la purissima in cui non c'è alito di respiro che non sia il bene, intessuta nella trasparenza della Verginità creatrice del Padre, in cui vive nell'innocenza e nella Verità.

Ma Ella è anche l'Immacolata Concezione, cioè: la Madre che concepisce perennemente nello Spirito Santo, Colei che è continuamente fecondata ed incinta nello Spirito Santo e non solo in un tempo storico: Maria è in gestazione continua della natura divina in cui ripartorire le creature di Dio. Il Padre Onnipotente, già agli albori della storia pensò a Lei, creatura, ma infusa delle Acque delle sue viscere, Acque virginee dell'Immacolata purezza che doveva riparare ad Eva che nel peccato, aveva fatto decadere la creazione; sicché un'altra Donna Immacolata, e Immolata, lavasse e purificasse nella sua purezza e nelle sue lacrime tanto male. Iddio voleva una Madre Santissima che riparasse ad Eva, madre di tutti i viventi concepiti mediante il peccato nella carne, ed ha voluto con la Madonna una Maternità che concepisca in modo divino una vita superiore nello Spirito.

Il Padre sublime, il Santissimo, depone le Acque delle sue viscere in Maria: Acque cristalline nelle quali vibra l'Energia della vita che crea che, a suo tempo, in Lei verranno poi toccate dal Fuoco dello Spirito Santo che le feconda: ciò sarà simile ad un'esplosione, un "big bang", che crea nelle Acque e nello Spirito la Persona di Gesù Cristo, e in cui il mio stesso Essere, ulteriormente nella Carne e nel mio Sangue, santifica e dà benedizione, ed è già segno di Redenzione.

Tuffatevi nelle acque materne della Madonna! Chiedete, desiderate di essere figli suoi, da Lei formati. Ditegli: "Madre, vogliamo essere tuoi, vogliamo essere portati nel tuo Seno e da Te partoriti!". Ella vi porta alla Luce!

In Lei vive riflessa la Luce della Santissima Trinità: Acqua, Spirito e Sangue, che danno in voi una nuova Creazione. Foste pur piccole cellule in formazione o feti appena abbozzati nella fede, o aborti per il peccato, per il male commesso, ritornate da Lei che ha in Sé lo Stampo di Gesù Cristo: non può che riformare a Me, alla sua Creatura, e farvi simili. Ti benedico".

 


 

12 dicembre 2011
 "Io vi indico l'autorità nell'amore:
è la via semplice che tutti possono comprendere"

"Mia piccola Maria, sono così tanti anni che parlo al tuo cuore e ancora dubiti? Io vengo in te nel linguaggio dell'anima, come non capire che sono Io?

Nel Vangelo di oggi i farisei mi domandano: "Con quale autorità fai questo?" E con questo è compreso non solo l'esercizio dei miracoli, dell'Insegnamento, ma anche di ciò che Io sono come Persona. Mi mettono in discussione, mi sottopongono a giudizio, e non perché siano alla ricerca del vero per acquisire la scienza in Dio, ma solo per mettermi in fallo. Ancora la moltitudine di uomini mi dice: "Con quale autorità fai questo…!?". Si ribellano e mi pongono in discussione; giudicano il mio operato o il mio intervento. Insorgono contro il mio Volere e dicono: "Perché dobbiamo essere soggetti e sottoposti alle sue leggi e al suo insegnamento?... Chi gliene dà l'autorità?... Come mai non possiamo vivere secondo i nostri schemi e i nostri interessi?... Perché seguire l'autorità di Dio, chi gliene dà il potere?...".

Figli miei, Io sono la Vita , la Creazione, sono il Signore ed ogni Verità rivelata. Io sono Colui dal quale il pensiero si fa creazione: da Me ogni cosa nasce e prende vita ed ogni cosa a Me ritorna. Sono "l'Occhio penetrante" di cui parla la Sacra Scrittura, che tutto scruta e vede, dalla quale ogni luce si accende e poi si spegne, il Sommo che sovrasta sull'intera esistenza. Non c'è altro Dio, non c'è altra via: voi appartenete a Chi vi ha pensato e plasmato e reso viventi. Forse che la creta si ribella al modellare del vasaio? O il legno al plasmarsi del falegname nella sua fattura? O l'olio si esenta e rifiuta l'olivo dal quale proviene e così il vino la vite dalla quale ha preso forma…?

Ognuno appartiene a chi dal quale ha preso forma ed esistenza. Chi mi accoglie, accoglie la mia autorità poiché ritorna alla sua origine: è in comunione con la sua natura, è felice e appagato, dato che compie la missione per cui è nato; è nell'ordine del mio Volere: ha pace. Invece chi si ribella va contro sé stesso, contro la propria origine e la propria natura, e muore.

Io vi indico l'autorità nell'amore: è la via semplice che tutti possono comprendere; nell'amore voi capite e amate la mia Autorità; in Me voi ne acquistate valore sommo. Ti benedico".

 


 

13 dicembre 2011
 "Siete nati per la gioia, figli miei!
Ma nascete nel dolore per risorgere al gaudio"

"Mia piccola Maria, Io sono la tua difesa. Chiamami ed Io mi pongo accanto a te per difenderti.

Oggi è il giorno del "gaudere", della letizia, della gioia nel mezzo del percorso faticoso dell'Avvento. Iddio vi dona una sosta, una pausa per ritemprarvi nel suo Amore. Maria e Giuseppe, pur in mezzo ad un viaggio tanto sacrificato fra molti disagi e contrattempi, viene dato loro in dono un giorno di gioia, di esultanza, immersi come sono nella preghiera al Padre: Egli li immerge in Sé, si riveste simile a nuvola che li ricopre per divenire Pioggia d'amore che scende su di Essi e che fa traboccare i loro cuori di gaudio; l'intero essere ne è ricolmato sì da sviscerarsi dalle loro persone a tutto intorno nel luogo: fiamme di fuoco spirituale che li circonda; ed è tanta la felicità da farli trasalire nell'esultanza e nel giubilo che lo spirito non può tacere e trattenersi; ed inneggiano nella lode verso l'altissimo Signore; ed anche Io mi unisco, colmo di gioia, sgambettando nel Grembo della Madre mia. Pure le pietre, se avessero potuto, si sarebbero messe a cantare ed inneggiare verso il loro Creatore.

In memoria di questo giorno è dato anche a voi questo dì per ritemprarvi dalle fatiche fisiche e spirituali e prendere forza, unendovi in profonda orazione e chiedendo al Padre la gioia; nella misura in cui ardete e desiderate, Iddio ve la dona. E di che gioire? Figli miei, gioite del gaudio che viene nell'andare incontro al Signore che nasce, e nasce per voi per far sì che sia una nuova vita che non muore. Siete nati a questa esistenza fisica umana perché possiate mettervi in cammino alla conquista del mio incontro, che vi dona nascita alla vita spirituale. Se nascete in Me voi non perirete, sarete i viventi; il vostro corpo decade ma è solo un abito, un involucro, mentre il vostro pensiero, i vostri sentimenti, la vostra energia d'amore che compongono la vostra anima non muore: in Me Cristo Signore vivrete in eterno, e vi verrà dato anche una fisionomia spirituale che vi identifica nell'attesa che il vostro corpo risorga e vi si riunisca.

Gioite, figli, poiché passa il travaglio di questa vita, passano le malattie, la morte, passano i dolori, e l'alba porta ad un nuovo giorno che non è solo speranza: è certezza in Me che si compie. Cambia il modo e il luogo, ma voi vivrete!

Ora dovete percorrere la fatica di questo Avvento dell'esistenza terrena per giungere a conquistare la gioia che è già nell'attesa della fede del vostro cuore ove l'allegria, il sorriso, la felicità vi farà esultare: sarà il gaudio massimo nella sua perfezione; esso farà svanire da voi pure il ricordo dei dolori passati perché essi si sono trasformati in meriti e valore, in beni per raggiungerlo.

Questa gioia chi potrà mai togliervela? Siete nati per la gioia, figli miei! Ma nascete nel dolore per risorgere al gaudio. Ti benedico".

 


 

14 dicembre 2011
 "Guardate alla Croce! É segno massimo della vita mistica"

"Mia piccola Maria, sei come una bambina, e come tale facilmente ti distrai e t'incanti in tutto, ma Io ti amo e vengo a te così come sei.

Oggi voi ricordate San Giovanni della Croce, un eroe nella vita mistica poiché ha salito le vette della sua santità, un eroe perché ha scalato la vetta dello spirito. La sua salita è stata impervia, dura, temprata da grande oscurità e dolore; saliva nei suoi stadi attraverso l'abbandono, la solitudine, senza gioie, senza poter avere nessun sostegno, né consolazione, né speranza nel tunnel della prova che ha vissuto, nel tunnel in cui la luce non pare entrare in nessuno spiraglio, pur se Io c'ero: ero presente e lo sostenevo ma egli non sentiva percezione. Non c'era gusto, non c'era sapore, non c'era senso nella sua fede, e Giovannei con fatica e grandi grida e lacrime, veniva provato sino a quando non riuscirà a giungere alla cima, da vincitore.

Come mai tanta oscurità, tanta asprezza e prova? Su di sé doveva saggiare e testimoniare, nella carne e nell'anima, ciò che avrebbe insegnato agli altri che lo avrebbero seguito come Maestro nello Spirito, "santi e mistici", e nella sua sofferenza essere un nuovo Fondatore che riconduce a rinnovata vita la sua Congregazione in disfacimento. Giovanni prova su di sé tanta desolazione per far morire tutto il suo io, la sua natura umana nella sua totalità, per far sì che nascesse e regnasse solo l'Umanità di Cristo, lo Spirito vincitore su ogni forma fisica e carnale, su ogni aspetto psicologico e morale, nel cuore e nell'anima. La morte vissuta dell'uomo vecchio in questa oscurità nella fede per la conquista di una risurrezione delle realtà spirituali divine, appartenenti a Dio.

Cosa ha dato la forza a Giovanni se non l'adorazione, la meditazione, l'amore pur così desolato, alla mia Santa Croce? Guardando ad Essa ha trovato la forza, il vigore di andare avanti, contro sé stesso.

Egli indica anche a voi la via della Croce che, seppur non siete chiamati a vivere in tanta asprezza, in tanta prova nella fede, dato che la notte dell'anima Iddio la dona ai suoi campioni, ai suoi mistici che s'innalzano a Lui; ma anche ogni cristiano, pur in modo lieve, più tenue, è chiamato a vivere la sua piccola notte nei lutti, nelle malattie, nelle varie prove… poiché, figli, ciò che salva non sono i godimenti, ma è la sofferenza. Ciò che fa rinascere la vostra natura decaduta è la Croce che vi fa risorgere ed innalza lo spirito.

Guardate alla Croce! É segno massimo della vita mistica. Oggi non se ne fa più caso: ci si fa la Croce come uno scarabocchio, la si vede con indifferenza e abitudine, non ci si sofferma ad adorarla, a meditarla, anche nella Chiesa. Essa darà forza alla vostra, vi aiuterà a vivere e a portare la vostra croce. Guardate a Me, all'Uomo dei dolori, che come uomo ho sofferto tanto, ma tanto… e se Io, il legno verde, perché innocente, ho patito così, quanto più voi che siete legni secchi, per il peccato, non dovete innestarvi nel legno della mia Croce perché abbiate linfa nuova che vi fa rigermogliare a nuova fioritura? Ti benedico".

 


 

15 dicembre 2011
 "Io sono il vostro vero Sposo e l'anima vostra è la mia sposa"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo Io vi presento il Battista. In lui Io vi indico quali sono le condizioni del vero profeta. Chi è il vero profeta? Profeta è chi non porta sé stesso, non mette in rilievo la propria persona, ma si tempra nel rigore per presentare e porre in rilievo il Signore. Profeta non è chi viene sbattuto come canna vuota dai venti del mondo e dalle sue ideologie, ma rimane saldo e fermo nel vessillo della fedeltà e della Verità. Profeta non è chi si ammanta in vesti morbide e vive in lussuosi palazzi poiché difficilmente la ricchezza non ha intreccio con il compromesso del male.

Il profeta è povero di sé e staccato dalle cose: prepara il terreno dell'anima nella preghiera e nella penitenza nel cammino della conversione perché avvenga l'incontro e la fusione con il Signore. E cosa vi indica se non il cambiamento di vita nella purificazione dal peccato? E quando questo vi costasse l'abbandono e il rifiuto del mondo, cosa Io vi dico nella Santa Parola? …"Per un momento ti sei sentita come una sposa ripudiata, abbandonata, ma Io ti avvolgo in nuovi vincoli d'amore; per un momento il mio Volto pare essersi nascosto, ma poi torna ad avvolgerti di un affetto perenne".

Io sono il vostro vero Sposo e l'anima vostra è la mia sposa. Perché possa vivere questo connubio sponsale c'è bisogno che ci si adorni del proprio abito nuziale, di sposa, di bianco candore; allora ci sarà l'incontro: la fusione di una fiamma che si accende e si ravviva continuamente alla mia Presenza.

Il vero profeta non è colui che attrae a sé le anime, ma le aiuta e le prepara per far sì che siano degne del loro Sposo celeste. Ti benedico".

 


 

16 dicembre 2011
 "Dovete attraversare la strada della purificazione che vi indica il Battista"

"Mia piccola Maria, oggi vi presento Giovanni il Battista, colui che prepara la strada alla mia Venuta nella via della purificazione, che conduce alla mia Redenzione: via che è luce che illumina perché v'incontriate con l'Incendio che Io sono. Egli vi battezza con l'acqua della Penitenza. Io vi battezzo con il Fuoco dello Spirito. La mia testimonianza è superiore a quella di Giovanni, ma la sua, pur limitante, è comunque necessaria; senza la via della purificazione non c'è penetrazione nel Mistero di Dio.

La testimonianza di ogni uomo ha i suoi limiti, ma è bene che ci sia; ognuno di voi nasce per essere un tassello di un incastro, l'uno nell'altro, perché possa congiungersi l'intera opera dell'umanità, mirabile agli occhi di Dio. Ciascuno è una cellula che deve unirsi all'altro per riformare intero il Corpo Mistico di Cristo, che si ricompone nella sua totalità in Cielo. Perché ciò possa attuarsi c'è bisogno che i tasselli siano chiari, nitidi nei loro colori e nei loro tratti, in modo che se ne riconoscano le forme, il disegno dell'Opera. C'è bisogno che la cellula sia sana perché possa riformarsi a salute in tutto l'organismo. Per essere tali dovete attraversare la strada della purificazione che vi indica il Battista. Seguite le sua pedagogia, o di chi di lui continua la veci, dato che è via di santità e salvezza. Ti benedico".

 


 

17 dicembre 2011
 "Vengo concepito all'umanità
perché l'intera umanità prenda Carne in Me"

"Mia piccola Maria, stasera la Chiesa celebra l'Annuncio di Gabriele ed il mio Concepimento nel Grembo della Madre Santa. Al termine delle parole dell'Angelo e la pausa della risposta di Maria, la terra, l'universo, i Cieli, sono rimasti come sospesi per pochi istanti nell'attesa di un "Sì", di un consenso fondamentale che avrebbe rivoluzionato la vita dell'umanità. Io prendo Carne in mia Madre; vengo concepito all'umanità perché l'intera umanità prenda Carne in Me: vengo concepito nell'umanità.

É richiesto pure a voi questo mio Concepimento che avviene nello spirito, nel cuore e nell'anima vostra; e l'Annunciazione di Maria ve ne offre le disposizioni: c'è bisogno dell'ascolto! Il Padre chiama tutti perché diano il "Sì", il consenso all'accoglienza di suo Figlio che viene e vuole venire a nascere nelle creature. E l'annuncio si offre nei suoi multiformi e svariati modi: mediante le Sacre Scritture, nella Chiesa che insegna, nell'Angelo che Iddio vi ha posto accanto e vi aiuta, nell'educazione alla fede dei vostri genitori, o altro. Dall'ascolto poi ci vuole il "sì" che permette questo Concepimento, e il "sì" è effettivo quando c'è la Grazia, quando si aborrisce il male e ci si allontana dal peccato poiché il Santissimo non può fondersi se non con la Grazia e nella riacquistata purezza interiore.

Voi ricevete la Grazia che vi fa da conduttore perché l'Ombra dell'Altissimo vi ricopra e infonda in voi lo Spirito Santo che viene e s'accende in un'anima pronta per concepire la mia Persona perché Cristo in voi, pur appena abbozzato, poi cresca ed evolva nella fede e nelle virtù per far sì che, giunta alla sua maturazione, nasca per il Regno celeste.

Come fare? ...com'è possibile!?... Figli miei, vi ho dato mia Madre: Ella non ha solo il compito di concepire Me, il Signore Gesù, ma in Me Ella ha il compito di aiutare tutti gli uomini a vivere la mia Incarnazione, a ricevermi in sé. La Madonna vi aiuterà a saper ascoltare Dio che vi annuncia e vi chiede: "Vuoi mio Figlio in te?". Vi assiste nel riacquistare la Grazia perduta, vi allontana dal peccato e vi soccorre perché lo Spirito si fonda, si unisca in voi, e dia vita al mio Concepimento nello Spirito nella vostra anima. Si prende poi cura per far in modo che questa mia annunciata e fecondata Presenza cresca e si sviluppi nella santità e sia partorita di nuovo, tramite di voi, la Nascita di Gesù Bambino per il Cielo. Ti benedico".

 


 

20 dicembre 2011
 "Lo Spirito Santo è alla ricerca di anime
che portano in sé impresse l'umiltà della Madre"

"Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo vi presento l'umiltà di mia Madre: "Eccomi, sono la Serva del Signore, avvenga di Me ciò che hai detto!". In un mondo tanto superbo che digrigna i denti contro il suo Creatore ed è ribelle, Io vi presento "l'umile Maria". La Madonna accoglie e dà il suo consenso in un atteggiamento di piccolezza e ponendosi al servizio, abbandonata alla piena Volontà del Padre, dinanzi ad un Disegno che è difficile da comprendere nella mente umana.

Cosa accade alla Madre mia nel tempo del mio Concepimento? La Madonna rimane per ore in estasi: il Padre Creatore in visione, La fa partecipe dell'avvenuto Concepimento. Ella vede la fusione della Scintilla dello Spirito che penetra nei suoi elementi umani che si fondono: umano e divino, elementi fusi che si scindono e si moltiplicano per formare l'inizio, l'origine dell'Uomo Dio. Sarà questo il compito di Maria: di fondere poi negli uomini, suoi figli, gli elementi umani, naturali, a quelli divini perché si ricrei nell'amore la presenza di Cristo.

Dio opera nell'umiltà. Chi sono i Santi? Sono gli umili. E ove compie i suoi miracoli? Nell'umiltà! In essa Iddio opera, crea, trasforma, converte, compie i suoi disegni d'amore, poiché Dio è "l'Umiltà", Colui che è la magnificenza della perfezione, l'Altissimo Signore, il Sommo che tutto contiene e può, che basta a Sé stesso, Signore sovrabbondante di ogni felicità, potenza e bene; è in proporzione Colui che è il più umile: si dona tutto per puro amore. Si fa servitore dell'uomo nella creazione e nella santificazione.

Iddio viene dagli umili e con essi compie le sue meraviglie. Ove non c'è umiltà non c'è la sua presenza: il Signore non vi è nato, e lo Spirito non santifica. Seppur ci sono creature che vanno in chiesa ogni giorno ma se non sono umili, Io non ci sono in esse. Se anche occupassero posti alti nella Chiesa, ma non c'è umiltà, Io non ci sono in loro. Colui che attrae lo Spirito Santo, arde e desidera di potersi unire a lui: è l'umile.

Chi è l'umile? Chi non cerca posti di rilievo per compiacersi: si pone all'ultimo posto al servizio di Dio e non di sé stesso. Lo testimonia per puro amore senza cercare il contraccambio. Io sono l'Umile degli umili: Uomo-Dio, Carne impastata, ravvolta, composta totalmente nello Spirito il cui Alito emana Spirito, la cui Energia è Potere nello Spirito e quindi di Creatura divina.

La Madonna invece è creatura umana, solo umana; ma Ella è l'Umile per eccellenza tra gli uomini. Andate da Lei, ponetevi sotto il suo Manto: Ella trasfonderà Sé stessa su di voi, vi emanerà il suo calore, il suo respiro, colmandovi della sua umiltà. Lo Spirito Santo è alla ricerca di anime che portano in sé impresse l'umiltà della Madre: ne và alla ricerca come uno Sposo ardente di nostalgia, e appena la scorge in una cuore vi si tuffa per infondere Sé stesso, unirsi per far sì che si riformi in voi l'amore della Persona di Cristo, perché rinasca il miracolo del suo Concepimento nell'anima, che è la nascita alla vostra santità. Ti benedico!" .

 


 

21 dicembre 2011
 "La Madonna ha vissuto la pienezza di questo Amore sponsale,
l'intensità dell'ardore dell'unione con lo Spirito Santo, suo Sposo"

"Mia piccola Maria, stasera la Parola vi richiama all'amore mio: "Vieni, vieni , colomba mia bella, vieni, tu che ti nascondi nei dirupi: la tua voce mi è soave e il tuo volto è leggiadro".

Siete tutte mie colombine, anime mie, e quando siete nella Grazia, la vostra bellezza è leggiadra poiché vi dona e vi fa simili alla mia bellezza. Io vi chiamo ad un'unione sponsale; sono lo Sposo della vostra anima: la curo e la bramo per vivere con ognuna di esse la mia storia d'amore. Solo nell'amore di Dio troverete la gioia e la pienezza. L'uomo nasce con questo istinto all'amore perché si congiunga all'amore del suo Signore ma, non cercandolo e non trovandolo, sente continuamente la brama di essere amato e di amare e, di conseguenza, spesso in modo disperato nell'umano che sempre perisce. É simile ad una fame insaziabile che solo in Me sì acquieta e si sazia.

Guardate ai Santi che hanno conosciuto questo amore e tanto ne hanno sentito gioia e godimento da elevarsi da terra e viverlo nelle estasi, e sino poi a piangere amare lacrime nel tempo del suo nascondimento e nella sua prova, da considerare un niente tutto il resto che li circonda. L'innamoramento tra due creature è come un assaggio, una scintilla di quello che è l'amore divino, che è un incendio che non ha posa e né termine.

La Madonna ha vissuto la pienezza di questo Amore sponsale, l'intensità dell'ardore dell'unione con lo Spirito Santo, suo Sposo, e tanto se ne è compenetrata da esserne fecondata e da portarne il mio Frutto: è questa fusione che le dona forza e Grazia per poter vivere tutte le vicissitudini e le prove della sua vita. É questo Amore che la Madre viene a portarvi per far sì che lo recepiate in modo che, assaporandolo, voi lo cerchiate e lo viviate. Esso sarà la gioia, il senso, la potenza che vi eleva verso l'alto sì che l'esistenza, con la sua pena, non vi affligga più di tanto: ve ne allieta in ogni respiro nella sua positività, pur in mezzo a tante tribolazioni e afflizioni. L'amore divino vi rende delle perle che, immerse nella sua Luce, continuano a brillare anche in mezzo al pantano di fango di questo mondo.

La Madonna in questo Vangelo va da Elisabetta, e cosa porta a lei se non la pienezza di questo amore che arde e travasa, che ne porta carnalmente il segno di Me? Al suo saluto viene avvertita come una corrente elettrica, una scossa che scorre e va a colpire Elisabetta che viene rivestita completamente dallo Spirito; e ne invade, di conseguenza, il piccolo Giovanni.

Venite, colombine mie, venite alla Capanna di Betlemme, da Maria, Giuseppe e il vostro Piccolo Gesù: vengo a nascere Io, pur nella povertà di ciò che è materia, per darvi la ricchezza della mia Persona che trabocca nella beltà del mio Amore. Venite a Me e ve ne rivestirò. Non andate alla ricerca solo di un Natale di commercio, mangereccio, e di regali che lo rendono profano; cercatemi nella preghiera, adorate! Se mi cercate, certo riceverete questo Amore:Ti benedico".

 


 

22 dicembre 2011
 "Oggi la Madre Santissima nel Vangelo canta il magnificat"

"Mia piccola Maria, non perderti di fiducia, abbandonati fiduciosa nell'attesa. Abramo attese per un'intera esistenza perché vedesse adempiuta la Promessa di Dio. Ciò che è promesso del Signore si compie: tutto si compie!

Oggi la Madre Santissima nel Vangelo canta il magnificat. Ella inneggia di lode verso il Signore suo Dio lungo il tratto di cammino a Betlemme: rimane in adorazione d'intenso colloquio con Me, Figlio divino, e alza il suo canto di gratitudine verso l'Altissimo per il dono della sua Maternità e per ciò che il Creatore ha fatto per Lei, ricolmandola dei suoi beni. Grata e riconoscente, li offre nel suo amore a Dio perché li benedica e diventino un bene per tutti. Rioffre suo Figlio perché sia a servizio del Padre per tutti i suoi giorni a salvezza per l'umanità.

Ancora oggi Maria canta in Cielo la sua lode perenne, il suo magnificat, dinanzi al trono della Santissima Trinità. Il suo canto è il più bello: orna della sua melodia l'intero inno d'amore dei Beati verso l'Onnipotente, il più sublime, celestiale che rallegra il Cuore di Dio. Ella si pone innanzi a tutti i suoi figli che sono sulla terra e canta per essi: ringrazia e loda per voi: fa le veci per questa povera umanità ormai incapace poiché ha chiuso le labbra e il cuore.

Gli uomini non sanno riconoscere il bene di Dio, ciò che hanno ricevuto, dato che tutto è suo dono; hanno un cuore sigillato a sé. Vedono e accusano il Padre quando giunge l'afflizione e il dolore e gliene fanno colpa, ma non hanno riconoscenza e gratitudine per il bene ricevuto di cui si appropriano, e diviene dovuto. Solo chi ha un cuore umile, aperto e donativo sa cantare il suo ringraziamento, la sua lode al Signore.

Andate dietro alla Madre, che avanza nel cammino verso Betlemme, dietro la scia del suo canto! Incamminandovi vi si riaprirà il cuore e il ringraziamento, e tanto più ne sarete grati tanto più saprete riconoscere i beni di Dio; e maggiormente entrerà gioia dentro di voi: la vostra vita diverrà un magnificat da offrire al vostro Padre Creatore, Ti benedico".

 


 

23 dicembre 2011
 "Giovanni è plasmato dalla maternità umana di Elisabetta,
ma è pure formato, educato e preparato dalla Maternità divina di Maria"

"Mia piccola Maria, la luce della Capanna di Betlemme già s'intravede, e s'approssima la mia Nascita, anche se quest'oggi voi ne celebrate un'altra, quella di Giovanni Battista. Nascita prodigiosa, poiché nasce da Santi e vegliardi Genitori, che l'hanno impetrata nella preghiera e in una fede profonda, nell'attesa di una vita, arricchendola di una intensa carità. Il Battista nasce per essere Santo, Profeta e a mio servizio, per essermi Precursore nella nascita come nella morte. Egli prepara la strada togliendo gli inciampi, le pietre, i rovi, ciò che mi si antepone, che mi ostacola, quel che intralcia la via dell'incontro dell'uomo con Me.

"Che sarà mai di questo bambino?". Dicono di lui le persone che vanno a visitarlo; ma di ogni bambino che nasce si può dire: "Cosa sarà di questo bimbo?"… poiché ognuno nasce per essere santo.

Giovanni è plasmato dalla maternità umana di Elisabetta, ma è pure formato, educato e preparato dalla Maternità divina di Maria che, con la sua Grazia, benedice già dal suo primo incontro nel grembo materno: le prime braccia che lo prendono a sé sono proprio quelle della Madonna che lo seguirà nell'infanzia, della fanciullezza e della giovinezza, sino al suo ultimo percorso, particolarmente con la preghiera. E quante volte si incontreranno!.. E ogni volta la tenerezza materna della Madre Santissima lo investirà. Giovanni rimarrà in contatto e riceverà da Lei sante esortazioni e ricchezza nella Sapienza divina, sicché il Battista si può dire che è il Figlio del suo Cuore e del suo Spirito.

Qual è a via più breve, la scorciatoia, e la più semplice perché sia nascita alla santità per voi, per far sì che ognuno possa divenire santo, profeta e al servizio di Dio se non lasciarsi plasmare completamente nella Maternità della Madre Santissima? Ella con Giovanni vi toglierà i rovi, le pietre, gli impedimenti, in modo che la via che conduce a Betlemme sia più agevole e facilitata: vi aiuterà perché ci sia in voi accoglienza, un'anima priva di ogni durezza e ostacoli che impediscano la Nascita di suo Figlio, e vi conduca alla santità. Ti benedico".

 


 

24 dicembre 2011
 "In mezzo a tutto ciò che è grandioso, rumoroso, mondano, Io non ci sono.
Vi chiamo ad una Capanna ove risuona il silenzio, l'umiltà e la povertà"

"Mia piccola Maria, Io nasco per tutti gli uomini; nasco anche per te e per quelli che mi raccomandi. In questa Notte Santa il mondo volge il pensiero alla mia Nascita, ma in modo sempre più annacquato, intiepidendo la sua sacralità: …tanto luccichio e sfavillio di luci e rumori, tanto eccesso nelle cose e nel cibo non mi appartiene. In mezzo a tutto ciò che è grandioso, rumoroso, mondano, Io non ci sono. Vi chiamo ad una Capanna ove risuona il silenzio, l'umiltà e la povertà; non c'è niente che per il mondo sia attrattivo…ed è talmente semplice e nascosto che possa richiamare ad un Evento che per gli uomini sia umanamente appagante. Tramite la mia Nascita Io do rilievo in essa al silenzio nell'adorazione, all'umiltà nel servizio, alla ricerca della Verità.

…Cosa cercate, uomini? …Il potere, le ricchezze, il successo, il divertimento, l'appagamento di voi stessi, l'eternità?!... Le cercate nel mondo, nella terra, eppure esse sono come lo scoppiettio del frastuono di fuochi d'artificio con le loro luci: attraggono per breve tempo ma poi finiscono… Tutto passa…, non rimane niente di ciò; mentre la tenue luce della Capanna con il suo calore sincero, rimane ed è per sempre.

Io chiamo ai veri beni, ai valori eterni che vi donano salute; vengo a darvi il Tesoro delle ricchezze: vi dono Me stesso: un Dio che si fa Bambino, che non disdegna nella sua umiltà di lasciare le magnificenza del suo stato in Cielo per farsi piccolo e venire a voi per insegnarvi ad amare. Venite dinanzi alla culla di Me Bambino, che tengo le braccia aperte per tutti; venite, ed abbracciatemi: vi dono quell'Amore che è Nascita, per fare in modo che nasca in voi, e Lo possiate poi, dalla Capanna di Betlemme, farlo nascere in tutte le creature.

Figli miei, non avete che qualche generazione da vivere, pochi anni, e forse anche meno per altri, per poter vivere in modo autentico la mia Nascita, dato che solo se adoranti nel silenzio, umili nel servizio, ricercatori nella Verità, voi mi abbracciate ed amate. Solo se vivrete su questa terra la mia Nascita potrete poi rinascere per il Cielo ove non troverete un piccolo Bimbo su povera paglia ma un Trono fiammante d'ardore di Fuoco divino ove risiedo ricco, potente, eterno per condividere con voi ciò che sono. Ti benedico".

 


 

26 dicembre 2011
 "Figli miei, il cristianesimo… se riceve solo applausi, onori e congratulazioni
è un cristianesimo che fa acqua"

"Mia piccola Maria, Io dilato la tua preghiera, e tanta attesa non può essere che premiata, avrà il suo raccolto. Oggi, dopo un giorno di letizia, quale la mia Nascita, la Chiesa vi presenta in Stefano già il martirio. E perché mi presenta Stefano? Egli è il primo Martire che mi testimonia, non solo perché il primo dopo la mia Risurrezione, ma perché nobile e innocente d'animo, dal cuore di bambino: egli non aveva perso il suo spirito di fanciullo sì da farsi più simile al divino Infante. Stefano che ama per amore di Dio e in esso supera odio, gelosie, invidie degli uomini, si eleva al di sopra di essi; guarda nella Verità dello Spirito e testimonia, vede e vive i Cieli aperti e la Gloria di Dio; ma gli uomini, ancor più, dinanzi alla Verità, essi, ciechi, uccidono Stefano, fedele sino al martirio.

Molte volte ho incontrato Stefano bambino, e mi rispecchiavo nel terso dei suoi occhi puri e desiderosi del Cielo. Molte volte ci sono stati gli incontri e i colloqui con la Madre celeste che lo seguiva da sempre con intrepido amore materno. …Corre Maria, corre quando, alla notizia del suo martirio, accorre al suo corpo martoriato: lo stringe tra le sue braccia, riaprendosi così la ferità dello squarcio del suo dolore per il mio Martirio.

Figli miei, il cristianesimo non può essere vissuto all'acqua di rose, per essere autentico; se riceve solo applausi, onori e congratulazioni, è un cristianesimo che fa acqua. Il vero cristianesimo è sempre timbrato dalla Croce, porta la firma del Crocifisso. Se non è un tributo di sangue, c'è il tributo del martirio del cuore e del dolore delle lacrime. Se sapeste quante figure eroiche e sante nel corso dei secoli!... se non martirizzati hanno vissuto persecuzione anche all'interno delle mura domestiche con una fedeltà sino alla fine dei propri giorni, che è eroica per essermi testimoni. Il loro martirio è stato a volte anche superiore a quello di sangue.

Cosa vi viene a dire Stefano? Così come è scritto nel Vangelo: "Non abbiate paura di dare la vita, di perdere il corpo o il tributo della membra poiché l'uomo non può uccidervi oltre, non varca la materia, e la vita nello spirito continua. Il cristiano paga molto, ma gli viene donato moltissimo, l'infinito bene. Io, il Signore, vi farò entrare nel Regno e dirò: "Entra, figlio mio, ora la tua luce sarà perenne nel tempo senza fine a testimonianza della tua fedeltà e veridicità dinanzi all'intero Paradiso e seme di vita per la terra!". Ti benedico".

 


 

29 dicembre 2011
 "La Madonna è l'Offerente, Colei che dona la Primizia, "l'Agnellino":
Io sono l'Eucaristia che si dona al Padre"

"Mia piccola Maria, oggi voi ricordate e celebrate la mia Presentazione al tempio. La Madre mia e San Giuseppe portano Me: "la Primizia, l'Agnellino Immacolato ed esente da imperfezioni, candido, e di bell'aspetto, tenero e mansueto", che si lascia uccidere perché il suo Sangue innocente scorra e ricopra le colpe degli uomini. Vengo portato al tempio per essere l'unica vera Offerta, Colui che, nella sua Perfezione umana e divina, poteva riparare ed essere accetta e compiaciuta al Padre mio, l'Altissimo Signore. Maria e Giuseppe sanno che non è solo un atto formale, non è solo per l'obbedienza della Legge, o per tradizione; essi conoscendo le Scritture e la Madonna stando in continuo colloquio con Me, che, pur lattante, con la bocca che non emette parola ma solo vagito, nella mia natura divina il mio pensiero parla continuamente al suo Cuore: l'ammaestro e le insegno, le segno la via e la conoscenza; ed Ella sa che l'Offerta del Figlio è per un tributo di Sangue al Padre. Maria ne istruisce Giuseppe, insieme già da molti giorni, e si preparano all'offerta per arricchirla ed esserne pure essi degni: la fondono ad un'intensa orazione e ad una carità operosa, pur nelle loro possibilità, ai poveri.

Simone è il Profeta che li accoglie: Uomo Santo di austera vita, temprato dalla severità del digiuno e della mortificazione di un'intera vita spirituale, nello studio della Legge e nella preghiera. Uomo di profonda Sapienza poiché irrorato dallo Spirito, egli insegna nel tempio le cose di Dio. Pochi sanno che vive arricchito del dono dell'ascolto della Parola del Signore nelle locuzioni interiori che gli preannunciano l'incontro, la visione della Nascita dell'atteso Messia: non avrebbe visto la morte se prima non si fosse compiuta tale profezia.

La Madonna è l'Offerente, Colei che dona la Primizia, "l'Agnellino": Io sono l'Eucaristia che si dona al Padre. Simeone è il Sacerdote che L'accoglie e La benedice; e vi è presente lo Spirito Santo che, nella parvenza di Colomba, dà visione dell'avvenuto miracolo e santifica l'Offerta: passa attraverso di Essa con il suo Fuoco Santo. Ecco, la mia Presentazione al tempio preannuncia ciò che sarà nella Santa Messa, il mio Sacrificio per la salvezza. Simeone annuncia, nella spada al Cuore della Madre, il dono della sua partecipazione affettiva al Mistero delle Redenzione.

Figli miei, anche voi siete presentati al tempio nel giorno del vostro Battesimo, siete la primizia, gli agnellini resi candidi che, portati dalla Madre Santissima, siete accolti dal sacerdote, innestati in Cristo e santificati dallo Spirito Santo per essere graditi a Dio. Perché però tale offerta rimanga tale e degna deve rimanere candida, in Grazia di Dio; e San Giovanni, nella prima lettura vi dice come si è uniti al Signore, e quindi in stato di Grazia, solo se si vivono i suoi Comandamenti. Tale esistenza, vissuta alla loro fedeltà attesta che l'offerta è accolta e vive dinanzi al Padre Santissimo. Ti benedico".

 


 

30 dicembre 2011
 "Come mai oggi la famiglia decade e c'è questo sfascio in essa?"

"Mia piccola Maria, anche se le mura sono decadute e la casa pare ormai in rovina, Io vedo che le fondamenta sono salve, che la trave resiste e si mantiene salda per la sua fedeltà, e su dì essa Io ricostruirò le mura e ridarò integralità all'intera casa.

Oggi celebrate la Santa Famiglia, la famiglia umana nella quale sono nato, cresciuto e, come Uomo, mi sono donato per la salvezza. Da Essa ho preso Carne, ma le mie origini sorgevano da un'altra Famiglia Santissima: la divina Trinità, che vive e sussiste nelle Tre Persone, fondandosi nella loro Essenza come Famiglia nell'Amore e nella Santità.

La Famiglia di Nazareth di Essa porta il segno, e la testimonia nell'Amore e nella Santità; vive nella semplicità dell'esistenza naturale, accontentandosi nelle piccole cose: vive inneggiando all'Altissimo ed intessendo lodi e comunione nell'amore quotidiano al Padre, nel servizio reciproco del dono, gioendo di darsi all'altro, sicché quest'amore trabocca e se ne fa partecipe e comunione agli altri.

Come mai oggi la famiglia decade e c'è questo sfascio in essa? Accade perché non vivono più per l'amore e la santità. Non vivono in modo semplice la loro vita naturale, non si accontentano più, non inneggiano al Signore e non vivono più la comunione con il loro Dio che le dà vita e l'alimenta; non si pongono più al servizio nel dono all'altro, ma vivono per sé stessi; sicché i figli non hanno radici, non hanno linfa nell'amore e nella santità: ne perdono il senso e crescono duri e ribelli; e i legami, i vincoli, tra di essi si spezzano.

Come riformarle? Guardate e invocate quotidianamente e sempre la Santa Famiglia per tornare a vivere i valori che vi hanno testimoniato per far sì che riscopriate la gioia del dono reciproco: il marito scoprirà l'offerta per la moglie e la moglie per il marito, i genitori per i figli e i figli per i genitori e così per tutti coloro che incontreranno intorno a sé nei vari vincoli familiari, fraterni.

…"E quando, Signore – mi direte - pur amando, uno nella famiglia è nella ricerca nella santità, le situazioni rimangono dure, dolorose e non corrisposte… quando si spezzano e non si riallacciano?". Continuate ad affidarvi alla Santa Famiglia, rimanete saldi, sereni e fedeli al Vangelo: vi farete trave e fondamenta sulla quale potrò ricostruire sulle sue rovine le mura e la casa completamente intera e integra nella sua edificazione, Ti benedico".

 


 

31 dicembre 2011
 "Stasera celebrate la divina Maternità di Maria,
Madre di Dio e Madre del genere umano"

"Mia piccola Maria, vengo a te proprio perché sei tremante, nascosta e incapace, perché non si dica che questa è opera tua, e che, leggendo questa sapienza, non si dica che sia di mente umana. Non temere: Io dono la testimonianza, Io testimonio, attraverso di te, Me stesso. La tua croce ti è meritoria perché, proprio in questo stato, tu vieni comunque da Me.

Stasera celebrate la divina Maternità di Maria, Madre di Dio e Madre del genere umano: Madre, dato che il Padre Creatore così ha voluto che fosse. É il suo Pensiero creativo che l'ha formato per questo scopo: ne crea una Creatura perfetta e riversa nel suo Cuore e nel suo Grembo parte della sue Acque creatrici per far sì che portasse la sua Vita, e fossero degne per accogliere il Figlio suo. Maria diviene così anche Madre degli uomini poiché Io, essendo la Seconda Persona della Trinità e Dio, sono anche Colui che ha generato la vita e Lei, di conseguenza, portando Me "il Signore", diviene Madre divina e Madre dei miei figli.

La Madonna è, per sua natura, Madre, ma viene pure preparata per essere tale: il Sigillo le viene dall'offerta dei suoi Genitori Santi che La rioffrono al servizio del Padre; e la Bambina Santa cresce nell'infanzia e nella fanciullezza, nel servizio, nella preghiera, nel sacrificio e nell'obbedienza, esercitando le virtù, lo studio della Sapienza delle cose di Dio, e nell'umiltà, per far sì che fosse pronta, nella piena coscienza e nella libera responsabilità, al suo "Sì", ad accogliere il Disegno divino.

Al suo Consenso lo Spirito Santo si fonde e si accende, unisce gli elementi naturali di Maria e, nella sua Carne e nel suo Sangue, Egli fa ardere Sé stesso, infonde il suo Fuoco e li unisce per formare la mia Persona. La Madonna continua perenne il suo passo, che è unito al mio, e non retrocede: le sue mani si congiungono alle mie e mi è accanto sempre così come è stata nella Gestazione e sino alla Croce, ove ancora il suo passo era con Me e le sue mani mi raccolsero fino al sepolcro.

In questo parto di dolore, partecipato ed effettivo, che si fonde al mio, Ella si fa Madre attraverso un dolore concreto e inenarrabile della nascita a vita nuova di un'umanità alla Grazia: Madre della nascita della Chiesa e di ogni cristiano che cercherà di formare, crescere, indicando la via verso la salvezza eterna, Madre di quelli che La vogliono accogliere, ai quali offre il Cuore e il Grembo perché possano recuperare il dono di cui Ella è stata investita, intessuta, formata e arricchita, che portano la forma, lo stemma, il timbro della presenza delle Acque del Creatore, del Sangue del Redentore, della Fiamma santificante dello Spirito per darvi vita alla santità. Per chi vuole entrare nella sua Maternità sarà segno di salvezza sicura, per chi non accetta non potrà esserci conoscenza autentica del Cristo e parto per il Cielo.

E… per quelli che sono di altre religioni…? Maria è Madre di tutti i figli di Dio, di ogni figlio dell'uomo: molte religioni La conoscono e La pregano; altri che non ne hanno conoscenza Ella infonde loro sempre coscienza verso il bene e la verità perché compiano opere nella carità e nella luce per fare in modo che si salvino, e poi nella via della conoscenza, dopo la morte, possano dare il consenso ad entrare nella porta del suo Grembo, che li fa nascere alla Beatitudine eterna. Ti benedico".