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venerdì 20 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Giugno 2011

"In questo modo quale sacerdozio viene preparato?
Non sono i grandi studi teologici che mi fanno conoscere…"

 

 

Ave Maria!

 

1 giugno 2011
 mercoledì della VI Settimana di Pasqua
"Lo Spirito viene… con il Fuoco brucerà ogni male sulla terra"

"Mia piccola Maria, la preghiera per intercessione a San Giuseppe raggiunge diritta, come una freccia, il mio Cuore. Come non poterla ascoltare? Non prenderti pena.

Ecco, stasera la Parola vi parla e dice: "non tutti gli uomini riescono a comprendere le Sacre Scritture e per quel che poi essi possono contenere della Sapienza di Dio, ma è per questo che viene in soccorso la Luce dello Spirito Santo che, nell'evolversi dei tempi e delle generazioni, arricchisce, maggiora, dà grazia della sua conoscenza, seppur nella profondità di essa, non si può giungere alla pienezza poiché Iddio è l'Inesauribile.

Viene lo Spirito Santo, viene per portare luci all'intelletto, lume alle Scritture, alla conoscenza del Signore; viene per rafforzare la fede, per dare sostegno al perseverare del cammino, per portare consolazione a cuori tanto affranti. Viene particolarmente per quelli che Lo hanno atteso, desiderato, invocato: Egli, il dolce Ospite, accorre con i suoi doni, cerca e bussa ed entra nella casa che si è preparata ad ospitarlo, e vi riversa quel che Egli è.

Lo Spirito viene, Fuoco che arde di un Fuoco che non si consuma mai: arde d'Amore, d'Amore divino, per riversarsi sui cuori. Viene Egli che è anche un Venticello di una brezza leggera che rinfranca l'anima, e vi porta la sua carezza. Viene, e si protende nei tempi con maggiore potenza, per l'estrema purificazione, quando con il Fuoco brucerà ogni male sulla terra; farà riardere sulla sua Fiamma ogni cosa che è stata inquinata; ridurrà a cenere ogni corruzione sicché, pur riarsa la terra, ma purificata da ogni soffocamento di erba cattiva, sarà di nuovo la libertà di un germoglio di tenere piantine per una rinnovata umanità. Verrà con il suo Venticello di brezza leggera e soffierà il suo Respiro per liberarvi da tanta caligine e fumo denso, che non vedevate e che avete respirato: fumo che ha accecato anche lo sguardo da non saper riconoscere più il bene; cosicché l'uomo tornerà a respirare con l'Alito di Dio: il suo Ossigeno sarà il suo respiro.

É il Rinnovamento dello Spirito che pervaderà l'intera terra; così le menti avranno luce per l'intelletto nel pensiero della conoscenza della Volontà di Dio. I cuori torneranno a ricevere ed amare nell'amore divino, le mani torneranno ad aprirsi alla carità. Invocate, chiedete lo Spirito Santo che viene, se cercato in verità. Egli, con il suo Fuoco d'Amore, verrà per bruciare le scorie del vostro male, portandovi ad una via di purificazione e di liberazione, dato che, liberati dall'ostruzione del peccato, voi abbiate il cuore e lo sguardo liberi per poter, di nuovo, in umiltà, riconoscere il Padre, il Figlio, e cosa è la Vita eterna, che è Dio. Ti benedico".

 


3 giugno 2011
 venerdì della VI Settimana di Pasqua
"Sono unito alle sofferenze, agli eventi delle creature"

"Mia piccola Maria, vieni qui sul mio Cuore e distenditi per prendere riposo. Perfino gli animali più feroci cercano riposo alle loro caccie, alle loro fatiche, distendendosi nelle verdi vallate e sui rami degli alti fusti, …distenditi in Me!

Oggi, giorno del primo venerdì del mese, Io vi indico a guardare il mio divin Cuore. Chi si ricorda del martirio del mio Cuore? Chi pensa ed ha compassione del suo dolore? Gli uomini pensano di Gesù: "…ha sofferto, ma ora gode nelle bellezze del Paradiso!...". Sì, è vero, figli! Io vivo e sono partecipe delle realtà celestiali di cui sono parte, ma sono anche umano, e il mio Cuore geme e soffre delle realtà umane. Sono il Vivente, ora e sempre, ma sono unito alle sofferenze, agli eventi delle creature. Così sarà sino quando l'ultimo uomo sarà entrato in Cielo. Il mio Cuore è partecipe delle lotte fratricide tra gli esseri umani, delle ingiustizie e della corruzione, delle divisioni all'interno della famiglia o nella Chiesa, del peccato che sovrasta e ferisce, calpesta e lacera il mio Cuore. Partecipo per le sofferenze dei malvagi; ma ho un dolore sviscerato per gli innocenti e i giusti.

Sono simile ad un padre che vede i suoi figli andare via…: il mio sguardo li segue, ma li vede andare a morire... Se per un padre o una madre il dolore della perdita di un figlio è così grande, quanto più è immane in Me che vedo sciami di figli andare persi, presi dal nemico, al quale abboccano per l'esca di tanta spazzatura, che li porta alla morte? Sono come una madre… i tanti figli l'hanno lasciata e non si avvedono più di lei ma, per uno o due che sono rimasti fedeli e la curano, cosa fa se non posare il capo su di essi e cercare la consolazione e il sostegno? É l'amore di essi che dà balsamo al suo penare e ravviva la speranza che gli altri tornino.

Il mio Cuore è uno scrigno ricolmo di gioie il cui valore è infinito; chi lo ha amato, ricordato, consolato e si sarà unito ad esso ne verrà arricchito dei suoi tesori, ornato dei suoi doni. Il vostro cuore vivrà così del mio rintocco, si farà unisono e, se sarà stato accanto nel dolore, quando giungerà in Cielo, Io sentirò il mio battito in voi: lo riconoscerò e vi farò entrare nel Regno del mio Amore…. cosa scoprirete, quale giardino di delizie!...

Quando la terra avrà pace? Quando la Chiesa si farà santa? Quando le famiglie torneranno all'unione? Quando non ci sarà più corruzione e ingiustizia? Quando la natura tornerà alla sua primitiva purezza?... Quando l'umanità si ricorderà del mio Cuore, quando tornerà ad amarlo e tornerà a posarvi il capo per riceverne la santità. Solo allora l'unità tornerà a vivere nella sua nobiltà e nella sua dignità. Ti benedico".

 


5 giugno 2011
 VII domenica di Pasqua
"E per quelli che sono di altre religioni, Signore?"

"Mia piccola Maria, non devi badare al giudizio altrui; ciò che è importante è ciò che Io penso di te, ciò che Io voglio da te.

Oggi celebrate la mia Ascensione, Io sono Colui che ascende al Cielo, ed ascendo ogni volta che un'anima sale ad esso: ogni volta che una creatura vive in Grazia di Dio. Salgo al Cielo per prepararvi un posto, dato che questa sarà la vostra casa in eterno. Vado per donarvi lo Spirito Santo, che scenda su di voi e vi aiuti: Egli è il Carburante, l'Energia che vi conduce a raggiungerla. Come ascendere al Cielo se non seguendo le indicazioni che do agli Apostoli? Vivete il Battesimo, vivete il mio Insegnamento! Esso vi forma le ali per volare in alto; vi fate così Angeli atti a viverci.

"…E per quelli che sono di altre religioni, Signore?". C'è una Legge che è stampata nella coscienza da Dio in ogni uomo: la scelta del bene e del male. In ognuno è posta dal Padre Creatore nella propria anima. Queste creature verranno accolte per il retto agire, per la buona volontà che, pur non conoscendola, adempie alla Legge divina; e nel Giudizio ancor verrà chiesto loro se accettare, sicché vivranno nel Purgatorio il loro percorso nel farsi cristiani.

Quanto vi sarà di Giudizio più gravoso per voi che ne avete avuto il dono e i mezzi, e non avete corrisposto! Io dirò: "Questi figli mi hanno accolto e potuto incontrarmi, mentre voi non avete voluto!".

Come ascendere al Cielo? Guardate verso l'alto, anelate, desiderate le altezze dei Cieli, le cose di Dio! Contemplate quel Cielo che voi già sulla terra rimirate bello nei suoi vari mutamenti, evanescente e irraggiungibile; eppure è la casa che vi attende. Se guardate e ambite al Cielo e vivete di Me, ecco, voi camminate con i piedi sulla terra, ma sospesi con il cuore e con lo sguardo verso di esso, …e già la brezza leggera del Respiro di Dio v'innalza e vi fa lievi nello Spirito. Mentre coloro che guardano, rimirano e desiderano la terra finiranno per immergersi con i suoi pesi e precipitare sommersi ad essa. Rimanete fissi al mio sguardo, fissi agli occhi di Gesù! Non ve ne distraete poiché gli uomini sono fragili, e allontanandosi da Me, si perdono: fissi e fusi a Me…! Io sono la scia che traccia la strada: Io per primo ascendo per condurvi alla Casa che vi attende. Ti benedico".

 


7 giugno 2011
 martedì della VII Settimana di Pasqua
"Non sono i grandi studi teologici che mi fanno conoscere, ma una preghiera profonda e sincera"

"Mia piccola Maria, rimani più in silenzio. Nel troppo parlare entra l'inquinamento. Tu cerchi l'attenzione delle creature ai tuoi problemi, ma non lo cercare: solo da Me ti può venire l'aiuto. Tu rimani in silenzio.

Stasera la mia Parola vi dice: Cosa è la vita eterna se non conoscere il Padre e il Figlio suo, che ve l'ha rivelata? Chi cerca di conoscere chi Io sia, cosa Io sia, …dove conduco?... I più rinnegano, indifferenti a questa ricerca; non se ne danno pena: sono un estraneo per loro e, non conoscendo, non anelano, non desiderano il Cielo, dato che è la conoscenza di Me che accende il desiderio e la brama delle realtà celesti. La mia conoscenza vi rivela il mondo dell'eternità e attrae le anime vostre.

Ma anche per chi parla di Me e crede di conoscermi, per molti figli di chiesa, non sono conosciuto: essi distorcono la mia Immagine e il mio Spirito, poiché piegano, vogliono piegare Dio secondo i loro schemi e le loro vedute. Essi danno una visuale che appartiene al loro ragionamento umano, a ciò che essi vogliono, pure dell'Onnipotente, che però non mi appartiene, per cui parlano di Me ma non mi testimoniano, e per questo molta chiesa rimane vuota.

In quanti seminari insegnano, impregnando di ragionamenti vani che appartengono solo alla sapienza dell'uomo e nel quale Io non sono. In questo modo quale sacerdozio viene preparato? Non sono i grandi studi teologici che mi fanno conoscere, ma una preghiera profonda e sincera: le ore dinanzi al tabernacolo e all'adorazione, più dei libri e delle catechesi di uomini, le ginocchia piegate e il cuore fisso a Me, che sono il "Maestro", che insegna e irradia la Luce all'intelletto e svelo il mio Cuore e ciò che Io sono e cosa è la Vita eterna.

Io indico una via semplice. Gli esseri umani, i figli, e anche molti di chiesa, si distolgono da essa poiché vogliono portare sé stessi e il loro modo, le loro anguste visioni, e non mi lasciano parlare. Mi antecedono e non mi fanno così conoscere al popolo.

Andate dalla Madonna; vivete una figliolanza devota e profonda, amorosa e vera; chi più della Madre, che mi ha formato le Viscere, nelle cui mani sono cresciuto, sul suo Cuore posato il Capo e ogni riposo, chi più di Lei, che ha condiviso ogni mio respiro, può farvi conoscere chi è il Figlio suo?

Invocate in questo tempo dell'attesa dello Spirito Santo: Egli vi inebrierà di Sé, vi irradierà della sua Conoscenza, vi aprirà un mondo nello Spirito, vi rivelerà come partecipare, come vivere con amore, quell'amore che vi manifesta che la Vita eterna è Dio. Ti benedico".

 


9 giugno 2011
giovedì della VII Settimana di Pasqua
"Iddio vuole che facciate Unità nell'Amore suo"

"Mia piccola Maria, stasera la Parola vi richiama ad Unità. Io voglio che siate una cosa sola, che vi formiate ad Unità. E come lo potete se non unendovi a Dio che è l' Unità? Il Padre Eterno unisce, ed unisce nell'Amore. Il demonio, che gli è avversario, è all'opposto, e divide. Egli divide in ogni modo mediante il peccato. Per fare Unità, per unire, bisogna costruire; per dividere bisogna distruggere. Ed è più difficile costruire che distruggere, dato che nel costruire c'è la fatica, ci vuole impegno; nel distruggere la devastazione è veloce e và in discesa.

É simile a chi edifica una casa: ci vuole sacrificio, lavoro perché si formi completa e diventi unica perché possiate entrare per goderne i frutti nell'abitabilità, e fare famiglia. Mentre se non si costruisce, o la si distrugge, non la si abita, non si forma la famiglia, e le creature vanno disperse.

Iddio vuole che facciate Unità nell'Amore suo, Egli vuole che il vostro cuore, la vostra mente, il vostro operato abbia un unico intento: quello di glorificarlo. Voi direte: "Signore mio, siamo così diversi per indole, carattere, estrazione sociale, per nascita, per tradizioni e costumi…". É vero! Ma guardate il Padre Creatore: ha creato tutti i frutti nella loro varietà così diversi sulla terra, eppure sussistono per l'unico loro scopo: "Il bene comune da dare alle creature". Ha creato tutti i fiori così diversi per colore, profumo e bellezza, eppure essi si voltano a guardare gli stessi raggi solari e sussistono per dare delizie e bellezze all'unico giardino terrestre. Essi si fanno così unità, e lo possono nella fedeltà al loro Creatore.

Così voi potrete essere un'unica cosa, se vivete per glorificare il Padre Santissimo nel disegno che unisce per vivere per il bene comune, che si può nell'aderenza, nella fedeltà, nell'unione al Padre Creatore, al Figlio Redentore, allo Spirito Santificatore. In questo modo così come la Santissima Trinità, pur diversa nelle Tre Persone, è un Unico Dio che vive della stessa Essenza: l'Amore! Nella partecipazione costante e fedele alla Trinità voi fate unità fra di voi, vi fate famiglia, vi fate casa: la Santissima viene a vivere in voi affinché diventiate un'unica cosa tra di voi. Ti benedico".

 


10 giugno 2011
 "C'è più gioia nel dare che nel ricevere!"

"Mia piccola Maria, San Giusepe si prende cura di voi. Egli si fa realmente capo famiglia e si occupa delle vostre persone.

Stasera la Parola vi dice: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere!". Sì, tutti dicono: "è un'espressione… ma rimane solo in teoria poiché tutti vogliono per lo più ricevere e poco dare". Benedetto chi ama dare perché i granai dell'anima sua si ammasseranno di ricchezze, di amore e di Spirito, che si apriranno nel Giudizio, e lo sfameranno: non patirà di amore e di Spirito per l'eternità. Mentre quelli che hanno solo ricevuto avranno impoverito i granai della loro anima e, al Giudizio, si troveranno miseri e digiuni: patiranno la fame di amore e di Spirito per l'eternità.

Cosa potete dare?!... Date voi stessi, ciò che siete e la vostra opera. Guardate a Me che ho dato tutto: ogni brandello della mia Carne, ogni alito di respiro, ogni goccia del mio Sangue per voi, e ciò nell'Amore. Ho gioito nel dare: la mia donazione ha dato a Me e a voi la Risurrezione.

Io sono il Ricco dei ricchi, la magnificenza di ogni bene, il tesoro infinito di cui amo ammantare coloro che, fattisi simili a Me, sono i generosi nella carità; su di essi ancor più le mie ricchezze si posano per dare la mia bellezza. Tanto più avrete dato tanto più vi arricchirete per il Regno dei Cieli. Ma già da qui la vostra anima s'impreziosisce d'amore e Spirito, sicché Dio può far filtrare la sua Luce in essa ed arricchirla, abbellirla di Sé.

Cosa dare?!... Date ed offrite ogni vostro giorno da vivere che è, esso stesso, dono di Dio. Date la vostra opera, il vostro lavoro come offerta e servizio. Date il tempo per le tante solitudini … rimangono sempre più soli i tanti ammalati o anziani che attendono la vostra collaborazione. Date, e nella misura in cui date Io vi arricchisco di Me. Non vi impoverirete: il Signore non vi farà mancare ciò di cui necessitate. Date il tanto vestiario che rimane negli armadi e non usato, per ricoprire i miei figli più poveri. Date i vostri ori e le gemme preziose che tenete chiusi nei vostri cassetti, che servono per adornare unicamente la vanità della vostra persona… Quanti miei figli verrebbero sfamati, …quante missioni, le più povere, soccorse! Date offerte di Sante Messe, e quante anime purganti verrebbero liberate!

Date le vostre sofferenze che rimangono non offerte, e non acquistano valore e frutto. Date tempo al Signore e alla preghiera: date tempo, togliendolo ai molti divertimenti, per aiutare invece a rallegrare tante tristezze. Date, figli miei, pure uno sguardo al fratello poiché nell'amore si testimonia e si concretizza la fede. Non abbiate paura di impoverire! Se date per mio amore, Io stesso, Signore e Maestro provvido, in tutto vi sostengo e mantengo. Vi ricopro del mio manto, delle mie gioie preziose, dell'abito che vi nobilita per il Paradiso, dato che esso appartiene ed è conquistato dai generosi della carità. Ed Io vi darò Me stesso. Ti benedico".

 


15 giugno 2011
 "La vostra vita spirituale sia come sposo a sposa"

"Mia piccola Maria, nelle miserie umane puoi venire a ricevermi, nella promessa, nel desiderio poi di confessarti, dato che anche esse vanno lavate. Quando un'anima vive un'intensità spirituale, profonda con Me, è bene che venga a ricevere l'Eucaristia spesso, che non si allontani, poiché il demonio proprio ad esse attacca, e l'Eucaristia è nutrimento ma anche difesa. La tua vita spirituale è segreta.

Oggi Io richiamo al seguito di una vita intima di offerta con Dio, ad una fusione nel cuore che si offre nel segreto al Padre: offerta della carità, della preghiera, del digiuno, vissuto per amore divino e non per manifestazione e per compiacere sé stessi, dato che la vostra offerta è simile ad una sponsalità: la vostra vita spirituale sia come sposo a sposa; e nell'intimità del talamo non si rivelano i propri segreti; ciò sarebbe come un tradimento, mentre nel segreto l'unione si maggiora, l'amore evolve la sua ricchezza e la sua preziosità. Ti benedico".

 


16 giugno 2011
 giovedì della XI Settimana del Tempo Ordinario
 "Dio ascolta se vivete nel suo Volere Santo e se Lo amate"

"Mia piccola Maria, stasera la Parola vi indica come pregare. E come bisogna pregare? Nell'amore, pregando con il cuore e con lo sguardo proteso con desiderio a Dio, in spirito di umiltà e verità, dato che nell'amore ci si incontra con l'Amore e se ne riceve santificazione. Non sono le mille parole umane, ma la parola, o il silenzio nell'amore, che fa accogliere e ricevere benedizione. É simile a quell'intensità affettiva che, pur con un solo sguardo, ama l'amato: simile ad una madre che accarezza il bimbo che dorme… non emette parole ma trasmette l'amore. Ugualmente il Padre vostro, pur nel silenzio, nell'amore a Lui, Egli ascolta e accoglie; pur nel silenzio il Padre vostro già vede ciò che siete e desiderate.

Quali sono le disposizioni all'orazione perché sia accolta? Il Padre nostro insegna: se non si vive il 1° Comandamento, se in voi non c'è, come valore primario, il Signore Dio vostro, come volete poter esser ascoltati? Se in voi non vive la benedizione del Dio Tre volte Santo ma c'è la imprecazione, qual è la vostra preghiera? Se non santificate la sua giornata e la vostra vita nella sua Santa Legge, cosa è la vostra orazione? Se in voi non vive il perdono, la misericordia, se non perdonate, come potete essere ascoltati da Colui che è il Perdono e la Misericordia? Prima di chiedere nella preghiera riconciliatevi con Dio nella Confessione, riconciliatevi con i fratelli, riconciliatevi nell'anima vostra, e la vostra preghiera sarà vera. Lasciate che Iddio sia il Regista della vostra esistenza, l'Artefice del vostro operato; e la benedizione scenderà su di voi. Se non venite alla Santa Volontà del Padre come potete essere accolti nelle preci della sua benedizione?

E quando, pur vivendo tutto questo, la preghiera pare non sia esaudita? Figli miei, Dio ascolta se vivete nel suo Volere Santo e se Lo amate; se siete nel suo Amore Egli vi accoglie: la preghiera sale, và in alto e si matura ad essere una nuvola grande che accoglie tutto ciò che l'ha composta in bene, sino a quando il Padre Santissimo la apre per far sì che ne discenda una pioggia intensa, che cade con le sue gocce di santità e di bene per rinfrancare, rinvigorire, benedire e santificare tanti fratelli. Pregate, figli miei, con il cuore, e non solo con la bocca stando lontani da Me. É nell'amore che la preghiera crea. Ti benedico".

 


19 giugno 2011
 Festa della Santissima Trinità
"Dio è Energia pura d'Amore che crea, redime, santifica"

"Mia piccola Maria, stasera celebrate la Santissima Trinità. E cosa è la Santissima Trinità? E come vive? Il trono della Santissima Trinità è un carro di Fuoco ardente le cui fiamme non si esauriscono mai: le fiamme di un incendio d'Amore che si perpetua e maggiora. Dio è Energia pura d'Amore che crea, redime, santifica. Dai tempi più antichi i Santi Padri, i Profeti, i Santi e studiosi, hanno cercato di sondare le profondità del Mistero della Santissima Trinità. Ma ciò che se ne è recepito è solo una scintilla del suo Incendio. Avete avuto la grazia di sapere che Essa sussiste, vive ed opera. Ne avete conosciuto l'esistenza, ma la sua profondità, la sua Essenza nella sua pienezza non potrete mai poiché non avete la facoltà; avete i vostri limiti corporali, fisici, che non lo permettono. Solo quando vi farete Spirito, nell'altra vita, voi La vedrete faccia a faccia e La conoscerete nella sua interezza. Ma anche lì la sua conoscenza non avrà mai fine: sarà eterna.

Tanto più si maggiora ed evolve la Sapienza di Dio in voi e tanto più ne acquistate in grazia e amore. Sapete che Iddio è l'unico Dio, ma in Tre distinte Persone, che sono simili ad un unico ceppo da cui nasce una pianta, che ha tre diversi cespugli, una diversa fioritura con la sua colorazione che li distingue per quel che sono e per quel che operano; ma ha le medesime radici, quelle dell'Amore, che alimentano linfa nell'Amore: quell'Amore che li unisce all'unica Sostanza. Esse vivono per amare: il Padre crea per amore, il Figlio redime per amore, lo Spirito santifica per amore. Si fondono fra di Loro, amando; e il Padre offre e sottopone la sua creazione al Figlio, alla sua Redenzione perché la redima; il Figlio si offre e si sottopone al Padre perché possa la creazione esser redenta; il Padre e il Figlio si offrono e si donano allo Spirito perché santifichi ogni cosa e rinnovi continuamente nella Redenzione; lo Spirito offre al Padre e al Figlio i suoi doni perché ne nasca santificazione e vita.

É in questa donazione di offerta reciproca che la Santissima Trinità si glorifica.

Come poter conoscere e glorificare la Santissima Trinità? Figli miei, ricevendo, assimilando e facendo vivere in voi il suo Amore divino. Nell'amore voi La glorificate e fate vivere la sua creazione, date vita alla sua Redenzione, e nell'amore santificate. Così in voi viene a vivere la Santissima Trinità, e per quel che potete, porterete di Essa una scintilla di ciò che è, vive ed opera; porterete la sua vita ai vostri fratelli per far sì che si rinnovino nell'Amore della Santissima Trinità. Ti benedico".

 


20 giugno 2011
 - lunedì della XII Settimana del Tempo Ordinario
"Uscite dalla terra perché la vostra materia si trasformi in spirito"

"Mia piccola Maria, stasera nella Parola il Padre Santissimo chiama Abramo: "Esci dalla tua terra!", per condurlo a donargli la Terra promessa. Io dico a voi: "Uscite dalla terra!": la terra della superbia, dell'orgoglio, della concupiscenza, della maldicenza, del peccato! Perché questa terra con il suo fango non sommerga per sempre non solo le vostre membra fisiche, ma ne rimanga imprigionato come in una tomba il vostro spirito in eterno! …Realtà tremenda!... Uscite dalla terra! E stasera ve lo indico particolarmente nel Vangelo, nel giudizio: il giudizio di accusa che colpisce l'altro, che getta fango perché lo stesso fango non abbia poi a ricadervi addosso e ricoprirvi. Quante anime pie e devote, pur venendo in chiesa, hanno in bocca il pettegolezzo, la maldicenza, la critica su tutti e tutto, e sondano ogni cosa. Uscite dalla terra delle vostre vedute, dal vostro modo di vedere per cui credete che sempre ciò che voi dite o fate sia giusto e sia nella verità. Sappiate fare un passo indietro per lasciare spazio all'altro. Non guardate al fratello come rivale per sottoporlo a trarne profitto.

Abbiate il pensiero puro e siate avveduti così come il Vangelo vi insegna. E… se l'altro è malvagio?… Non partecipate al suo male; affidatevi al consiglio del vostro confessore, e rimanga in voi, se male è frequentarlo, la carità della preghiera.

Uscite dalla terra perché la vostra materia si trasformi in spirito. Uscite dalla terra di voi stessi per innalzarvi e vivere delle realtà celesti! Uscite dai vostri schemi, dalle vostre case, dalle prigioni in cui vivete sommersi nel fango del peccato: solo allora respirerete l'ossigeno puro e autentico di Dio che innalza verso l'alto. Non sarete più i morti sommersi dalla terra, ma i viventi che aspirano e vivono del Cielo. Ti benedico".

 


21 giugno 2011
 martedì della XII Settimana del Tempo Ordinario
"La vostra anima è perla preziosa di cui il Padre vi fa dono grande"

"Mia piccola Maria, Io sono con te, pur nelle miserie che hai e che si purificano nella penitenza della tua vita. La Parola di stasera vi richiama ad entrare nella tenda del Signore, nella vera tenda: la Tenda del mio Cuore. Ma per accedere, perché è tenda di Re, possono entrare solo coloro che portano vesti regali di giustizia, verità e purezza. Chi vuole passare nelle sue vesti sporche, strappate, maleodoranti dal peccato, non può entrare. La Tenda ha un accesso angusto, … ne parla il Vangelo stasera: è la porta stretta; per entrare dovete piegarvi, inchinarvi, porvi in umiltà, nell'adorazione di Dio e nel servizio dei fratelli. Dovete piegare voi stessi alla Volontà del Padre, piegare la vostra natura umana ai desideri di Dio: solo così potrete accedere. Mentre chi cerca la porta grande, comoda, cerca sé stesso, i suoi agi, non si piega, ma cerca la sua affermazione; in questo stato di vita non si porrà al servizio ed entrerà in lui il compromesso ed il peccato che lo farà accedere nella tenda del diavolo che lo distruggerà, nella sua prigionia.

Qual' è la perla di cui parla il Vangelo e che va così ben mantenuta e custodita santamente se non l'anima vostra? La vostra anima è perla preziosa di cui il Padre vi fa dono grande. Perché essa però si mantenga radiosa e lucente deve essere offerta a Dio, entrare nella porta stretta per riversarvi la sua luce; se gettata al mondo, se data ai porci dei demoni, essi nella porta larga, la ricopriranno del loro sterco, la sporcheranno, la distruggeranno.

Quanti doni dati dall'Onnipotente a molte anime, doni celestiali!... Esse li hanno gettati e dati a mani cattive poiché non si sono piegate, non si sono umiliate, non sono rimaste al santo servizio, ma hanno cercato la propria affermazione ed è entrata la boria spirituale e la superbia; e così da un dono celeste, dal bene, si fa cattivo e da Dio passa al nemico che lo inquina e lo distrugge. Solo se vi piegate, se pregate nella santa umiltà, nella sola ricerca dell'amore divino, nel suo silenzio, si entra e si offre il dono ricevuto al Re; ed Egli ne farà perla che riluce continuamente della sua luce. Ti benedico".

 


23 giugno 2011
 giovedì della XII Settimana del Tempo Ordinario
"Essi vanno alla ricerca di chissà quali strategie, quali risoluzioni in tante tavole rotonde, riunioni…"

"Mia piccola Maria, la vita, con la sua purificazione, conduce a conversione continua. La mia fusione con la tua anima e il mio Amore purificheranno. Stasera voi celebrate in onore dell'Eucaristia per unirvi al Santo Padre e alle varie basiliche che, in questo giovedì, già celebrano il Corpus Domini. L'Eucaristia, quale dono immenso e gratuito che Iddio vi ha dato, quello di rimanere fra di voi, di donarmi nelle Specie così semplici del pane e del vino e di aprirmi a dono per tutti, farmaco che cura ogni male, che risana e dona l'Immortalità. Quanto però i cristiani se ne avvedono e ne traggono profitto?…Vedo file interminabili, ore di attesa alla ricerca di idoli umani, accollati, in piedi, per attori e cantanti, per seguire persone famose e politici, ed Io, l'Unico vero Dio, vengo così dimenticato!

Ove sono le chiese gremite in adorazione dell'Eucaristia? Ove i miei fedeli, ardenti alla sua ricerca?... Sono così pochi! Molti, pur di non fare qualche sacrificio nel venire a Me, non vengono all'adorazione: ritengono che sia tempo perso. Mentre quelle creature che vengono, pur portando la sola propria pochezza, la loro piccola anima riceve Iddio: ne ha in cambio Me stesso. Vi dono l'amore, la fede, la pace, i suoi benefici, che sono i raggi solari che irradiano la mia Salute, che sono ciò che Dio è; vi curano l'anima, vi guidano il cuore, vi sanano le membra.

Chi può dare l'amore e il bene se non l'Eucaristia? Da chi la fede, la santità,le virtù, i beni del Signore se non dall'adorabile Presenza alla quale vi ponete? E voi, se abbandonati, se veritieri ed umili, ne trarrete i suoi massimi benefici. Se tutta l'umanità vivesse ciò, l'amasse, la partecipasse, sarebbe sanata da tutti i suoi mali.

Quando vi accorreranno gli uomini? Essi vanno alla ricerca di chissà quali strategie, quali risoluzioni in tante tavole rotonde, riunioni, o chissà quali azioni, pur buone, che hanno però un effetto limitato… Venissero all'Eucaristia!... Si ponessero fiduciosi ad essa e l'amassero! Alle loro richieste quanto vi sarebbe dato e risolto!

Per ottenere però bisogna venire all'Eucaristia nei dovuti modi: si và a ricevere il Signore, Io il Cristo, che mi dono tutto ma prendo e richiedo la totalità pur della vostra pochezza in un cuore che sia veritiero e amante, che ricerca con desiderio e mi brama. Venite nelle dovute disposizioni, lavati, e nella Grazia della Confessione, esenti dal peccato grave. Eppure quanti cristiani vengono non confessati, o confessati male! Vengono a ricevermi con indifferenza e banalizzandomi; e coloro che, pur devoti, …ove è chi fa il santo ringraziamento? Chi ne fa uso di questo tempo preziosissimo? Dono immenso nel quale incontrarmi, fondervi, amarmi, fare comunione con il vostro Maestro e Salvatore, con il vostro Dio, che ascolta e vede l'anima vostra. Poter sentire l'intera mia Presenza, che pulsa ed ama in voi in una intensa partecipazione. Mentre per lo più i cristiani si dimenticano, e dopo qualche istante sono già presi dal mondo circostante stando ancora in Chiesa.

Andate dalla Madonna, dalla Madre dell'Eucaristia! Lei vi aiuterà ad incarnare l'Eucaristia, a saper ricevere, fondere, far comunione, ad unire, al trasfondere la Carne mia e il mio Sangue in voi sicché, plasmati all'Eucaristia, vi fate Uno con Cristo, Uno con Me, e non più divisi, ma fate "Unità". Tanto più vi immergete in Essa, tanto più vi fate Eucaristia: pure voi diventate così Farmaco che risana le anime e alimenta questa continua Incarnazione. Il Padre Santissimo e la Madre , guardandovi, rivedranno "suo Figlio"! Ti benedico".

 


24 giugno 2011
 Festa di San Giovanni Battista
"La Madre mia sarà sempre accanto a Giovanni"

"Mia piccola Maria, stasera voi ricordate la Nascita del mio Giovanni, il "grande Profeta". Egli nasce per precorrere tutte le mie tappe per vivere di Me. La sua Nascita anticipa la mia e mi testimonia: la sua vita mi testimonia, il suo martirio testimonia di Me. Giovanni nasce per tracciare il solco in terra dura, aspra, su cui dovrò passare; il suo sacrificio santifica, ed è preparazione al mio passaggio, che, pur nelle mie grandi sofferenze, trovo una scia che mi indica il cammino da lui già santificato.

Giovanni nasce per essere tutto di Dio. Totale appartenenza sarà la sua esistenza; e la sua vita è già consacrata al Padre sin dal grembo materno, per cui egli è offerto al suo servizio santo. La Nascita di ogni creatura è il compendio, è la fusione non solo della creazione delle membra fisiche di cui portate, per discendenza, i tratti, le sembianze fisiche, e non solo nella presenza dell'Alito di Dio nel dono dell'anima che le dà vita, ma è anche la conseguenza dello spirito da cui discendete: ne portate il testamento, l'eredità di cui gli antenati, i vostri precedentemente hanno vissuto. Portate le conseguenze del peccato non riscattato, nel male operato nell'occultismo e l'alleanza a satana: i figli ne porteranno in sé questo bagaglio ammalato a cui il Signore Iddio offrirà la maggior cura e ogni possibilità di poter sanare e riscattare.

Se invece i vostri familiari, che vi hanno preceduto, hanno vissuto il bene, la carità, la preghiera, la santità, lo spirito ne porterà, arricchito, un'eredità santa, che lo plasma e lo impreziosisce nella sua benedizione.

Similmente è stato per Giovanni: i suoi genitori hanno pregato una vita per questo figlio, hanno offerto sacrifici al Padre, hanno vissuto una carità tenerissima verso i poveri. Iddio ha benedetto il grembo di Elisabetta; e il concepimento di Giovanni, che si forma in esso, ne riceve il timbro, la firma della sua consacrazione a Dio nella visita della Madonna e della mia Presenza, che infonde una grazia santificante, i mezzi, la forza, i doni perché il mio Profeta possa vivere pienamente il disegno voluto dall'Onnipotente.

La Madre mia sarà sempre accanto a Giovanni: la sua Maternità divina lo aiuterà ulteriormente nella sua strada austera, dura, sacrificata al servizio della Verità, che gli costerà continua persecuzione, sino a dare la vita. Iddio donerà a Lui sostegno nelle fatiche, fortezza nelle avversità, profondità di spirito, una generosità di donazione alla mia Persona sì da farsi il "grande Profeta", una trasparenza di mia assimilazione, nella penitenza, santità e adorazione. Ti benedico".

 


26 giugno 2011
 Festa del Corpus Domini
"L'Eucaristia è Comunione: vive perché unisca l'uomo a Dio"

"Mia piccola Maria, oggi celebrate il "Corpus Domini", il Corpo e il Sangue mio dato a voi perché ve ne nutriate: forza e sostegno nel peregrinare nell'esistenza, un Pane buono e santo che viene a trasformarvi in bontà e santità. Pane tritato, sminuzzato, lacerato in ogni sua piccola parte perché divenga vostro nutrimento. L'Eucaristia è Comunione e vive perché unisca l'uomo a Dio, per far sì che l'uomo si faccia Unità, un'unica persona: la mia Carne sia la vostra, il mio Sangue circoli in voi e vi facciate Uno con Me. Ma per far sì che l' Eucaristia sia così vissuta dovete viverla secondo le disposizioni che vi indico: farvi casa ospitale, pulita, che mi accoglie, esente dal male.

Il demonio fa di tutto per attaccare l'altare, per dissacrare l'Eucaristia, per cui spinge le anime a non confessarsi o a confessarsi male, e poi stimola, le spinge perché vengano a ricevermi nel peccato, proprio per dissacrarmi. Molti non mi pensano come persona viva, presente, che viene in voi e soffre se trova un'abitazione lurida nell'anima, che geme quando entra in una fogna di peccato, in un pantano melmoso: 1° per l'oltraggio e l'offesa a Dio, 2° per lo stato stesso in cui si trova l'anima di questo figlio.

Io, il Signore, desidero che siano i sacerdoti a darmi al popolo! Per quanto più è possibile siano anime consacrate a dare l'Eucaristia, a vivere, i sacerdoti soprattutto, il ministero dell'altare; mentre trovo laici che si occupano sempre più dell'Eucaristia, e i sacerdoti che si fanno operatori sociali. Se sapeste quanti di questi laici non mi sanno né portare, né dare, e mi oltraggiano!

Quanti altari rimangono spogli e miseri! Si banalizza la mia presenza, vengo sempre più lasciato solo nei tabernacoli, mi si passa innanzi indifferenti come fossi estraneo o un ospite dimenticato nella mia casa.

Non solo si è colpevoli di peccati gravi contro di essa ma, per l'azione che all'interno della Chiesa il demonio ha ispirato e fomentato, e non si è fatto niente per arrestarlo; quello di banalizzare l'Eucaristia, di nasconderla nei luoghi più nascosti della chiesa, di renderla indifferente, di farla diventare abitudinaria, di farla sempre più veloce per i mille impegni, e dare sempre meno tempo all'intimo colloquio. Si invita la gente a non inginocchiarsi ma a rimanere in piedi.

Io vi invito, per chi può, ad inginocchiarsi nella Consacrazione e riportare gli inginocchiatoi presso l'altare per ricevermi (*). É il Signore Dio presente innanzi a voi: il vostro corpo si unisce allo Spirito. Vi invito a vivere la sacralità dell' Eucaristia, a farmi ricevere dai bambini ancor più piccoli, dato che oggi sono, già alla loro età, molto smaliziati dal peccato; ed è nell'innocenza che si riceve e si comprende l'Innocente, senza le mille catechesi.

Ricevetemi in bocca! In mano è un'azione che mi allontana e mi banalizza, come prendere una qualsiasi cosa. Vi dicono: è un modo per vivere una fede adulta!... Io vi dico: Sono i piccoli, gli infanti, le anime umili e deboli che Io desidero e amo, e ai piccoli s'imbocca il pane.

Il giudizio sarà severo contro i peccati eucaristici, particolarmente sulle anime sacerdotali e religiose, a cui più richiedo responsabilità. Le anime si fanno fredde e insensibili, non mi amano: L'Eucaristia è Amore e, se vi disponete ad essa in Verità, Io vi darò quest'Amore.

Andate dalla Madre che ha formato e dato, nel suo Sangue e nella sua Carne, la mia. Ella vi fonderà, e aiuterà ad incarnare in voi, come con Me, la mia Carne: vi farà Eucaristia, per far sì che Dio viva nelle sue creature. Ti benedico".

(*) Qui Gesù ci dice di imitare il Papa Benedetto XVI e di fare come fa lui nella Celebrazione Eucaristica.

 


28 giugno 2011
 lunedì della XIII Settimana del Tempo Ordinario
"Pregate, figli miei! E la vostra preghiera darà benedizione a voi e alla vostra famiglia"

"Mia piccola Maria, la Parola di stasera vi richiama alla preghiera tramite la lettura di Abramo. Egli prega con veemenza ed ardore, prega con adorazione filiale verso l'Altissimo e con insistenza, in intimità: prega il Padre da figlio. Abramo osa, insiste, intercede, si pone al servizio di Dio per porsi al servizio dei fratelli, per la loro salvezza. Anche oggi Io cerco e richiedo questa preghiera: di quanti mali quest'umanità verrebbe liberata, da quante conseguenze nefaste sanata se ci fosse un'orazione forte, santa, perseverante, continua, insistente, amante, fiduciosa di chi si pone e chiede nel bene, sapendo che sarete ascoltati ed esauditi.

Perché ci sia questa preghiera, la capacità di intercedere, bisogna porsi ad ubbidienza per compiere la Volontà di Dio, così come faceva Abramo. Come si può seguire la Volontà del Padre se non seguendo e ponendosi in cammino con Cristo? Io vi dono le disposizioni nel Vangelo: "lasciate che i morti seppelliscano i morti!", non perché non abbiate pietà dei vostri defunti, ma per far sì che non rimaniate attaccati alla morte della terra, alla sua schiavitù che fa perire, che lasciate le opere dell'uomo vecchio che conduce a morte. Se seguirete il Vivente non porrete radici al mondo.

Io non avevo ove posare il capo: le piccole bestiole nel bosco avevano dove rifugiarsi, Io… non avevo ove posare il capo! A voi è richiesto, pur se avete una dimora fissa, di essere liberi. Di non avere legami che vi tengano fissi a sé e non vi permettono di essere liberi di elevarvi nello spirito, di sperare, di spandervi verso la Volontà di Dio, che vi offre fede e grazia; e nei doni ricevuti, voi potete così porvi al servizio di intercedere nella preghiera per la salvezza dei fratelli. Poiché cosa potete a Me portare se non i beni ricevuti dal Padre che, da Me santificati, possono essere cosparsi sui fratelli per la salvezza delle loro anime?

Se aprite le mani per chiedere, vi verranno colmate, se siete alla ricerca della verità nella mente, verrete illuminati, se anelate nel cuore, vi verrà riempito. Se congiungete le mani nella supplica al bene, verrete esauditi. Pregate, figli miei! E la vostra preghiera darà benedizione a voi e alla vostra famiglia. Ti benedico".

 


29 giugno 2011
Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
"Sono così diversi Pietro e Paolo!..."

"Mia piccola Maria, Io non solo ti voglio bene… se tu conoscessi il mio Amore per te così grande, e ne verrai pienamente a conoscenza in Paradiso, allora dirai: "O Signore, e cosa potevo desiderare altro se non questo?". Alla rivelazione di questo amore è il percorso della vostra vita.

Stasera voi celebrate San Pietro e San Paolo; ne celebrate, non tanto la loro predicazione, il servizio, quanto il martirio. Il loro sangue ha bagnato Roma, eppure, anche se sono passati 2000 anni, questo sangue ancora è qui a tracciare il solco, a fecondare la terra: non è cancellato! Esso si fa continuamente trave, base, pilastri che sostengono la Chiesa di Dio.

Sono così diversi Pietro e Paolo!... Pietro così semplice e spontaneo, istintivo nei modi. Paolo così razionale, analitico, profondo nella sua ricerca, nel suo studio… sicché Pietro spesso manifestava, alla lettura delle sue lettere, di non comprenderne tanto il senso; eppure entrambi uniti allo stesso unico denominatore: quello di servire e seguire il Maestro, il Signore Gesù.

Pure voi, figli miei, siete diversi, a volte simili, ma nessuno è uguale all'altro, ognuno ha una storia, anche di santità diversa; ogni uomo, pur nato dalla medesima famiglia, con la medesima educazione, la stessa preparazione, pur con la stessa sofferenza o malattia, è diverso poiché ognuno reagisce in modo proprio. Ogni creatura ha un cuore, agisce con una volontà che lo contraddistingue, ha uno spirito che, se ama Dio, si pone al servizio suo, pur se in svariati campi, avendo però un unico fine che è quello dell'autenticità e dell'amore verso l'unico Maestro e Signore, e di vivere il progetto della propria esistenza per glorificare Dio.

Egli vi ha creati diversi per il bene comune, e dare gloria all'Altissimo per far sì che, tramite ogni mezzo, giungiate alla vostra santificazione. Il Padre Santissimo vuole il meglio per ognuno dei suoi figli, lavora un'esistenza per trarne ciò che è bene, pur nella loro varietà. Così come le creature, le bestiole, sono create dal Creatore diverse nei loro elementi naturali, nelle loro caratteristiche e funzioni; eppur esse operano unite al servizio comune e per dare gloria al Signore; così, figli, siete creati diversi per divenire la stessa corona che viene offerta al Cielo.

Pietro e Paolo ne sono l'emblema, il segno; pur se ebrei sono alla difesa di Roma, della Chiesa e del Santo Padre. Essi si pongono a difesa degli attacchi del diavolo contro di essa e offrono alla Santissima Trinità il loro martirio, unito al sangue e al martirio offerto da tanti cristiani e martiri qui a Roma, per far sì che il nemico abbia sempre ad essere sconfitto.

Pietro e Paolo non sono nati Santi. Pietro era rozzo nella sua ignoranza e nei modi di rapportarsi. Paolo era ligio e severo ma anche superbo nella sua cultura e per la sua estrazione sociale eppure, alla scoperta del Signore Gesù, essi si abbandonano a Me, convertendosi. Iddio plasma il loro spirito, smussa il loro carattere, le loro miserie purificandoli, e facendoli crescere, sì da trarne la perla preziosa che è in ognuno di essi: la perla che li conduca alla santità. Ti benedico".